L’italiano Giampietro Casasanta nella stazione antartica Concordia

L’italiano Giampietro Casasanta nella stazione antartica Concordia
La stazione di ricerca Concordia in Antartide è situata in una delle più remote regioni della Terra. Qui l’italiano Giampietro Casasanta sta conducendo ricerche in glaciologia raccogliendo campioni di ghiaccio.

La stazione di ricerca Concordia in Antartide è situata su un altipiano 3200 metri al di sopra del livello del mare. Essendo localizzata in una delle regioni più a sud della Terra, le condizioni di vita sono estreme, soprattutto perché il Sole durante l’inverno non si alza al di sopra dell’orizzonte. Nella zona la temperatura media annuale è di -50 gradi centigradi, con un picco di –80°C durante l’inverno. 

Nella foto è visibile un container, la parte della stazione di ricerca italo-francese utilizzata per conservare i campioni di ghiaccio. Qui infatti, l’italiano Giampietro Casasanta sta conducendo ricerche di glaciologia, la scienza che studia ghiacciai. Grazie a una temperatura di –70°C non è necessario alcun sistema di raffreddamento supplementare per i campioni. La coda di luce visibile nell’immagine mostra il faro di Giampietro mentre si dirige verso il container, acquisita da una lunga esposizione della fotocamera.

Le peculiarità della regione permettono di effettuare ricerche sperimentali e di raccogliere dati come in nessun altro posto della Terra. L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea utilizza la base come un modello di ambiente extra-terrestre, in vista di eventuali missioni spaziali in cui l’essere umano sarà spedito verso altri pianeti. Il dottore in medicina Beth Healey, finanziato dall’ESA, sta spendendo 9 mesi alla base per condurre esperimenti utili per la preparazione di missioni spaziali. Nello specifico il Dr. Beth è a caccia degli “estremofili”, cioè micro-organismi che possano vivere nelle condizioni estreme dell’Antartide, e forse anche negli ambienti di pianeti extra-terrestri o di comete.

Il team di ricerca, composto da 16 scienziati, trascorre un anno nella base in nome della scienza. Gli studiosi devono sopravvivere senza il sole per 4 mesi l’anno, e durante questo periodo non possono ricevere alcun aiuto dall’esterno, trovandosi così a dover risolvere qualsiasi problema per conto proprio. La regione in cui è situata la base Concordia è anche il più grande deserto al mondo. A causa dell’altezza e delle temperature, l’aria, povera di ossigeno ed estremamente asciutta, provoca screpolature della pelle e irritazione degli occhi. La totale assenza di animali e vegetazione, di odori e suoni, l’oscurità che avvolge totalmente la zona per 3 settimane l’anno, incrementano il senso di solitudine, provocando anche uno squilibrio dell’orologio biologico degli studiosi, che hanno difficoltà a dormire. Considerando poi che gli esseri umani più vicini sono stazionati a 600 Km di distanza, nella base russa di Vostok, la Concordia risulta essere la postazione umana più remota, persino più dell’ISS, la Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: ESA

 

 

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Pubblicato in Scienza

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