Non solo stelle cadenti: il 13 agosto la sonda Rosetta raggiungerà il perielio

Non solo stelle cadenti: il 13 agosto la sonda Rosetta raggiungerà il perielio
Il 13 agosto non è solo il giorno ideale per volgere gli occhi cielo ed ammirare le stelle cadenti Perseidi: la sonda spaziale Rosetta, il primo dispositivo umano ad aver raggiunto la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, raggiungerà il perielio, il punto della sua orbita in cui è minima la distanza dal Sole.

Gli astronomi hanno indicatola notte tra il 12 e il 13 agosto (in particolare le ore prima dell’alba) come momento ideale per osservare lo sciame meteoritico delle Perseidi, noto anche secondo la tradizione popolare come lacrime di San Lorenzo. Ma si tratta di un giorno importante anche per gli scienziati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)  che gestiscono e monitorano la missione Rosetta, la prima nella storia umana ad aver portato una sonda spaziale in orbita attorno ad una cometa, la 67P/Churyumov–Gerasimenko, e ad aver permesso l’accometaggio del lander Philae sulla superficie del corpo celeste.

Il 13 agosto si tratta di un evento importante perché la cometa raggiungerà il perielio, cioè il punto della sua orbita in cui la distanza dal Sole sarà minima (“solo” 186 milioni di km). Ma perché è così importante il perielio di una cometa? Le comete sono note per essere composte da roccia, polveri e ghiacci. Non appena si avvicinano al Sole, a causa del surriscaldamento, il ghiaccio può trasformarsi in vapore e trascinare con sé le polveri, generando così una atmosfera rarefatta, detta chioma, e spesso una spettacolare coda che può estendersi fino a centinaia di migliaia di km nello spazio. L’avvicinamento al perielio in alcuni casi ha come conseguenza la disgregazione della cometa stessa in seguito alla sua caduta verso il Sole. Molto dipende dall’orbita dello specifico corpo celeste.

“Il perielio è un’importante pietra miliare nel calendario di ogni cometa, e ancor di più per la missione Rosetta perché sarà la prima volta in cui una nave spaziale ha seguito una cometa da vicino nel suo viaggio attorno al sistema solare ”dichiara Matt Taylor, scienziato ESA membro del progetto Rosetta.

Ma cosa si aspettano gli scienziati al passaggio dal perielio della cometa 67/P? Non è la prima volta che essa si avvicina al Sole e sicuramente non si avrà una sua disgregazione: la sua orbita ellittica le fa compiere un viaggio della durata di 6,5 anni lungo un percorso di 850 miloni di km, ma la distanza minima che raggiunge è di “soli” 186 milioni di km. Per farsi un’idea basta considerare che la Terra orbita attorno al Sole ad una distanza media di 149 milioni di km. Esaminando le altre possibilità, sicuramente ci sarà un incremento dell’attività sulla sua superficie. Nel corso degli ultimi mesi la crescente energia solare, dovuta al progressivo avvicinamento, ha riscaldato i ghiacci della cometa facendoli trasformare in gas che si sono riversati nello spazio, trascinando con sé le polveri.

Il 29 luglio è stata registrata un’esplosione proveniente dal nucleo della cometa, rilevata grazie ai sensori di pressione dello strumento ROSINA  a bordo della sonda Rosetta. L’eruzione ha modificato la struttura e la composizione della chioma gassosa che circonda la cometa, con un aumento di diossido di carbonio, metano e idrogeno solforato. Vi sarebbe anche qualche traccia di molecole organiche legata all’espulsione delle polveri,  suggerendo la loro provenienza da sotto la superficie della cometa, sebbene sia troppo presto per affermarlo con certezza. Tra le altre misurazioni che hanno confermato una crescente attività sulla superficie  della cometa, la fotocamera OSIRIS ha registrato una sequenza di immagini in cui compaiono dei potenti e chiari getti di materiale dal collo della cometa, mentre lo strumento GIADA ha rilevato un incremento delle collisioni tra le particelle di polvere, e della loro velocità, che hanno raggiunto picchi di 30 metri al secondo. Altro dato interessante è che la potenza dell’eplosione registrata il 29 luglio ha spazzato via il vento solare e il suo campo magnetico per qualche minuto.

Cosa accadrà alla cometa 67/P e alla sonda Rosetta dopo aver raggiunto il perielio? Gli scienziati ESA prevedono che la cometa continuerà la sua normale corsa attorno al sistema solare. Grazie al calore assorbito la sua attività resterà elevata per almeno un paio di mesi, per poi ridursi gradualmente fino ai livelli osservati durante le prime fasi della missione Rosetta, che, ricordiamo, ha raggiunto la posizione di massimo avvicinamento dalla cometa poco più di un anno fa. La sonda spaziale continuerà a seguire la cometa mentre si dirige nell’area esterna del sistema solare, continuando ad osservare e a registrare gli eventuali cambiamenti dovuti al passaggio dal perielio.

“Stiamo già guardando oltre il perielio, e continueremo a monitorare il nucleo della cometa, la sua attività e i cambiamenti del suo plasma nel corso dell'anno successivo, in quanto parte dei nostri studi a lungo-termine”, ha dichiarato Matt Taylor.

Sfortunatamente l’evento non sarà visibile a occhio nudo, ameno che non possediate un buon telescopio.

 

Approfondimenti sull'esplosione registrata sulla superficie della cometa. Clicca qui

Approfondimenti sul raggiungimento del perielio. Clicca qui

 

 

 

 

Pubblicato in Scienza

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