Auguri a Dori Ghezzi

La cantante Dori Ghezzi, nota per brani come “Un corpo e un’anima”, “Margherita non lo sa” e molti altri, spegne settantacinque candeline.

Nata a Lentate sul Seveso (MB) nel 1946, dopo qualche apparizione televisiva come solista (fra cui Canzonissima 1969 ed il Festival di Sanremo del 1970, a cui partecipa con il brano Occhi a mandorla in coppia con Rossano), nel ’71 avvia una collaborazione artistica - durata otto anni - con Wes [nome d’arte di Wesley Johnson] (1945-2009), conquistando il grande pubblico.

Fra i loro brani più apprezzati Voglio stare con te (1972), versione italiana di United we stand, Un corpo e un’anima (1974) e Amore bellissimo (1977).

A partire dal ’75 diventa compagna del grande Fabrizio De André (1940-1999), conosciuto l’anno avanti e si trasferisce con lui in Sardegna. I due si sposeranno nel 1989.

A partire dall’inizio degli anni Ottanta prosegue la sua carriera da solista (Mamadodori - 1980 -, Margherita non lo sa - 1983 -, con cui ottiene il terzo posto al Festival di Sanremo, nonché un grande successo di vendite, raggiungendo l’undicesima posizione nella classifica italiana, Nessuno mai più - 1986 -, E non si finisce mai - 1987 -, Il cuore delle donne - 1989).

Nel ’90 si ritira dalle scene a causa di problemi alle corde vocali. Tuttavia, fa alcune eccezioni, accettando, nel ’92, il ruolo di corista nel tour di F. De André Uomini e donne, e, quattro anni dopo, collaborando ancora con lui nell’album Anime salve (1996), in cui canta nella coda del brano Khorakanè e nei cori dei brani Dolcenera e A cumba.

Nel gennaio del ’99 Fabrizio De André muore a cinquantotto anni. Dopo la sua scomparsa, Dori Ghezzi si è dedicata all’amministrazione dell’immenso patrimonio artistico del cantautore e, attraverso la Fondazione Fabrizio De André Onlus, a lui dedicata, e coadiuvata dal Centro Interdipartimentale di Studi Fabrizio De André presso l’Università di Siena, promuove eventi ed iniziative con particolare attenzione al rispetto filologico della sua arte.

Nel 2002 ha interpretato, per la grande traduttrice, scrittrice, giornalista e critica musicale Fernanda Pivano (1917-2009) il brano Il suonatore Jones, inserito nel documentario a Farewell to Beat di Luca Facchini, prodotto da Fandango e dedicato alla scrittrice.

Nel 2012 ha presentato l’album Sogno n° 1 (dieci brani di F. De André eseguiti dalla London symphony orchestra). Sei anni dopo, con Giordano Meacci e Francesca Serafini, ha pubblicato il libro autobiografico Lui, io, noi (Einaudi, Torino 2018).

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Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.