Massimo Ranieri compie 70 anni

Massimo Ranieri in "La macchinazione" di David Grieco Massimo Ranieri in "La macchinazione" di David Grieco
Il grande cantante, attore teatrale, cinematografico e televisivo, e conduttore compie 70 anni.

Nato a Napoli nel 1951, quinto di otto figli, fin da ragazzino lavora come garzone, fattorino, barista e comincia ad esibirsi cantando. Nel ’64 viene notato dal musicista Gianni Aterrano, il quale comprende le sue doti vocali e fa sì che parta per gli Stati Uniti con Sergio Bruni e che debutti all’Academy di Brooklyn con il nome d’arte “Gianni Rock”.

Due anni dopo ottiene un contratto discografico con la CGD ed avvia così la sua fruttuosa carriera di cantante con partecipazioni al Cantagiro - vinto nel ’69 con “Rose Rosse” -, a Canzonissima - dal 1969 al 1974, ogni anno ai primi posti in classifica e vincendo nel ’70 con “Vent’anni” e nel ’72 con “Erba di casa mia” -, a sei edizioni del Festival di Sanremo - vinto nel 1988 con “Perdere l’amore” -, e durante la quale ha pubblicato trentuno album - ventitré in studio, quattro live e quattro raccolte - e trentasei singoli, risultando tra gli artisti italiani che hanno venduto più album nel mondo.

A partire dal 2000 si è dedicato anche al repertorio tradizionale napoletano (Oggi o dimane – 2001 -,  Nun è acqua – 2003 -,  Accussì grande – 2003 -, Canto perché non so nuotare...da 40 anni - 2006 -, Napoli...Viaggio in Italia - 2009 -, Senza 'na ragione - 2013).

Dagli anni Settanta è attivo anche come attore teatrale e cinematografico e partecipa a numerosi programmi televisivi di intrattenimento. Esordisce al cinema come protagonista in Metello (1970) di Mauro Bolognini, tratto dal libro omonimo di Vasco Pratolini, interpretato da Ottavia Piccolo, e con cui vince un David di Donatello. Nuovamente diretto da M. Bolognini, interpreta Bubù (1971), con Gigi Proietti e O. Piccolo, e Imputazione di omicidio per uno studente (1972), con Martin Balsam e Valentina Cortese.

Negli anni successivi recita in Salvo D’Acquisto (1975) di Romolo Guerrieri e L’ultima volta insieme (1981) di Ninì Grassia, con Enrico Maria Salerno.

Negli anni Novanta si dedica prevalentemente all’attività teatrale, cominciata nel ’76 diretto da Giuseppe Patroni Griffi in Napoli chi resta e chi parte e In memoria di una signora amica (molti anni dopo G. Patroni Griffi lo dirigerà nuovamente in Hollywood - Ritratto di un divo - 1998 - e Il grande campione - 2000). Seguono Il malato immaginario (1977) di Molière e La dodicesima notte (1978) di Shakespeare, regia di Romolo Valli e Giorgio De Lullo.

Nel 1980 l’incontro con il grande Giorgio Strehler, cui segue una tournée europea con L’anima buona di Sezuan di Berthold Brecht. Nel 1983 è un giocoliere e funambolo nel musical Barnum, di Mark Brumble, ispirato alla vita dell’impresario circense Barnum (che tre anni dopo verrà portata in televisione nel film tv Barnum, il re del circo - 1986 - di Lee Philips, con Burt Lancaster e Hannah Schygulla). Diretto da Maurizio Scaparro, recita in Varietà (1986), Pulcinella (1987; 1990-91), Liolà (1991-92) di Luigi Pirandello, Le mille e una notte (1996), Polvere di Bagdad (2009), Raffaele Viviani Varietà (2012 e 2016).

A partire dal 2003 passa alla regia di opere liriche come La cavalleria Rusticana (2003) di Pietro Mascagni, L’elisir d’amore (2005) di Gaetano Donizetti, La traviata (2006) di Giuseppe Verdi, La Cenerentola (2008) di Gioacchino Rossini, di lavori classici come Riccardo III (2013) di Shakespeare e Il gabbiano (2019)  di Anton Čechov, di spettacoli musicali come Canto perché non so nuotare… da 40 anni (2007), che ripercorre la sua carriera, o come Sogno e son desto (dal 2013 al 2020) da lui anche condotto in tv.

In televisione interpreta varie miniserie come Una città in fondo alla strada (1975) di Mauro Severino, Storie della camorra (1978) di Paolo Gazzara, L’ombra nera del Vesuvio (1986) di Steno, Il ricatto (1989-1991) di Tonino Valerii, Ruggero Deodato e Vittorio De Sisti, con Leo Gullotta, Fernando Rey, Kim Rossi Stuart, e film tv (La sciantosa - 1971 -, episodio di Tre donne interpretato da Anna Magnani, Storia di guerra e d’amicizia - 2002 - di Fabrizio Costa, Ama il tuo nemico - 1998 - di Damiano Damiani ed alcuni capolavori di Eduardo De Filippo, che adatta, dirige ed interpreta: Filumena Marturano - 2010 -, con Mariangela Melato – in una fra le sue ultime performances prima della sua scomparsa -, Napoli milionaria - 2011 -, con Barbara De Rossi, Questi fantasmi - 2011 -, con Donatella Finocchiaro, Sabato, domenica, lunedì - 2012 -, con Monica Guerritore e Giovanna Ralli).

 

Nella sua notevole carriera teatrale ricordiamo anche Rinaldo in campo (1988) di Garinei e Giovannini, Cantata di Natale (1992) di Bruno Garofalo, L’isola degli schiavi (1994) di Giorgio Strehler, Canto perché non so nuotare.... 500 repliche (2011), regia a di M. Ranieri, L’opera da tre soldi (2011) di Berthold Brecht, regia di Luca De Fusco.

Fra gli altri film ricordiamo Il faro in capo al mondo (1971) di Kevin Billington, tratto dal libro omonimo di Jules Verne ed interpretato da Kirk Douglas, Samantha Eggar, Yul Brynner e Fernando Rey, Incontro (1971) di Piero Schivazappa, La cugina (1974) e L’ultima volta (1976) di Aldo Lado, Con la rabbia agli occhi (1976) di Antonio Margheriti, Il carabiniere (1981) di Silvio Amodio, Volare (1998) di Vittorio De Sisti, Fondali notturni (2000) di Nino Russo, Storia di guerra e d’amicizia (2002) di Fabrizio Costa, Le genre humain (2004), Le courage d’aimer (2005) e Ces amours là (2010) di Claude Lelouch, Civico zero (2007) di Citto Maselli, Passione (2010) di John Turturro, La meravigliosa avventura di Antonio Franconi (2010) di Luca Verdone, Capitan Basilico 2 (2011) di Massimo Morini, Sciacalli (2011) di C. Maselli, episodio di Scosse, La macchinazione (2016) di David Grieco, in cui interpreta l’impegnativo ruolo di Pier Paolo Pasolini, Riccardo va all’inferno (2017) di Roberta Torre, Odio l’estate (2020) di Massimo Venier, Mancino naturale (2021) di Salvatore Allocca.

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