Hey Jude, il brano 'conteso' tra Julian, John Lennon e Judith Simons

Paul McCartney Paul McCartney Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il 30 agosto del 1968 i Beatles pubblicano nel Regno Unito il loro primo singolo per la Apple, la propria etichetta discografica. 

Il 45 giri, già pubblicato in Italia il 19 agosto e negli Stati Uniti il giorno 26, presenta sul lato B il brano “Revolution” e sulla facciata principale “Hey Jude” che con 7’11” di durata diventerà il brano più lungo ad avere raggiunto la vetta della classifica britannica.

McCartney portò proprio "Hey Jude" ad Abbey Road dopo averla immaginata mentre si trovava a casa di Cynthia, ex moglie di Lennon, per consolare il loro piccolo, Julian. Le registrazioni diedero vita a una delle canzoni più famose dei Beatles. Che, per anni, nessuno seppe a chi era dedicata.
 
John Lennon pensava fosse dedicata a lui. La giornalista del Daily Express, Judith Simons, pensava fosse dedicata a lei. E Julian Lennon, il vero destinatario della canzone, scoprì la verità solo vent’anni dopo. Per i Beatles, Hey Jude non è stata semplicemente una hit dalle molteplici interpretazioni. È stata uno spartiacque, il canyon che ha probabilmente spaccato in due la loro storia. Oltre che il singolo più lungo della loro carriera discografica.
 
Un un pomeriggio dell’estate del 1968 McCartney era in macchina alla volta di Weybridge: andava da Cynthia, che si era da poco separata da John Lennon, e dal piccolo Julian, che voleva un po’ confortare dopo la traumatica rottura tra i suoi genitori. “Ero rimasto in ottimi rapporto con lui, era un ragazzino adorabile”, raccontò McCartney, “mi ritrovai a canticchiare questa canzone. Il verso che mi girava in testa era “Hey Jules, don’t make it bad”, che poi diventò Jude. Era solo un nome, mi sembrava suonasse meglio”. In un’altra intervista, Paul aggiunse che la scelta era dovuta alla sua necessità di “trovare un nome più country-western”: pare che a ispirarlo sia stato un personaggio del musical Oklahoma chiamato Jud.
 
Arrivò in testa alla classifica inglese, a quella americana e finì al numero uno in almeno dieci paesi sparsi nel mondo. Ottenne l’Ivor Novello Award per l’enorme numero di copie vendute nel 1968. Il disco vende in sei mesi oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo, e dopo quattro anni il numero complessivo salirà a sette milioni e mezzo. Il brano arriva primo anche in Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Francia, Irlanda, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia e Yugoslavia. Anche in Italia fu accolto con entusiasmo, e restò per quindici settimane nelle Hit Parade ma fermandosi alla quarta posizione.
 
Pubblicato in Musica
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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