Un ricordo di Little Tony

Little Tony negli anni Sessanta Little Tony negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Il noto cantante e attore sanmarinese, interprete di canzoni come “Riderà”,  “Cuore matto” e “La spada nel cuore”, avrebbe ottant’anni.

Nato a Tivoli nel 1941 (muore a Roma nel maggio 2013) da una famiglia di musicisti originaria di San Marino da generazioni, Antonio Ciacci - meglio noto con il nome d’arte Little Tony -, comincia ad esibirsi fin da giovane con i suoi fratelli nei locali dei Castelli Romani, e poi nelle balere, nelle sale da ballo e nei teatri d’avanspettacolo.

Nel ’58, nel corso di una sua performance al Teatro Smeraldo di Milano, viene notato dall’impresario inglese Jack Good, il quale lo convince a partire per l’Inghilterra con i suoi fratelli. In omaggio a Little Richard assume il nome d’arte di Little Tony e fonda il gruppo “Little Tony and his Brothers”. In Inghilterra ottiene un buon successo, si appassiona al Rock’n’roll, incide molti 45 giri – fra cui Lucille, Shake Rattle And Roll - e pezzi per colonne musicali di film.

Nel ’61 torna in Italia e partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano, arrivando secondo con 24 mila baci.

Il suo primo successo discografico è Il ragazzo col ciuffo (1962).

Negli anni successivi incide altri dischi e partecipa al Cantagiro. Torna a Sanremo nel ’64 con Quando vedrai la mia ragazza, ma il successo arriva due anni dopo quando porta al Cantagiro Riderà (1966) che non vince, ma venderà oltre un milione di copie.

Nel ’68 presenta a Sanremo Cuore matto, con cui si afferma anche nel resto d’Europa e in Sud America, e, nello stesso anno, partecipa a Canzonissima con Lacrime e La donna di picche.

Ancora a Sanremo Bada bambina (1969) e, l’anno seguente, il grande successo di La spada nel cuore (1970), che interpreta in coppia con Patty Pravo e che esce con la nuova etichetta discografica da lui fondata, la Little Records.

Nel ’75 pubblica l’album Tony canta Elvis, omaggio ad Elvis Presley, a cui si era ispirato nel suo percorso musicale.

Negli anni Ottanta, con Bobby Solo e Rosanna Fratello, forma il gruppo I Robot (acronimo delle loro iniziali), che ha un certo successo, e partecipa anche a Sanremo, dove tornerà nel 2003, in coppia con Bobby Solo, con la canzone Non si cresce mai e nel 2008 con il brano Non finisce qui.

Personaggio eclettico e dinamico, tiene concerti in Italia ed all’estero e partecipa a numerose trasmissioni televisive come ospite musicale.  

Attivo anche al cinema, esordisce con I Teddy Boys della canzone (1960) di Domenico Paolella e, negli anni successivi interpreta oltre venti commedie musicali, i cosiddetti   “musicarelli” (termine coniato per un genere di film costruiti su misura del cantante protagonista come pretesto permettergli di interpretare le sue canzoni), che sovente avevano i titoli di canzoni di successo.

Fra questi ricordiamo Urlo contro melodia nel Cantagiro’63 (1963) di Arturo Gemmiti, Riderà (1967) e Zum Zum Zum - La canzone che mi passa per la testa (1968) di Bruno Corbucci, Cuore matto… matto da legare (1967) di Mario Amendola.

Nel 2011 festeggia i settant’anni pubblicando l’album È impossibile.

Il 9 marzo 2013, due mesi e mezzo prima della sua scomparsa, fa la sua ultima apparizione televisiva in I migliori anni cantando  Riderà e Cuore matto.

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