Auguri a Chuck Wepner. Il “vero Rocky” compie 80 anni

Chuck Wepner affronta Muhammad Alì (24 marzo 1975) Chuck Wepner affronta Muhammad Alì (24 marzo 1975)
Il roccioso pugile americano, noto come uno fra i più grandi incassatori di colpi della sua epoca e per aver ispirato un giovane Sylvester Stallone per creare il personaggio di Rocky Balboa, ha compiuto ottant’anni.

Nato a Bayonne – nel New Jersey - nel 1939, Charles Wepner - meglio noto come Chuck Wepner, soprannominato “The Bayonne Brawler” (“l'azzuffatore di Bayonne”) e “The Bayonne Bleeder” (“il sanguinante di Bayonne”) per via della facilità con cui sanguinava in volto.è stato un peso massimo di discreta fama e dal fisico molto imponente (era alto 195 cm).

 Ha chiuso la sua carriera agonistica alla fine degli anni Settanta con un record di trentacinque vittorie (fra cui diciotto per KO), quattordici sconfitte sconfitte e due pareggi. È conosciuto anche come "il sanguinante di Bayonne" per la facilità con cui si feriva e sanguinava in volto. Fra le sue sconfitte eccellenti, quelle contro George Foreman (agosto 1969, KO tecnico alla terza ripresa) e contro Sonny Liston (giugno 1970, KO tecnico alla decima ripresa, in uno fra i più violenti incontri della storia della boxe).

Di incredibile caparbietà agonistica e di coraggio senza limiti, Wepner attuava la difesa a oltranza e aveva una mostruosa capacità di assorbire ogni tipo di colpo, riuscendo sempre a reggersi sempre in piedi e senza mai cadere al tappeto (nel corso della sua lunga carriera ha avuto oltre trecento punti di sutura al viso)

Le qualità di Wepner attirarono le mire del notissimo promotore ed organizzatore di incontri di boxe Don King, il quale, nel marzo 1975, a Richfield (non lontano da Cleveland, in Ohio), organizza un incontro fra il pugile americano ed il grande Muhammad Ali, all’epoca campione del mondo dei pesi massimi.  In palio il titolo medesimo.

Ovviamente i pronostici davano come favorito Ali ed il già trentasettenne Wepner come sicuro perdente. Nessuno avrebbe scommesso un dollaro su un pugile semisconosciuto contro Ali. L'incontro comincia all'insegna di Ali, che scarica con forza tutti i suoi colpi, ma ciononostante Wepner resiste. I round volano via, ma gli attacchi di Ali non buttano giù l'avversario. Alla nona ripresa Wepner calpesta involontariamente il piede destro di Ali mentre lo colpisce, causando così lo sbilanciamento del campione che finisce a terra. Ali si rialza e per altre cinque riprese di seguito porta una serie devastante di colpi su Wepner, il quale, incredibilmente, continua a rimanere in piedi. A pochi secondi dal termine del quindicesimo ed ultimo round, Ali mette Wepner al tappeto.  Il pugile si rialza quando il conteggio è arrivato a sette su dieci, ma l'arbitro, vedendo le condizioni di Wepner, decide di interrompere l'incontro e di dichiarare Ali vincitore per KO tecnico alla quindicesima ripresa. Nonostante ciò Wepner fa una gran figura (il primo - ed unico - pugile semisconosciuto dell’epoca ad aver resistito in piedi per quindici round contro un campione di tale calibro).

L’incontro di Chuck Wepner contro Ali ispirerà il giovane Sylvester Stallone, il quale all’epoca aveva recitato solo in ruoli secondari (Gli spericolati - 1969 - di Michael Ritchie, M.A.S.H. - 1970 - di Robert Altman, Amanti e altri estranei - 1970 - di Cy Howard, Il dittatore dello stato libero di Bananas - 1971 - di Woody Allen, Una squillo per l’ispettore Klute - 1971 - di Alan J. Pakula, Ma papà ti manda sola? - 1972 - di Peter Bogdanovich, Prigioniero della seconda strada - 1975 - di Melvin Frank, Marlowe il poliziotto privato - 1975 - di Dick Richards ed altri) ed era alla alla ricerca di nuove idee per scrivere una sceneggiature, per il celeberrimo Rocky (1976), da lui scritto ed interpretato. Ecco così che Wepner diventa Rocky Balboa (Sylvester Stallone) ed Ali Apollo Creed (interpretato dal giocatore di football americano Carl Weathers), dando vita al primo episodio della nota saga cinematografica (nei circa quarant’anni successivi verranno realizzati cinque sequel – 1979, 1982, 1987 1990 e 2007 - e due spin-off - 2015 e 2018).

La vicenda, come è noto, è incentrata su uno sconosciuto pugile bianco di Philadelphia che vive di espedienti (fa l’esattore di tangenti per conto di un gangster locale) e guadagna pochi dollari con gli incontri di boxe. Un giorno gli capita l'occasione della vita: quella di battersi contro Apollo Creed, il campione del mondo in carica, in quello che dovrebbe esser solo un incontro “di spettacolo”. Tuttavia, la resistenza, la caparbietà ed il coraggio di Rocky coglieranno di sorpresa Apollo, che non riuscirà a mandarlo al tappeto. L'incontro finirà con la vittoria ai punti di Creed, che riuscirà a conservare il titolo ma non la gloria. Gli onori saranno tutti per Rocky, che ha realizzato l'impresa della vita.

 

 

 

Pubblicato in Sport

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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