Auguri a Juliette Greco

Juliette Greco negli anni Cinquanta Juliette Greco negli anni Cinquanta
La cantante e attrice francese Juliette Greco ha spento novanta candeline.

Nata a Montpellier nel 1927, di madre bordolese (molto attiva nella resistenza contro i tedeschi) e padre corso di origini italiane, cresce con i nonni materni. Coinvolta nella resistenza, nel biennio 1944-45 rischia di esser deportata dalle truppe nazista ma riesce a salvarsi.

Nel ‘46, dopo che la madre aveva lasciato il Paese per l'Indocina insieme alla marina francese, si trasferisce a Parigi, nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Juliette Greco diventa così una convinta bohemienne e venne considerata una sorta di “musa” degli esistenzialisti.

Non ancora ventenne, debutta esibendosi come cantante nei caffè parigini di Saint-Germain-des-Prés. Il repertorio delle sue canzoni, in un certo qual modo, è come una sorta di  tempo incentrato su versi scritti da autori famosi, come Raymond Queneau (Si tu t'imagines), Jean-Paul Sartre (La Rue des Blancs-Manteaux) e Jacques Prévert (Les feuilles mortes), testi poi messi in musica.

Ormai icona del periodo esistenzialista parigino, si avvicina al cinema all’inizio degli anni Cinquantìa in ruoli simbolici e in film di autori quali Jean Cocteau (Orfeo - 1950) e Jean Renoir (Eliana e gli uomini - 1956).

Nonostante la sua bravura di cantante, il suo indubbio carisma e la forte fisicità, non riesce mai ad imporsi veramente sul grande schermo.

Tuttavia, ciò non le impedirà di interpretare, offrendo buone performances, film come Il sole sorgerà ancora (1957) di Henry King, Bonjour tristesse (1958) di Otto Preminger, Terra nuda (1958) di Vincent Sherman, Le radici del cielo (1958) di John Huston, Dramma nello specchio (1960) di Richard Fleischer.

Nel ’67 appare nel ruolo di se stessa nel celebre La notte dei generali (1967) di Anatole Litvak.

Sarà invece la notissima serie televisiva francese Belfagor (1965-67), diretta da Claude Barma, a far conoscere il suo charme nell’inquietante ed enigmatico ruolo di Laurence.

La notorietà internazionale di tale personaggio, circa trentacinque anni dopo, la porterà anche ad un’apparizione nel rifacimento cinematografico di Jean-Paul Salomé (Belfagor, il fantasma del Louvre - 2001).

A partire dal 2010, anche per via dell'età avanzata, ha diradato gradualmente la sua attività.

 

Pubblicato in Musica

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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