Floridi: "Infantino ha ragione sul mondiale ogni due anni. Ecco perché"

Gianni Infantino, presidente FIFA Gianni Infantino, presidente FIFA Pagina Facebook della FIFA
Il calcio si sta spostando sempre più verso l'intrattenimento che verso lo sport. In queste settimane è vivo il dibattito fra le potenze del mondo del pallone e i loro attori e stakeholders per la cadenza biennale dei mondiali.

A Panorama ha parlato Emanuele Floridi, consulente di calcio, media e telecomunicazioni favorevole alla riforma di Infantino, presidente della Fifa che vorrebbe i mondiali ogni due anni.

Floridi sottolinea come in "Italia e in Europa l'offerta del prodotto calcio sia satura mentre altrove c'è fame di calcio e possibilità di investimenti". Per il consulente il mondiale ogni due anni farebbe bene alle casse anche dei singoli club: "L'industria delle sponsorizzazioni sportive e dell'intrattenimento avrebbe un vantaggio nella programmazione senza tempi morti. Razionalizzando le attività dando meno fastidi a campionati e coppe ci sarebbe un risparmio economico, meno stress per impegni e trasferimenti e un prodotto più vendibile". Infatti per lui un grande problema è che il "prodotto calcio in Italia ad esempio è acquistato solo dagli over 40, i giovani ne sono distanti". 

Per Floridi sarebbe vantaggioso per tutti "che il prodotto calcio sia accentrato e organizzato, invece che in mano ai singoli privati.

La cadenza biennale del mondiale (e di Europei e Copa America) seguirebbe l'idea bocciata, o meglio al momento accantonata della Superlega."Non era un'idea sbagliata - dice Floridi - ma si sono sbagliati i tempi". La proposta dei mondiali ogni due anni sarà discussa a Zurigo fra pochi mesi. Per Floridi il progetto di Infantino può avere farcela perché spinta da paesi che hanno margini di crescita. 

In chiusura a Panorama, Floridi però conserva la convinzione che la Fifa e Infantino troveranno diversi alleati per la proposta perché "portare il Mondiale in un paese vuol dire stimolare la crescita e c'è fame e spazio per muoversi al contrario delle Olimpiadi che non vuole più organizzare nessun per costi e benefici".

 

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