Se ne va George Prêtre, gigante della musica classica

George Prêtre negli anni Sessanta George Prêtre negli anni Sessanta
È morto all’età di 92 anni il grande direttore d’orchestra francese. Dal debutto nel jazz alle grandi partiture transalpine, tedesche e italiane. Fu il primo a dirigere il “Don Carlos” in versione integrale a Venezia.

Nato a Waiziers - nella regione francese del Nord Pas de Calais - nell’agosto 1924 ha continuato a dirigere quasi fino all’ultimo. 

La notizia è stata rilanciata dal Teatro alla Scala di Milano che con un comunicato ha scritto: “I familiari che erano con lui riportano che il Maestro è mancato con un grande sorriso: chi ha lavorato con lui ricorda in quel sorriso l’entusiasmo e l’energia che trasformavano le orchestre con cui lavorava”.  

“Non solo la Scala perde uno dei Maestri che ne hanno fatto la storia”, ha commentato Alexander Pereira, il sovraintendente della Scala,  “ma io ho perduto un amico carissimo con cui ho condiviso 35 anni di vita artistica, da quando era direttore dei Wiener Symphoniker. La sua ineguagliata musicalità, la sua magia accendeva di entusiasmo le orchestre con cui lavorava: ogni musicista desiderava superarsi per lui. Al termine del concerto del febbraio scorso i musicisti scaligeri hanno commentato che era più giovane di loro”. 

Georges Prêtre, uno dei massimi direttori d’orchestra del secondo Novecento, è legato alla Scala, ai suoi musicisti e al suo pubblico da un rapporto strettissimo cresciuto nel corso di circa cinquant’anni di attività.

Debutta infatti nel ‘66 dirigendo una “leggendaria” produzione del Faust di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov per la regia di Jean-Louis Barrault (poi ripreso nel ‘77).

Due anni dopo dirige Turandot per la regia di Margherita Wallmann e, a pochi giorni di distanza, Die Walküre con Régine Crespin e James King.

Nel ‘69 dirige Roméo et Juliette di Berlioz con Liliana Cosi nella coreografia di George Skibine; nel ‘70 Sanson et Dalila di Saint-Saëns con Shirley Verrett e Pier Miranda Ferraro; nel ‘72 Carmen con Fiorenza Cossotto; nel ‘73 e nel ‘77 Pelléas et Mélisande di Debussy per la regia di Gian Carlo Menotti; nel ‘75 La bohème di Puccini per la regia di Franco Zeffirelli con Luciano Pavarotti e Ileana Cotrubas (ripresa nel ‘76 e nel ‘77); nel ‘77 Werther di Massenet con Alfredo Kraus e Elena Obraztsova; nel ‘78 Madama Butterfly e l’anno dopo Manon Lescaut di Puccini con Sylvia Sass e Plácido Domingo per la regia di Piero Faggioni.  

Nello stesso anno dirige il dittico raveliano formato da L’enfant et les sortilèges e da L’heure espagnole.

Torna nell’ 81 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, per la regia di Franco Zeffirelli con Domingo e Obraztsova e nell’82 per Les Troyens di Berlioz per la regia di Luca Ronconi.

Un vero fuoriclasse. Nella musica francese non aveva eguali, ma dirigeva anche la musica tedesca e italiana in modo personale e geniale, con chiarezza e lucidità tutte francesi. Si arrabbiava quando qualcuno lo considerava uno specialista di musica transalpina sottintendendo così che in altri autori non era altrettanto convincente. Dirigeva Strauss, Bruckner e Mahler in tutto il mondo; a Vienna ha diretto tutte le sinfonie di Beethoven, a New York molto Wagner.

E poi Verdi. Fu lui il primo a dirigere il Don Carlos in versione originale e integrale in francese a Venezia. Il suo modo di dirigere affascinò Maria Callas (1923-1977), la quale volle fare la Tosca con lui sia a Londra sia a Parigi.

Fu protagonista di memorabili produzioni operistiche nei maggiori teatri d’opera del mondo, lavorando con cantanti del calibro di Pavarotti, Domingo, Kraus, Obratsova Verrett, e con registi quali Giancarlo Menotti, Luca Ronconi e Franco Zeffirelli, ma aveva deciso di dedicarsi quasi esclusivamente al reparto sinfonico.

Gli ultimi impegni operistici di George Prêtre alla Scala sono stati Turandot per la regia di Keita Asari nel 2001 e Pelléas et Melisande per la regia di Pierre Médicin, ma impossibile non ricordare anche gli innumerevoli concerti con l’orchestra del Teatro e con la Filarmonica, che nel 2005 gli ha dedicato una serata speciale per i suoi “4 volte vent’anni”.

Ancora attivo nonostante l'età avanzata, l’ultimo concerto da lui diretto ha avuto luogo nel febbraio 2016.

Nel marzo 2017 sarebbe dovuto tornare a dirigere per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala.

 

Pubblicato in Musica

Fotonews

La Pellicola d'Oro 2022