Un ricordo di Ennio Morricone nell’anniversario della sua scomparsa

Un ricordo di Ennio Morricone nell’anniversario della sua scomparsa foto Maurizio Riccardi
Un anno fa moriva il grande musicista, compositore e direttore d’orchestra, noto in tutto il mondo per le musiche di grandi film di Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Gillo Pontecorvo, Elio Petri, Bernardo Bertolucci, Roland Joffé, Brian De Palma, Roman Polanski, Giuseppe Tornatore e molti altri.

Nato a Roma nel novembre 1928, diplomatosi al Conservatorio Santa Cecilia (fra i suoi maestri anche il grande Goffredo Petrassi, al quale è stata intitolata una delle sale dell’Auditorium Parco della Musica) in tromba, composizione e strumentazione per banda, con studi anche in direzione del coro e musica corale, firma la sua prima colonna sonora all’inizio degli anni Sessanta (Il federale - 1961 - di Luciano Salce).

La fase connessa ai western all’italiana ed a Sergio Leone è considerata quasi all’unanimità come la più prestigiosa ed innovativa. Fin dal primo film (Per un pugno di dollari - 1964), le cui musiche vengono firmate con lo pseudonimo di “Don Savio”, appaiono quelle che saranno le caratteristiche tipiche delle produzioni di Morricone per Sergio Leone, ovvero temi memorabili, inusuali accostamenti di strumenti - dallo scacciapensieri alle chitarre, dall’organo alle trombe -, suggestivo utilizzo della voce umana.

In Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto, il cattivo (1966), C’era una volta il West (1968), Giù la testa (1971) fino ad arrivare a C’era una volta in America (1984), ultimo film diretto da Sergio Leone, le note di Morricone espandono le trame ed amplificano sentimenti ed emozioni.

La ricchezza del suo stile, in cui fonde jazz, musica classica, rock e suoni elettronici, gli permette di lavorare con grandi autori come Pier Paolo Pasolini (Uccellacci e uccellini - 1966 -, La terra vista dalla luna - 1967 -, episodio de Le stregheTeorema - 1968 -, Appunti per un film - sull’India - 1968 -, Il Decameron - 1971 -, I racconti di Canterbury - 1972 -, Il fiore delle Mille e una notte - 1974 -, Salò o le 120 giornate di Sodoma - 1975), Gillo Pontecorvo (La battaglia di Algeri - 1966 -, Queimada - 1969 -, Ogro - 1979) e Bernardo Bertolucci (Prima della rivoluzione - 1964 -, Partner - 1968 -, Novecento - 1976 -, La luna - 1979 -, La tragedia di un uomo ridicolo - 1981) senza mai ripetersi.

Oltre a grandi produzioni internazionali (fra cui Mission - 1986 - di Roland Joffé, Gli intoccabili - 1987 - di Brian De Palma e Frantic - 1988 - di Roman Polanski), firma molte colonne sonore di film di Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso - 1988 -, Stanno tutti bene - 1990 -, Una pura formalità 1994 -, L’uomo delle stelle - 1995 -, La leggenda del pianista sull’Oceano - 1998 - La sconosciuta - 2006 -, Baaria - 2009 - La migliore offerta - 2012 -, La corrispondenza - 2016) e viene omaggiato da Quentin Tarantino in Kill Bill 2 (2003) e Kill Bill 3 (2004).

Impossibile nominare qui tutti gli altri registi con i quali ha lavorato nel corso di oltre cinquant'anni, scrivendo - e in molti casi anche dirigendo ed orchestrando - la colonna sonora.

