BeatleStory - The Fabulous Tribute Show

I Beatles al Teatro Adriano I Beatles al Teatro Adriano Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il più grande omaggio italiano ai Beatles con Roberto Angelelli ("George Harrison" nel musical “Let it be” al St. James di New York), Patrizio Angeletti, Claudio Iemme, Armando Croce, Aleks Ferrara, con la collaborazione di Luca Biagini.

Un concerto-show sulle note dei Beatles, che celebra i 50 anni dei Fab Four in Italia e l'anniversario della nascita del locale beat anni '60 più famoso in Italia.

Dopo le esperienze internazionali con il musical “Let it Be” a Broadway e i tanti live con gli Apple Pies, Roberto Angelelli ("George Harrison" sul palco dello storico teatro St. James di New York), Patrizio Angeletti, Claudio Iemme, Armando Croce, Aleks Ferrara, con la collaborazione di Luca Biagini tornano con un nuovo progetto interamente dedicato ai Beatles, BeatleStory - The Fabulous Tribute Show che debutterà in prima nazionale al Piper Club di Roma, il 29 gennaio 2015.

Nel tempio del beat, il 29 gennaio 2015, Paul, John, Ringo e George rivivranno grazie a un live show unico e multimediale che, attraverso un vero e proprio viaggio tra musica e immagini, ripercorrerà l'intera storia dei Beatles dal '62 al '70, in un concerto con oltre 40 dei loro più grandi successi.

Partendo dalle strade di Liverpool, attraversando gli anni della Beatlemania fino ai grandi capolavori in studio, BeatleStory porterà sul palco del Piper Club 2 ore intense di capolavori come She Loves You, I Want To Hold Your Hand, Twist and Shout, Yesterday, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, All You Need Is Love, Come Together, Let It Be Hey Jude, per raccontare fedelmente al pubblico di ogni età la più grande esperienza pop mai esistita.

Con video d’epoca che riportano lo spettatore nel clima della Swinging London dei primi anni Sessanta, passando attraverso spezzoni di filmati originali dl memorabili live, fino ad arrivare al viaggio psichedelico di Sgt. Pepper, alle atmosfere più hippy di Magical Mistery Tour e alle proteste studentesche anni Settanta, BeatleStory diventa così un ritratto fedele alla band più influente della storia della musica, unendo la storia dei Fab Four, alla Storia di un epoca.

La Beatlemania sbarcò negli Stati Uniti il 7 febbraio 1964, quando i Beatles atterrarono a New York circondati da una massa di fans in preda a un entusiasmo e un’isteria profusa, e due giorni dopo, il 9 febbraio, dilagò ulteriormente grazie alla prima apparizione dei Beatles all'Ed Sullivan Show, che in quella serata stabilì il record di visione e di audience della storia della TV fino a quel momento. Risale al 15 agosto 1965, però, l’apice del fenomeno, con 55000 fans urlanti che agitavano striscioni e bandiere mentre a stento intravedevano i Fab Four al di là del recinto di protezione.

Il Corriere della Sera del 25 giugno 1965 racconta il concerto romano del giorno precedente, bollandolo come un insuccesso: «Ieri pomeriggio il Teatro Adriano presentava dei vuoti paurosi. Capace di tremila posti, ne risultavano occupati poco più della metà, compresi naturalmente i biglietti omaggio. E pensare che era stato richiesto il Palazzo dello Sport, con suoi diecimila e più posti. A tener lontana la folla devono aver contribuito anche i prezzi: variavano dalle quattro alle cinquemila lire per lo spettacolo pomeridiano e da cinque a settemila lire per quello serale. Le due gallerie, per le quali i prezzi erano leggermente inferiori, erano colme, ma di gente rimasta per tutto il tempo abbastanza composta. È stato in platea, fra un gruppo di una cinquantina di giovanotti e di ragazze, che si sono verificate scene di isterismo per tutto il tempo che i Beatles sono rimasti sulla scena: venti minuti, allo spettacolo pomeridiano, il tempo più breve che il celebre quartetto abbia dedicato ai suoi ammiratori italiani. Il servizio d’ordine predisposto fuori del teatro (mille agenti, idranti, una autoambulanza, camionette e transenne per trattenere la folla) è rimasto inoperoso; così all’interno, dove nonostante le urla ed i gesti dei più scalmanati, nessuno ha sfasciato nulla».

Dopo i primi deliri dei fan, ecco arrivare Sgt. Pepper, l’album che cambiò la storia della musica rock, il nuovo “concept” dei Beatles, la banda dei cuori soliti del sergente Pepper. Un colpo di genio, ampiamente sottolineato dall’altrettanto geniale copertina del disco, anche quella destinata a stravolgere tutti i canoni precedenti.

Arrivò poi la famosa estate del ’68. Alla fine degli anni '60 lo sgretolamento del sogno consumistico e del benessere economico, portarono migliaia di giovani a riunirsi in cerca di pace, amore e libertà, facendo emergere una nuova controcultura, che si oppose ai valori tradizionali attraverso la definizione di nuovi ideali di amore e spiritualità e, contemporaneamente, anche attraverso un nuovo stile artistico-musicale psichedelico. Questo era il clima che influenzò la nascita dell’album Magical Mistery Tour e l’omonimo film.

Il clima di rivolte e repressione, delle proteste per la guerra in Vietnam e delle rivolte studentesche segnò in modo inconfutabile la produzione musicale dei Beatles, i quali fra il 1968 e il 1969 realizzano quattro album: il White Album, Yellow Submarine, Let It Be e Abbey Road. Proprio con quest’ultimo il gruppo consacra un’altra copertina storica attraversando le strisce pedonali, davanti gli Studios di Abbey Road.

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REALIZZATA DURANTE IL TOUR ROMANO DEI BEATLES NEL 1965

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