“Dalle lingue impossibili al suono del pensiero: un viaggio nella neurolinguistica” al Piccolo Eliseo

“Dalle lingue impossibili al suono del pensiero: un viaggio nella neurolinguistica” al Piccolo Eliseo
Si svolgerà lunedì 18 febbraio 2019 alle ore 20 presso il Piccolo Eliseo - via Nazionale 183 - a Roma l’incontro “Dalle lingue impossibili al suono del pensiero: un viaggio nella neurolinguistica”.

Al via il secondo appuntamento de La Scienza e Noi, a cura di Viviana Kasam, presidente di BrainCircle Italia, manifestazioneche valorizza l'eccellenza degli scienziati italiani affrontando le ricerche scientifiche più innovative. La rassegna, che prevede un ciclo di incontri ad ingresso libero fino ad esaurimento posti e con diretta streaming su www.brainforum.it fa registrare, per il terzo anno consecutivo, un fortissimo interesse sia di critica sia di pubblico.

Dopo l’incontro del 4 febbraio (Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro, con Renato Bruni – Università di Parma - e Barbara Mazzolai - Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera - PI), lunedì 18 febbraio 2019 si parlerà di Neurolinguistica - attualmente una fra le discipline più studiate nell’ambito delle neuroscienze - con Andrea Moro: linguista, scrittore, scienziato e professore di Linguistica generale presso la Scuola Universitaria Superiore (IUSS) di Pavia, dove ha fondato il centro di ricerca in Neuroscienze, Epistemologia e Sintassi teorica. Il professor Moro èuno fra i maggiori scienziati al mondo per lo studio del linguaggio ed i suoi lavori sono all'avanguardia nel settore.

Il neuroscienziato parlerà dell’insieme di proprietà che, al di là delle apparenze, tutte le lingue condividono, facendo riferimento ad esperimenti e studi sul cervello e linguaggio che egli stesso ha contribuito a progettare; spiegheràla struttura del linguaggio umano, passando dalle cosiddette “lingue impossibili” - ovvero quelle che il cervello non riconosce come naturali - fino ad arrivare, attraverso un percorso scientifico, al suono del pensiero.

«Quando pensiamo alle parole senza pronunciarle», spiega Andrea Moro, «pensiamo anche al loro suono: i neuroni contengono l’informazione acustica in forma di onda elettrica».

Infatti, durante la produzione del linguaggio, i neuroni che sovrintendono alle capacità linguistiche dell’essere umano comunicano fra loro utilizzando forme d’onda che, anche in assenza di emissioni sonore, contengono la copia dell’impronta acustica delle parole usate. È come se si potesse “leggere il pensiero” misurando questa attività elettrica dei neuroni.

«Questo è vero anche se le parole non vengono effettivamente pronunciate, come ad esempio quando il paziente legge mentalmente un testo. Le osservazioni dello studio spiegherebbero così la diffusa impressione di sentir risuonare dentro di noi un discorso quando pensiamo».

Tali risultati dimostrano la base oggettiva del fenomeno mentale del “linguaggio interno”. Una scoperta con molte implicazioni relative alle basi neurofisiologiche, alla struttura ed all’evoluzione del linguaggio umano, ma che apre anche una serie di ipotesi su possibili applicazioni pratiche.

Infine, grandissima attenzione per il suo ultimo romanzo Il segreto di Pietramala, che affronta la connessione fra il linguaggio umano e l'apprendimento dei bambini. Vincitore del prestigoso PremioInternazionale per la Letteratura Flaiano 2018, protagonisti del libro sono, per la prima volta, il linguaggio umano ed i tentativi di costruirne uno artificiale.

Andrea Moro è Professore di Linguistica generale alla Scuola Superiore Universitaria (IUSS) di Pavia. È stato professore ordinario all’Università Vita-Salute San Raffaele e professore associato all’Università di Bologna. Dottore di ricerca, borsista Fulbright, diplomato all’università di Ginevra, è stato varie volte “visiting scientist” al MIT e Harvard. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste internazionali tra le quali Nature Neuroscience, Nature Human Behaviour, Trends in Cognitive Sciences, Linguistic Inquiry e i Proceedings of the National Academy of Science. Utilizzando delle grammatiche artificiali, ha dimostrato che le regole del linguaggio non sono invenzioni o convenzioni che dipendono dalla cultura ma sono limitate dall’architettura neurobiologica del cervello. Ha studiato le proprietà di simmetria delle lingue naturali ed ha elaborato una teoria unificata per le frasi con il verbo essere. Fra i suoi libri divulgativi ricordiamo Breve storia del verbo essere (Adelphi, 2010), Parlo dunque sono (Adelphi, 2012),I confini di Babele (Il Mulino, 2015), ImpossibleLanguages (MIT Press, 2016; trad. it. Le lingue impossibili, Cortina, 2017).

Dopo Dalle lingue impossibili al suono del pensiero: un viaggio nella neurolinguistica, il ciclo di incontri di BrainForum - La Scienza e Noi proseguirà con altri quattro appuntamenti.

Lunedì 4 marzo 2019

Il tempo esiste solo nel nostro cervello? Con Domenica Bueti e Mauro Dorato.

Un confronto su un tema affascinante: l’esistenza del tempo. Secondo molti fisici, oggi il tempo assoluto non esiste, è solo un’illusione. Secondo i neuroscienziati, senza il presupposto del tempo non si formerebbero identità ed autocoscienza.  Possiamo immaginare un mondo senza tempo?

 

Lunedì 18 marzo 2019

Magia, cervello e matematica: come i numeri governano il nostro pensiero

Una conferenza-spettacolo in cui Antonietta Mira presenterà alcuni giochi di prestigio fondati su regole matematiche, e Giorgio Vallortigara affronterà le basi neurologiche della nostra conoscenza dei numeri. Sottostanti le capacità matematiche simboliche e discrete che si sono sviluppate in alcune società umane, giacciono, incarnate nell’attività dei sistemi nervosi, le radici non-simboliche della rappresentazione della numerosità. Fondate sulla stima della numerosità e sul continuo, esse sono osservabili anche nelle creature prive di linguaggio simbolico: i bambini più piccoli e gli animali.

 

Lunedì 1 aprile 2019

Leggere il pensiero: dalla parapsicologia alla scienza. Con Fabio Babiloni.

«Tutto quello che può fare il genere umano è muovere i propri muscoli, sia per abbattere una foresta che per sussurrare o scrivere un concetto filosofico». Tale frase, riadattata da Charles Sherrington, grande neuroscienziato degli anni Trenta, nel nuovo millennio è messa alla prova da tecnologie in grado di leggere alcune semplici cose dentro la nostra testa. Muovere le cose con il pensiero non è più una prerogativa dei maghi: oggi lo studiano gli scienziati per aiutare, in un prossimo futuro, le persone con arti non funzionanti e, in un futuro più lontano, per interagire naturalmente con le macchine intelligenti da cui saremo circondati.

 

Lunedì 15 aprile 2019

Blockchain: oltre il bitcoin c’è di più. Con Renato Grottola.

Si sente parlare di blockchain in relazione alle transazioni economiche virtuali. In realtà si tratta di una metodologia innovativa che consente di controllare tutti i processi, dalla produzione alla post-distribuzione, dando al consumatore garanzie di trasparenza e consentendo risparmi lungo tutta la linea. In campo alimentare la promessa è già realtà.

 

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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