Festa Inter, il derby è nerazzurro

Festa Inter, il derby è nerazzurro Pagina ufficiale fb Inter
I nerazzurri battono il Milan e vincono la stracittadina per 3 a 0.

L’Inter vince il derby di Milano battendo il Milan. Un risultato netto, 3 a 0, maturato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al goal di Lukaku. Vittoria della stracittadina che lancia la squadra di Conte a +4 in classifica proprio sui rossoneri, secondi.

LA PARTITA

Avvio lampo dell’Inter che sblocca il derby della Madonnina al quinto minuto grazie al colpo di testa di Lautaro Martinez. L’argentino è bravissimo a sfruttare un cross di Lukaku e a beffare Donnarumma. Tarda ad arrivare la reazione rossonera. L’unico squillo pericoloso in casa Milan arriva al 33esimo con un destro di Theo Hernandez che sfiora il palo ad Handanovic battuto. Nell’Inter è un fattore Perisic. Il croato ara la fascia sinistra e vince per distacco il duello con Calabria. Il primo tempo si chiude con i nerazzurri in vantaggio e con diverse occasioni non sfruttate per chiudere partita. L’alba della ripresa è a forti tinte rossonere. Nello spazio di pochi secondi Ibrahimovic sfiora la doppietta. Lo svedese non trova il goal grazie ad uno strepitoso Handanovic. Il portiere nerazzurro prima col polso rigido si distende sulla sinistra ed evita il pari. Il tempo di rialzarsi che di nuovo deve esaltarsi, stavolta da distanza ravvicinata, su un altro colpo di testa di Ibra. Non è finita qui. Tonali recupera un pallone vagante al limite dell’area e lascia partire un gran sinistro su cui vola Handanovic. Tre parate effettuate nel giro di un minuto. Tre parate che valgono un derby. Scampati i pericoli, infatti l’Inter chiude i conti. A segno ancora Lautaro Martinez al termine di un’azione corale in cui si vede tutto il lavoro di Conte. Al 65esimo l’Inter segna il 3 a 0 con Lukaku. Il belga parte da centrocampo e punta la difesa rossonera in velocità, Romagnoli non lo tiene e l’attaccante nerazzurra con un gran sinistro cala il tris. Con la rete di Lukaku si chiude in anticipo il derby della Madonnina. Negli ultimi minuti il Milan prova a segnare il goal della bandiera ma con conclusioni dalla distanza che non scalfiscono il super Handanovic di giornata.

I PROTAGONISTI

La Lu-La funziona alla grande e si vede. Lautaro e Lukaku si cercano, si trovano, segnano, si aiutano. Fra i due attaccanti di Conte si è creata un’alchimia che difficilmente abbiamo visto in un campo da calcio. Nati per giocare insieme. Il primo goal del derby ne è la fotografia. Scatto in profondità di Lukaku che si libera di Romagnoli, cerca Lautaro una prima volta ma Kjaer respinge. Pallone ancora all’ex United che disegna un arcobaleno sempre per Lautaro. Ma quello che si apprezza ancora di più del tandem nerazzurro è l’abnegazione nel recupero palla, nel sacrificio. Merito a Conte. Poi ci sono i numeri. Lukaku capocannoniere del campionato con 17 goal, Lautaro sale a quota 13. Il belga poi entra nella storia dei derby. Infatti Big Romin 5 stracittadine milanesi giocate ha messo a segno 5 reti (4 in campionato, 1 in Coppa Italia). Mai nessuno come lui. Il derby, il confronto con Ibra sicuramente avranno caricato il centravanti nerazzurro e ne è la prova il 3 a 0. Mix di potenza, velocita, tecnica (che ricorda l’ex Inter Adriano) e l’esultanza forsennata.

In un minuto scarso, caccia via tutte le critiche stagionali Samir Handanovic. Il capitano nerazzurro, estremo difensore ha subito diverse critiche per le sue prestazioni non certo esaltanti in questa stagione. Ma nel derby ha dimostrato che il dopo Handanovic può attendere. Il portiere nerazzurro in un momento delicato del match, ad inizio ripresa con i suoi in vantaggio per 1 a 0, è semplicemente un muro. Usa tecnica ed istinto rispettivamente per il primo e secondo colpo di testa di Ibra, e su Tonali si esalta con una parata acrobatica per la gioia dei fotografi. La vittoria del derby è passata anche fra le sue parate.

La coppia di centrali del Milan formata da Romagnoli e Kjaer ha deluso nel derby. I due difensori rossoneri hanno subito costantemente la fisicità, la rapidità dei due attaccanti nerazzurri. Non aiutati dai compagni, i due hanno perso ogni duello individuale. E anche da questa lotta impari fra attacco (nerazzurro) e difesa (rossonera) che il derby si è indirizzato.

Ibrahimovic il migliore dei rossoneri, anche se Il duello a distanza con Lukaku è stato perso dallo svedese. Ibra ha provato a dare la scossa ai suoi ed è andato vicino alla rete ad inizio secondo tempo. Ma la squadra non lo ha supportato a dovere.

INTER, ORA LA MINIFUGA

Potremmo trovarci allo sliding doors del campionato. L’Inter in una settimana ha superato e allungato sul Milan in classifica. Adesso il distacco dai rossoneri è di 4 punti. ha trovato il suo undici titolare. Ha esaltato Perisic come quinto di centrocampo e trovato una collocazione a Eriksen. I due insieme sono una diversa fonte di gioco per l’Inter che non è più “obbligata” ad attacchi solo da destra sul binario Hakimi-Barella. Costruzione dal basso, appoggi su Lukaku restato i must dell’Inter ma l’inserimento di Eriksen in mezzo al campo può essere stata la chiave di volta di Conte. Perisic-Eriksen, sono loro i due acquisti di gennaio dell'Inter. Nella corsa al tricolore non è da non sottovalutare l’assenza dalle Coppe Europee per l’Inter che avrà la settimana intera per preparare le partite di campionato rispetto alle avversarie. Manca ancora molto alla fine del campionato ma Lukaku e soci hanno dato una spallata importante per la corsa scudetto.

MILAN CHE SUCCEDE?

Due k.o. consecutivi in campionato e nel mezzo il pareggio beffa in Europa League. Una settimana da dimenticare per la squadra di Pioli che ha perso la testa della classifica e che deve stare attenta al gruppone di squadre alle sue spalle. Poca intensità, poca brillantezza in alcuni uomini chiave, vedi Calhanoglu. Il Milan sembra aver perso la scintilla che aveva ad inizio stagione quando sembrava inarrestabile e parlare di scudetto non sembrava roba da pazzi. La squadra sta attraversando un calo fisico, che attraversano a turno tutte le squadre. Ma più preoccupante sembra quella mancata veemenza e convinzione che invece avevamo apprezzato negli uomini di Pioli fino a qualche settimana fa. Una sicurezza che sembra essere sparita dopo alcuni passi falsi fra campionato e coppe. Nulla è perduto. L’obiettivo primario del Milan resta il ritorno in Champions. Bisogna però riprendersi alla svelta, perché alle spalle dei rossoneri Roma, Atalanta, Lazio, Juve (con due partite da recuperare), Napoli (una partita in meno) sono pronte alla battaglia.

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