Un anno senza Milva, la rossa della canzone italiana

Milva negli anni Sessanta Milva negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Un anno fa moriva a Milano Maria Ilva Biolcati, in arte Milva.

Quasi cento gli album realizzati e una carriera che parte dalle balere e arriva al Piccolo di Milano, toccando il pop e arricchendosi di collaborazioni con artisti internazionali.

La vita e l’inizio di carriera

Milva, nome legato ai suoi capelli rossi, soprannominata anche “La Pantera di Goro”, nasce a Goro (FE) il 17 luglio 1939. Inizia giovanissima a cantare nelle balere del basso ferrarese con il nome d’arte “Sabrina” e lì viene notata per la sua grinta e la sua straordinaria voce. Il successo arriva nel 1960 quando partecipa di diritto al Festival di Sanremo dopo aver vinto un concorso per voci nuove della Rai. Nel corso della sua carriera è stata quindici volte al Festival, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

 

Il Piccolo di Milano e il sodalizio con Giorgio Strehler

A metà anni sessanta intraprende una straordinaria carriera “impegnata” dedicandosi all’interpretazione dei canti della Resistenza. Giorgio Strehler la vuole in un provino e ne rimane stregato al punto da offrirle, dopo soli dieci giorni, la presenza nel recital di poesie e canzoni di Bertolt Brecht. Il regista del Piccolo sarà una figura-chiave per la crescita artistica di Milva, che in pochi anni diventa una delle più importanti attrici teatrali italiane.
Diventa protagonista di una originale drammaturgia su L’opera da tre soldi - testo di profonda ribellione anticapitalista – che, fin dai primi anni Settanta, le farà varcare con successo i confini italiani in ogni teatro del mondo. «È stato un grande amore, certo, un amore intellettuale, si può dire, come può esserlo solo con un grande Maestro». Così ha raccontato la grande interprete nel libro di Cristina Battocletti Giorgio Strehler Il ragazzo di Trieste. Vita, morte e miracoli (La nave di Teseo, 2021).

 

Milva e il successo internazionale

La voce dal timbro inconfondibile, la capacità di adeguarsi a qualsiasi genere di musica, la facilità a parlare lingue straniere determinano il suo successo mondiale. Con oltre ottanta milioni di dischi venduti in tutto il mondo, Milva rimane ad oggi l’artista italiana con il maggior numero di album realizzati, ben centosettantatré fra album in studio, album live e raccolte. È la sofisticata interprete prediletta di autori, registi e compositori quali Astor PiazzollaFranco BattiatoEnzo JannacciVangelisLuciano Berio ed Ennio Morricone. Trionfa sui palcoscenici di tutto il mondo, ottenendo particolari consensi soprattutto in Germania, Francia, Spagna, Grecia, Giappone, Corea del Sud e Sudamerica. Nel 2010, dopo mezzo secolo di carriera, Milva, autentica protagonista della cultura del Novecento, annuncia il suo ritiro dalle scene. Aveva una figlia, Martina, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

«Volendone immaginare un’altra, con quella grinta. Eleganza. Forza. Temperamento. No non ci affanniamo a cercare. Certi miracoli accadono raramente e troppo facilmente ci trovano distratti o impreparati. E rimaniamo così digiuni di tanta bellezza. Cercate di Milva. Scopritela. Approfonditela. Godetevela e infine, amatela». Queste le toccanti parole dell’amico Renato Zero nel giorno della sua scomparsa.

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