Addio a Marvin Hagler, “The Marvelous”

Marvin Hagler negli anni Ottanta Marvin Hagler negli anni Ottanta
È morto a Bartlett - nel New Hampshire - all’età di sessantasei anni il grande ex pugile americano, campione del mondo dei pesi medi negli anni Ottanta e soprannominato “The Marvelous”

Nato a Newark - nel New Jersey - nel maggio 1954, Marvin Hathaniel Hagler, in seguito alle sommosse avvenute nella sua città nell’estate del ’67 si trasferisce a Brockton (nel Massachusetts), città natale del grande peso massimo Rocky Marciano (1923-1969), dove incontra il pugilato presso la palestra dei fratelli Petronelli.

Nel ’73 diventa il campione nazionale per la categoria centosessantacinque libbre con la vittoria su Terry Dobbs di Atlanta. In quell’occasione, dopo aver vinto quattro incontri - fra cui due per KO -, viene nominato il miglior pugile del torneo.

L’anno seguente passa al professionismo combattendo soprattutto nel Massachusetts e scalando rapidamente le classifiche. Per trovare avversari di alto livello, va a combattere contro i migliori pugili di Philadelphia, città con una grande tradizione di pugilato (era la città natale di Joe Frazier ed anche il celebre personaggio cinematografico di Rocky Balboa - interpretato da Sylvester Stallone in sei film realizzati fra il 1975 ed il 2007 - è di Philadelphia). Qui la carriera di Hagler ha un rallentamento a causa di due sconfitte ai punti contro Bobby Watts (gennaio del ’76 allo Spectrum di Filadelfia) e contro Willie Monroe (marzo dello stesso anno e sempre allo Spectrum).

In questo periodo Hagler soffre molto vedendo pugili meno bravi avere occasioni di incontri validi per il titolo mondiale contro Carlos Monzón e Hugo Corro. Tuttavia, tali momentanee difficoltà serviranno a temprare ulteriormente il carattere del giovane Hagler, che vendica rapidamente le due sconfitte battendo per KO nelle rivincite sia Monroe sia Watts. Hagler diviene un idolo sia per gli appassionati del Massachusetts sia per quelli di Philadelphia e viene notato dal promoter Bob Arum con il quale firma un contratto.

Da questo momento sarà per alcuni anni il numero 1 nella classifica degli sfidanti per il titolo mondiale dei pesi medi, senza avere mai l’occasione di combattere per il titolo.

Finalmente ha la sua occasione per il titolo mondiale dei pesi medi WBC e A e nel novembre 1979 incontra a Las Vegas il campione Vito Antuofermo. L’incontro è fin da subito durissimo. Dopo dieci riprese Hagler conduce piuttosto nettamente ma, invece di finire l’avversario, si limita a gestire il match. Antuofermo ne approfitta per gettarsi coraggiosamente all'attacco nel tentativo di riaprire l'incontro. Alla fine la giuria emette un controverso verdetto di parità che permetterà ad Antuofermo di conservare la cintura di Campione del Mondo. Il match verrà dichiarato dalla rivista «Ring Magazine» Sorpresa dell’anno 1979. Tuttavia, per combattere per il titolo mondiale, Hagler deve ancora attendere.

Alcuni mesi dopo Antuofermo perde il titolo contro l’inglese Alan Minter (in Italia tristemente noto per via del tragico incontro - luglio 1978 - con l’allora ventinovenne Angelo Jacopucci, in seguito al quale questi morì a causa dei traumi riportati). Hagler è il primo sfidante ed affronta il campione in trasferta a a nel settembre 1980. L’americano batte il britannico per  tecnico al terzo round, diventando così campione del mondo dei pesi medi per la WBC e la WBA.

Hagler difende il titolo in due incontri disputati al Garden di Boston contro il futuro campione dei supermedi Fulgencio Obelmejias (vittoria per KO tecnico all’ottavo round) e contro l’ex-campione V. Antuofermo. Il match termina con un verdetto in favore di Hagler per ferita al quinto round.

Seguono altre vittoriose difese del titolo contro Mustafa Hamsho, William Lee, Obelmejias - in una rivincita che si svolge in Italia, a Sanremo -, Tony Sibson. Tutte vittorie ottenute per KO prima della fine dell’incontro.

Nel maggio 1983 affronta Wilford Scypion e vince per KO alla quarta ripresa nell’incontro inaugurale per l’attribuzione del titolo mondiale dei medi della nuova federazione IBF. Hagler aggiunge così al suo palmares una nuova cintura e continua ad essere l’unico campione del mondo dei pesi medi, possedendo le cinture di tutte le federazioni internazionali riconosciute (WBC, WBA, IBF).

