Google celebra Sally Ride, la prima astronauta statunitense nello spazio

Google celebra Sally Ride, la prima astronauta statunitense  nello spazio
Oggi, martedi 26 maggio 2015, google celebra Sally Ride, la prima astronauta statunitense in missione nello spazio.

Google dedica a Sally Ride il doodle di oggi (la classica immagine che appare sulla homepage del famoso motore di ricerca), la prima astronauta statunitense a far parte di una missione nello Spazio, che oggi avrebbe compiuto 64 anni se non fosse scomparsa nel 2012 a 61 anni, a causa di un tumore al pancreas.

La carriera da astronauta di Sally Ride inizia con un annuncio pubblicato su un giornale in cui erano richiesti candidati per l’addestramento al programma spaziale, per la prima volta rivolto anche a donne. Superate le selezioni,  nel 1978 entra a far parte della NASA, nel primo corso per astronauti che accetta donne. La sua prima escursione spaziale comincia il 18  giugno 1983 a bordo della settima missione dello Space Shuttle. In seguito ha partecipato  due missioni a bordo dello shuttle Challenger: la missione STS-7, nella quale utilizzò per la prima volta il braccio meccanico dello Space Shuttle, e la missione STS-41-G. Sally Ride lasciò la Nasa nel 1987 Sally e si dedicò all’insegnamento. Prima di lei solo due donne sovietiche avevano compiuto la stessa impresa: la prima era stata Valentina Vladimirovna Tereškova nel 1964; e Svetlana Evgen'evna Savickaja nel 1982.

Il doodle di oggi è doppiamente speciale perché a realizzarlo è stata Tam O’Shaughnessy, un educatrice ex-tennista che per 27 anni è stata compagna di vita di Sally Ride. La bisessualità della famosa astronauta (era stata anche sposata, dal 1982 al 1987, al suo collega astronauta Steven Hawley) venne alla luce solo dopo la sua morte. Nel 2012 la sua biografia ufficiale pubblicata sul sito della NASA, oggi corretta, non menzionava affatto la sua compagna Tam O’Shaughnessy. Questo perché, come afferma la stessa NASA, tra gli astronauti vigeva un principio adottato a proposito degli orientamenti sessuali anche nelle forze armate: “Don’t ask, don’t tell” (“Non chiedere, non dire”).

 

 

 

 

Pubblicato in Scienza

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