Ricordiamo Luciano Salce (La voglia matta - 1962 -,  La cuccagna - 1962 - e Le monachine - 1963 - , Slalom - 1965 - , El Greco - 1966 -,   Come imparai ad amare le donne - 1966), Lina Wertmuller (I basilichi - 1963), Lucio Fulci (I maniaci - 1964 -,  I due evasi di Sing Sing - 1964), Marco Bellocchio (I pugni in tasca - 1965 -,  La Cina è vicina - 1967), Franco Indovina (Ménage all’italiana - 1965), Duccio Tessari (Una pistola per Ringo – 1965 -, Il ritorno di Ringo - 1965), Carlo Lizzani (Svegliati e uccidi – 1966 -,  Un fiume di dollari - 1966), Sergio Corbucci (Navajo Joe - 1966 -, I crudeli - 1967), Sergio Sollima (La resa dei conti - 1966 -, Faccia a faccia - 1967 -, Corri uomo corri - 1968 -, Città violenta -1970 -, Il diavolo nel cervello - 1972 -, Revolver - 1973), Giulio Petroni (Da uomo a uomo - 1967 -, …e per tetto un cielo di stelle - 1968 -,  Tepepa - 1968 -, Giuliano Montaldo (Ad ogni costo - 1967 -, Gli intoccabili - 1969 -, Sacco e Vanzetti - 1971 -, Giordano Bruno - 1973 -, L’Agnese va a morire - 1976 -, Il giocattolo - 1979 -, lo sceneggiato televisivo Marco Polo - 1982 -, Il giorno prima - 1987 - , Gli occhiali d’oro - 1987 -, tratto dal libro omonimo di Giorgio Bassani, Tempo di uccidere - 1989 -, I demoni di San Pietroburgo - 2007), Alberto Lattuada (Matchless - 1967 - Fraulein Doktor - 1968), Mauro Bolognini (Arabella - 1967 - L’assoluto naturale - 1969 -, Un bellissimo novembre - 1969 -, Metello - 1970 -, Imputazione di omicidio per uno studente - 1972 -, Fatti di gente perbene - 1974 -, Libera, amore mio! - 1975 -, Per le antiche scale - 1975 -, L’eredità Ferramonti - 1976 -, La storia vera della signora delle Camelie - 1981 -, La venexiana - 1986 -, La villa del venerdì - 1991), Marco Ferreri (L’harem - 1967), Terence Young (L’avventuriero - 1967), Roberto Faenza (Escalation - 1968), Henri Verneuil (I cannoni di San Sebastian -1968 -, Il clan dei siciliani - 1969 -, Gli scassinatori - 1971 -, Il serpente - 1973 -, Il poliziotto della brigata criminale - 1975 -.  I… come Icaro - 1979), Elio Petri (Un tranquillo posto di campagna - 1969 -, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto - 1970 - , La classe operaia va in paradiso - 1971 -, Todo Modo - 1976 - , tratto dal libro omonimo di Leonardo Sciascia, Le buone notizie - 1979), Eriprando Visconti (La monaca di Monza - 1969), Giuseppe Patroni Griffi (Metti una sera  a cena - 1969), Luigi Comencini (Senza sapere niente di lei - 1969), Renato Castellani (Una breve stagione - 1969), Italo Zingarelli (Un esercito di 5 uomini - 1969), Dario Argento (L’uccello dalle piume di cristallo - 1970 - Il gatto a nove code - 1971 -, 4 mosche di velluto grigio - 1971), Damiano Damiani (La moglie più bella - 1970), Don Siegel (Gli avvoltoi hanno fame - 1970), Florestano Vancini (La violenza: quinto potere - 1972 -,  E ridendo l’uccise - 2005), Tonino Valerii (Mio caro assassino - 1972 -, Il mio nome è nessuno - 1973), Michele Lupo (Un uomo da rispettare - 1972 -, Occhio alla penna - 1981), George Pan Cosmatos (Rappresaglia - 1973), Luigi Zampa (Gente di rispetto - 1975 -, Il mostro - 1977), Michael Anderson (L’orca assassina - 1977), Pasquale Squitieri (Il prefetto di ferro - 1977 -, Corleone - 1978 -, Il pentito - 1985), Terrence Malick (I giorni del cielo - 1978 -,  Voyage of Time - 2016), Carlo Verdone (Un sacco bello - 1980 -,  Bianco, rosso e verdone - 1981), John Carpenter (La Cosa - 1982), Samuel Fuller (Cane bianco - 1982 -,Les voleurs de la nuit - 1984), Richard Fleischer (Yado - 1985), Brian De Palma (Vittime di guerra - 1989 -, Mission to Mars - 2000), Roland Joffé (L’ombra di mille soli - 1989 -, La città della gioia - 1992 -,  Vatel - 2000), Salvatore Nocita (lo sceneggiato televisivo I promessi sposi - 1989), Phil Joanou (Stato di grazia - 1990) di Phil Joanou, Barry Levinson (Bugsy - 1991 - e Rivelazioni - 1994), Wolfgang Petersen (Nel centro del mirino - 1993), Marco Tullio Giordana (Pasolini, un delitto italiano - 1995), Luciano Odorisio (Guardiani delle nuvole - 2002), Giacomo Battiato (la miniserie televisiva Karol - Un uomo diventato Papa - 2004).

Ricordiamo anche Filumena Marturano (2010), Napoli milionaria! (2011), Questi fantasmi! (2011) e Sabato, domenica e lunedì (2012), tutti e quattro tratti dalle celebri opere omonime di Eduardo De Filippo e diretti da Massimo Ranieri e Franz De Rosa.   

Morricone è stato uno fra i compositori più noti e prolifici della sua generazione. Autore di oltre duecento colonne sonore per il cinema, di concerti e sonate, di musiche da scena e per radiodrammi, arrangiatore di canzoni e canti popolari, ha al suo attivo circa cinquecento partiture.

Premiato più volte sia in Italia sia all’estero, nel 1995 ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia e, nel 2007, l’Oscar alla Carriera, consegnatogli personalmente da Clint Eastwood.

Nel 2016, con incredibile ritardo (trattandosi di un fuoriclasse che, nei trent'anni precedenti, aveva già vinto numerosissimi premi), con The Hateful Eight (2015) di Quentin Tarantino vince finalmente l'Oscar per la Miglior Colonna Sonora.

Ad Ennio Morricone è stato intitolato l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Pubblicato in Musica

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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