Nel novembre dello stesso anno, presso il Caesars Palace di Las Vegas, incontra Roberto Durán, il celebre campione panamense soprannominato “mani di pietra”  Durán è il primo sfidante al titolo di Hagler, il quale riesce a finire l’incontro in piedi dopo quindici round. Conserva il titolocon una vittoria ai punti con verdetto unanime sia pur di misura. Il pugile panamense fu l’unico fra i dodici sfidanti a far preoccupare seriamente il Campione del Mondo dei medi. Hagler fu dichiarato dalla rivista «Ring Magazine» Fighter of the Year 1983.

Nel marzo 1984 a Las Vegas  la difesa del titolo contro l’argentino Juan Domingo Roldán: Hagler vince per KO tecnico al decimo round.

L’anno seguente, in aprile difende le sue cinture contro Thomas Hearns per l’incontro che viene pubblicizzato dai media come “The War”. L’incontro, nonostante si sia risolto in tre round a favore di Hagler, viene ricordato come uno fra i più spettacolari tra pesi medi, anche per il valore dei due pugili. Il match fu dichiarato dalla rivista «Ring Magazine» Fight of the year 1985 e, undici anni dopo, nel ’96, verrà inserito al settimo posto nella lista dei cento più grandi combattimenti di tutti i tempi fra quelli con in palio il titolo. Hagler fu dichiarato Fighter of the year 1985.

L'avversario successivo, nel marzo 1986, sarà l’ugandese John Mugabi (soprannominato “The Beast”), il quale si presenta alla sfida con il campione con il record di ventisei incontri vinti su ventisei disputati, tutti finiti per KO dell’avversario prima del limite. L'incontro si svolge a Las Vegas e passato alla storia come uno fra i più violenti dell’epoca moderna della boxe: i due pugili si affrontano in una battaglia a chi picchia più duro arrivando a trascurare in alcuni momenti ogni tipo di difesa. Hagler vince per KO all’undicesimo round in quello che sarà il suo ultimo incontro vittorioso.

Nell’aprile 1987 Hagler incontra Sugar Ray Leonard in un match riconosciuto valido per il titolo dalla sola WBC. Perde l’incontro ai punti per decisione non unanime dei giudici. L’esito dell'incontro rimane molto controverso e fa discutere gli appassionati di pugilato ancora oggi. Hagler accettò mai il verdetto dell’incontro con Leonard, ritenendo la sconfitta immeritata e decidendo di conseguenza di abbandonare il pugilato definendosi stanco della politica che manovra lo sport. Ritirandosi, Hagler rinunciò a borse di milioni di dollari già offerte dagli organizzatori americani che volevano lanciare una rivincita con Leonard. L’incontro fu dichiarato da «Ring Magazine» combattimento dell’anno e Sorpresa dell’anno 1987 e, nove anni dopo, nel ’96, fu inserito all’ottantottesimo posto nella lista dei cento più grandi combattimenti di tutti i tempi con titolo in palio.

Indiscusso fuoriclasse, Marvin Hagler aveva fra le sue caratteristiche fondamentali quella di esser in grado di combattere indifferentemente sia con guardia destra sia con guardia sinistra, cambiandola sovente durante il match con l’obiettivo di confondere e spiazzare l’avversario: in entrambe le guardie esibiva uno stile superlativo, a tal punto che si guadagnerà il soprannome di “The Marvelous”.

 

Dopo la carriera da pugile girò alcuni spot pubblicitari. In seguito si trasferì in Italia e comincia la carriera di attore, venendo accreditato come Marvelous Marvin Hagler. In particolare si ricordano il personaggio di un marine in Indio (1989) e Indio 2 (1991) di Anthony M. Dawson [Antonio Margheriti] e del detective Mike in Potenza virtuale (1997), anch’esso diretto da A. M. Dawson (alla sua ultima regia) ed in cui recita con Terence Hill.

A partire dalla fine degli anni Novanta svolge anche l’attività di commentatore sportivo di pugilato per la televisione inglese.

Nell’estate del 2009, insieme ai ragazzi della Sportforma Boxe di Torino, è stato narratore protagonista del documentario Il cinema sul ring, prodotto da SkyCinema e diretto da Simone del Vecchio, in cui racconta la connessione fra il pugilato e il mondo del cinema in dodici riprese costruite con pezzi di interviste a dodici persone (George Foreman, Hilary Swank, Sugar Ray Leonard, Laila Ali, Jake La Motta, Joyce Carol Oates, Will Smith, Sylvester Stallone, Talia Shire, Rino Tommasi, Emanuela Audisio, Nino Benvenuti, Francesco Salvi).

La International Boxing Hall of Fame ha riconosciuto Marvin Hagler/”The Marvelous” come uno fra i più grandi pugili di tutti i tempi.

Pubblicato in Sport

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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