Auguri a Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli in "Un passo dal cielo", serie tv di Rai Uno Katia Ricciarelli in "Un passo dal cielo", serie tv di Rai Uno
La grande soprano, interprete verdiana, rossiniana e non solo, spegne settantacinque candeline.

Nata a Rovigo nel 1946, Catiuscia Maria Stella Ricciarelli - meglio nota come Katia Ricciarelli – ultima di tre figlie, fin da giovanissima mostra grande interesse per il canto, studia al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia e si diploma in canto nel ’69.

 Nello stesso anno debutta a Mantova con La Bohème. Nel ’70 vince il concorso “Giuseppe Verdi” a Parma, canta nel Trovatore e, l’’anno seguente, vince il Concorso Internazionale Voci Verdiane indetto dalla Rai eseguendo un’aria da Il Corsaro.

A partire dagli anni Settanta la sua carriera viene lanciata  con esibizioni nei maggiori teatri italiani e del mondo: Staatsoper di Monaco (Requiem - 1972 - di Giuseppe Verdi), Lyric Opera di Chicago (I due Foscari di Verdi - 1972), Scala di Milano (Suor Angelica - 1973 - di Giacomo Puccini), Covent Garden di Londra (Bohème - 1974 - di Puccini, Ballo in maschera - 1975 - di Verdi -, Lucia di Lammermoor - 1980 - di Gaetano Donizetti, Falstaff - 1982 - e Aida - 1984 - di  Verdi, Capuleti e Montecchi - 1985 - di Vincenzo Bellini), Metropolitan di New York (Bohème - 1975 -, Tancredi - 1978 - di Gioachino Rossini), Parigi, Bruxelles, San Francisco.

A partire dagli anni Ottanta avvia una collaborazione decennale con il Rossini Opera Festival, dove si esibisce con grande successo in interpretazioni del repertorio “belcantista” prevalentemente rossiniano (Semiramide, La donna del lago, Bianca e Faliero, La gazza ladra, Il viaggio a Reims) ma anche opere di G. Donizetti - Lucrezia Borgia - 1984 - a Bologna).

Ha cantato sotto la direzione di maestrui quali Claudio Abbado, Colin Davis, Zubin Metha, Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini, Lori Maazel, Claudio Scimone, Herbert Von Karajan, ed ha avuto per partners grandi tenori come Luciano Pavarotti, Josè Carreras, e Placido Domingo con il quale ha inciso il film-opera Otello (1986) di Franco Zeffirelli.

Nel ’94, in occasione dei suoi venticinque anni di carriera, è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana e del Kammersängerin a Vienna.

A partire dal 2000 dirada le sue performances come cantante, occupandosi della direzione artistica del Politeama Greco di Lecce con nuove opere: Werther (2001) di Jules Massenet, Convenienze ed inconvenienze teatrali (2002) di G. Donizetti, Rinaldo (2003) di Georg Friedrich Händel.

Dal 2003 al 2005 è stata direttore artistico dello Sferisterio di Macerata.

Attiva anche in televisione, recita con Gerry Scotti e Rita Pavone in Gianburrasca (2001), Don Matteo 4 (2004), con Terence Hill, Carabinieri 7 (2009), Il ritmo della vita (2009),  Così fan tutte (2009), Un passo dal cielo (2011-15), in cui recita nuovamente con T. Hill, Faccia d’angelo (2012), Un matrimonio (20139, Come una madre (2020).

Al cinema recita in La seconda notte di nozze (2005) di Puppi Avati, con cui vince il Nastro d’Argento, Bianco e nero (2008) di Cristina Comencini, Gli amici del Bar Margherita (2009) di P. Avati, La sedia della felicità (2014) di Carlo Mazzacurati (alla sua ultima regfia prima della sua prematura scomparsa), Infernet (2016) di Giuseppe Ferlito.

Nel 2009 festeggia i suoi quarant’anni di carriera al Teatro La Fenice di Venezia duettando con Massimo Ranieri e Michael Bolton.

L’anno seguente è nel documentario di Claudio Costa Pupi Avati, ieri oggi domani (2010), dedicato al grande regista bolognese.

Nel corso degli anni ha partecipato a numerosi programmi televisivi, da Un’estate italiana (RaiUno, 1991) a Io e te (RaiUno) come co-conduttrice nel 2020: Segreti e bugie (RaiUno2000), Katia e Mara verso oriente (RaiUno, 2002), Venezia la luna e tu (RaiUno, 2002); La fattoria (Canale5, 2006), Io canto, Let’s Dance (Canale5, 2010), Ciak si canta (RaiUno, 2011), Sabato in RaiUno, 2015-16), Selfie-Le cose cambiano (Canale5, 2016), e Festival di Castrocaro (RaiUno, 2018).

Ha interpretato i musical Caruso (2002) e Gloriosa (2008), regia di Enrico Maria Lamanna e, in teatro, Altro di me (2014) di Maurizio Costanzo e Enrico Vaime, regia di Marco Mattolini e Elisir d’amore (2015), prodotto da Francesco Serio.

 

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