Gianni Morandi, da sessant’anni protagonista della canzone italiana

Gianni Morandi nel 1962 Gianni Morandi nel 1962 Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Gianni Morandi, l’eterno ragazzo della musica italiana, taglia il traguardo dei sessant’anni di carriera artistica. Era infatti il 1962, e mentre in Italia si sviluppava  il ben noto fenomeno del “Boom”, una stagione di grande crescita economica,  Morandi incideva la sua prima canzone “Andavo a cento all’ora”, l’esordio nel mondo discografico.

Nato a Monghidoro in provincia di Bologna, all’anagrafe è iscritto come Gian Luigi, figlio di un ciabattino e di una sarta. Fin da piccolo si appassiona al canto, le prime “esibizioni” avvengono nel negozio del barbiere e nell’albergo del paese, poi sul palco delle Feste dell’Unità dove lo nota la maestra di musica Alda Scaglioni.

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Inizia a prendere le prime lezioni di canto e durante i fine settimana si esibisce con una piccola orchestra, guadagna 1.000 lire la domenica pomeriggio e 1.000 la sera, tutto rigorosamente registrato nel diario, abitudine questa che lo accompagnerà tutta la vita. Nel frattempo continua ad aiutare il padre nella bottega di calzolaio, <<Fai il ciabattino perché questa cosa del cantare dove vuoi che ti porti?>>, gli diceva.

Nel 1962 dopo aver vinto il Festival di Bellaria viene spinto a presentarsi ai provini alla RCA di Roma, sarà determinante l’incontro con Franco Migliacci autore dei primi storici successi, con gli arrangiamenti musicali di Ennio Morricone.

Il successo non si fa attendere, arriva subito, immediato, vittorie al Cantagiro, a Canzonissima, i programmi televisivi, le tournée, i musicarelli (film che prendono ispirazione dai brani musicali), gli anni ’60 lo vedono protagonista.

Sono gli anni dei successi intramontabili ,  “In ginocchio da te”, “Se non avessi più te”, “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, “Notte di Ferragosto”, “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, “Un mondo d’amore”, “Scende la pioggia”.

Ma con l’arrivo degli anni ’70, arrivano anche gli anni bui, si affacciano alla ribalta i cantautori impegnati, nascono  nuove tendenze e nuovi miti, la carriera improvvisamente  subisce  uno stop, sono anni di crisi professionale,  come ricorda lo stesso Morandi “sono stati anni difficili, il telefono non squillava più”.

Nel 1972 la morte del padre, rappresenta un altro dramma. Nel 1979 arriva la separazione dalla prima moglie Laura Efrikian, conosciuta sul set dei musicarelli. Intanto si iscrive al conservatorio Santa Cecilia di Roma sezione di contrabbasso. Sono anni in cui lavora molto poco, nel 1973 porta in teatro “Jacopone da Todi”, nel 1976 riassapora il successo con “Sei forte Papà”, un milione di copie vendute, ma la carriera sembra giunta al capolinea. E invece, no.

All’inizio degli anni ’80,  sarà determinante l’incontro con Mogol,  che inizialmente lo contatta per chiedergli di aiutarlo a metter su una squadra di calcio di soli cantanti con finalità di beneficenza, la Nazionale Cantanti,  poi gli scrive “Canzoni stonate”, il brano che gli permette il rilancio, la ripartenza. Da quel momento, dopo una pausa di circa dieci anni,  riprende inarrestabile il cammino interrotto, ritrova il suo pubblico riannoda quel filo che si era spezzato, conquista anche i giovanissimi. Del 1985 il brano “Uno su mille”, canzone simbolo della voglia di riscatto.

Gli anni ’80 lo vedranno anche protagonista di sceneggiati televisivi, “Voglia di volare”, “Voglia di cantare” e “La voglia di vincere”.

Nel 1983 partecipa al Festival di Sanremo con “La mia nemica amatissima” arrivando al secondo posto, nel 1987  lo vincerà insieme a Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi con “Si può dare di più”.

L’anno successivo parte in tour con l’amico Lucio Dalla, l’album “DallaMorandi” venderà più di un milione di copie.

Torna di nuovo a Sanremo, nel 1995 canta  “In amore” in coppia con Barbara Cola raggiungono il secondo posto, e nel 2000 con una canzone scritta da Eros Ramazzotti “Innamorato” si piazza al terzo posto.

Conduce diverse trasmissione televisive, sempre registrando ascolti altissimi, “C'era un ragazzo”, “Uno di noi”, “Non facciamoci prendere dal panico”, “Grazie a tutti”.

Intanto nel 2004 sposa la nuova compagna, Anna Dan.

Da sempre appassionato podista, prende parte alle più importanti maratone nazionali ed internazionali. Spopola anche sui social, seguitissimo il suo profilo Facebook. E’ anche conduttore del Festival di Sanremo, nel 2011 e nel 2012.

Nel 2015 la collaborazione con Claudio Baglioni, “Capitani coraggiosi”, album e tour nelle città italiane, nel 2017 con Fabio Rovazzi duetta nella canzone “Volare”.

Nel 2022, dopo 22 anni torna in gara a Sanremo con una canzone di Jovanotti, “Apri tutte le porte” si piazza terza. Nell’estate appena trascorsa è stato ospite fisso del “Jova Beach Party”, tour sulle spiagge d’Italia ideato dall’amico Jovanotti. Condurrà insieme con Amadeus la prossima edizione del Festival di Sanremo.

Sempre di corsa, la maratona come metafora della vita, sulla scena da sessant’anni, sempre pronto a rimettersi in gioco, a reinventarsi, energia ed  entusiasmo non gli sono mai mancati, è riuscito a rimettersi in piedi dopo le cadute, perché “Se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno sei finito non ci credere”…

Pubblicato in Musica
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