Niente più password con le lenti a contatto di Google

Niente più password con le lenti a contatto di Google
Google brevetta delle lenti a contatto che permetteranno l’identificazione dell’utente attraverso una scansione dell’iride: non ci sarà più bisogno di password per farsi riconoscere nel mondo informatico.

Il concetto non è nuovo: si chiama  scansione biometrica, un sistema informatico che consente il riconoscimento di una persona sulla base di una o più caratteristiche biologiche o comportamentali, sulla base dei dati precedentemente immagazzinati dallo stesso database. Ne avevamo già accennato in un precedente articolo (clicca qui per leggere) in cui alcuni ricercatori ipotizzano la possibilità di costruire un sistema di sicurezza  in grado di riconoscere le onde cerebrali di singoli individui, una sorta di “impronte” cerebrali analoghe alle comuni impronte digitali.

Il riconoscimento biometrico si base dunque su caratteristiche biologiche o comportamentali “uniche”, che distinguono inequivocabilmente una persona dall’altra. Alcuni esempi possono essere le impronte digitali, il DNA, la topografia facciale, la voce, la retina. Queste, definite caratteristiche biometriche, non possono essere perse, dimenticate, duplicate come invece accade per password e codici PIN.

Ora è arrivato il turno di Google che ha depositato un brevetto per la costruzione di lenti a contatto in grado di scansionare l’iride e che potranno essere impiegate in "sistemi e metodi associati con l'identificazione e l'autenticazione”.

Le lenti a contatto progettate da Google copriranno l’iride e saranno dotate di una serie di sensori in grado raccogliere la luce riflessa e filtrata da essa, riuscendo così a costruire un’immagine dell’iride stessa che verrà confrontata con quella di riferimento precedentemente archiviata nel proprio computer o in un altro sistema di riconoscimento. In caso di corrispondenza tra le due immagini allora l’utente sarà identificato e autenticato  e potrà accedere al proprio computer e ai file in esso contenuti, ai propri servizi online (posta elettronica, conto bancario, ecc.), al proprio telefono cellulare, ma anche aprire la porta di casa con un solo sguardo.

 

 

 

 

Pubblicato in Scienza

Fotonews

Camera ardente David Sassoli

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI