60 anni dalle Olimpiadi romane del '60

60 anni dalle Olimpiadi romane del '60
Sessant’anni fa, il 25 agosto 1960, prendevano il via a Roma i Giochi della XVII Olimpiade.

GUARDA LE FOTO - L’evento è di grande significato per l’Italia, in quanto rappresenta il simbolo di una svolta, della rinascita del Paese che cerca di buttarsi alle spalle il difficile periodo del dopoguerra e guarda al proprio futuro. Questa Olimpiade passa alla storia per vari motivi, oltre che per la bellezza e la funzionalità delle strutture: per la prima volta vengono venduti i diritti televisivi, le gare e gli incontri vengono trasmessi in diretta tv, e viene introdotto il cronometraggio elettrico per il canottaggio e il ciclismo. Qui Livio Berruti riesce nell’impresa di vincere l’oro e di battere il record mondiale dei duecento metri, contro i favoriti americani; trionfa Wilma Rudolph, che vince sulla  poliomielite che l’aveva colpita da bambina; diventa icona lo sconosciuto etiope Abele Bikila, il quale, correndo scalzo e staccando tutti, vince la maratona (fu il primo atleta africano a vincere un  oro olimpico); nel pugilato vincono l’oro nei welter Nino Benvenuti e, nei mediomassimi, un  diciottenne Cassius Clay.

Il Villaggio Olimpico viene costruito nel biennio 1958-59 - trentatré palazzine di cinque piani su progetto degli architetti Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti - per ospitare gli atleti e gli staff delle squadre partecipanti all’Olimpiade. A quasi tutte le strade viene dato il nome delle Nazioni partecipanti (diciannove europee, dieci americane, due asiatiche). Un viale viene intitolato a Pierre de Coubertin (1863-1937), il fondatore, nel 1896, dei giochi olimpici moderni e ideatore della bandiera olimpica a cinque cerchi a rappresentare i cinque Continenti.

Per ricordare quell’irripetibile evento ,alle ore 18 di giovedì 10 settembre avrà luogo “Buon Compleanno 60° Olimpiadi Roma ’60”, a pochi passi dal Colosseo, nella splendida cornice dell’Antica Basilica di San Gregorio al Celio, ospiti dei Monaci Camaldolesi.

L’ iniziativa riservata per i rappresentanti del Corpo Diplomatico, Personalità delle Istituzioni, della Cultura, esponenti del mondo Accademico, Economico, della Comunicazione e del Mondo Sportivo si svolge nello stesso giorno ed orari che sessanta anni fa, gli stessi luoghi videro la conclusione della storica Maratona.

La celebrazione si svolgerà “nello spazio temporale di una maratona”, circa due ore e mezzo, nel pieno rispetto delle regole anti-Covid-19. Si comincerà con la deposizione di una corona d’alloro in via di San Gregorio, a pochi passi dal Colosseo, dove da una decina d'anni una targa ricorda la vittoria olimpica di Abebe Bikila nella maratona.

Proseguirà poi nella vicina Basilica di San Gregorio al Celio, dove sono previsti alcuni discorsi e verrà, tra l'altro, data lettura del messaggio che fu inviato da papa Giovanni XXIII agli atleti 

L’Archivio Fotografico Riccardi partecipa con una ricca documentazione di foto scattate dal grande Carlo Riccardi e che illustrano il quotidiano del Villaggio  - costruito fra il Tevere e le colline di Villa Glori e Parioli - nel corso dei Giochi, mostra le case costruite su “palafitte”, il cavalcavia di corso Francia che lo sovrasta, il Palazzetto dello Sport,  lo stadio Flaminio, la piscina, il bus di linea in attesa ed il pullman della squadra sovietica, la visita dell’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, l’ex attrice americana ed allora Principessa di Monaco Grace Kelly; gli atleti in giro per il Villaggio, alla mensa , o in momenti di divertimento, foto di atleti come il velocista americano Jeff Farrell; il saltatore in lungo americano Ralph Boston , medaglia d’oro; l’americano Jim Bradford, sollevamento pesi; il nuotatore giapponese Tsoyoshi Yamanaka; il mezzofondista cecoslovacco Emil Zátopek; il velocista tedesco Armin Hary, oro; momenti di attività acquatiche.

 

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Pubblicato in Sport

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