Goduria Inter, il derby d'Italia è nerazzurro

Festa Inter dopo il 2 a 0 di Barella Festa Inter dopo il 2 a 0 di Barella Pagina ufficiale fb FC Internazionale
Vidal e Barella regalano a Conte la sfida scudetto contro la Juventus.

L’Inter batte la Juventus per 2 a 0 e si prende il derby d’Italia. Partita ai limiti della perfezione dei nerazzurri. In goal l’ex Arturo Vidal e Nicolò Barella. Buio totale per la Juventus mai in partita. Pirlo ora deve riflettere.

LA PARTITA

L’Inter entra in campo per vincere. E si vede dai primi istanti di gioco. Maggiore coesione e concentrazione, Più voglia. Bastano infatti 13 minuti ai nerazzurri per trovare la rete che apre le marcature. E come in una favola (o come nel peggior incubo, a seconda dei punti di vista) ad aprire il derby d’Italia è Arturo Vidal. Il cileno, ex Juventus, anticipa Danilo con il proprio marchio di fabbrica: l’inserimento in area e segna la rete del vantaggio nerazzurro. Il goal mette ancora più paura alla Juventus che sbanda continuamente. Due volte Lautaro prima (clamorosamente a porta vuota) e Lukaku dopo sprecano due grandissime occasioni di raddoppio per l’Inter. La buona notizia per la Juventus è aver chiuso il primo tempo sotto di un solo goal. Ma ad inizio ripresa la musica non cambia. Bastoni trova un corridoio fantastico per Barella che si infila fra la difesa rivedibile (è un eufemismo) bianconera, e batte Szczesny. Juve sotto shock. I bianconeri non reagiscono, non creano e subiscono costantemente il gioco dell’Inter. Lautaro ci prova ancora e sfiora la rete, così come Hakimi. La migliore e unica occasione per la Juventus arriva all’85esimo con Chiesa. Sul bel tiro dell’ex Fiorentina è bravissimo Handanovic a dire di no. E questa è l’ultima fotografia del derby d’Italia. Partita mai in discussione. Dominio totale dell’Inter di Conte che aggancia il Milan (che deve ancora giocare). La peggior partita dell’era Pirlo per la Juventus.

I PROTAGONISTI

Arturo Vidal si prende la copertina del derby d’Italia. Crea polemica (sterile) nel pre-partita abbracciando l’ex compagno Chiellini e baciando lo stemma della Juventus. In campo indossa i panni del guerriero ammirato in carriera. Il goal è la ciliegina sulla torta di una prestazione degna di Arturo Vidal. Il primo goal in campionato in maglia Inter dopo quello in Coppa Italia. Carisma, gestione del pallone, coperture totali. Nel post gara tramite i social spiega il malinteso del pre-gara e fa pace coi tifosi. Finalmente Vidal!

La copertina è di Vidal, ma il man of the match del derby d’Italia è Nicolò Barella. Il centrocampista sardo è un motorino. Onnipresente. Classe ’97 gioca da veterano. Recupera palloni che poi trasforma in pericoli per la difesa avversaria. Mette a referto l’assist per il goal di Vidal e poi si mette in proprio segnando il secondo. La sua seconda stagione all’Inter conferma tutto quello che di buono se visto nella prima. La sua crescita sotto la gestione Conte è esponenziale. Mancini ringrazia. Barella si prende lo scettro di miglior centrocampista italiano in circolazione. E le stigmate per diventare un top player ci sono tutte.

INTER (QUASI) PERFETTA

La vittoria per 2 a 0 contro la Juventus, è stata la miglior partita dell’Inter sotto la gestione Conte. La squadra nerazzurra non si affida al solo contropiede o all’appoggio su Lukaku, ma gioca. Il pallone circola velocemente senza tocchi superflui. Gestisce e accelera. Costruisce da dietro, dalla difesa. Specificamente dalla parte sinistra con Bastoni (prestazione superlativa del difensore italiano classe ’99) per poi tagliare nel mezzo arrivando al lato opposto, dalla coppia “terribile” Barella-Hakimi per colpire (come nel caso del secondo goal) o assistenza (vedi il primo goal). Fase difensiva sublime. Il pressing coeso non ha lasciato spazio di manovra alla Juventus. Cambi giusti, che non hanno abbassato il baricentro come successo con la Roma ad esempio che sono costati il pareggio. Inter ai limiti della perfezione. Nonostante una super prestazione come quella nel derby d’Italia, c’è una nota agrodolce per l’Inter. Le tante occasioni sprecate. Il risultato poteva essere molto più ampio. Si contano almeno tre occasioni limpide non sfruttate da Lautaro, una di Lukaku, una di Hakimi, una di Brozovic e un paio di potenziali occasioni per VIdal. Ma dopo una partita dominata e vinta recriminare serve a poco.

JUVENTUS, 90 MINUTI DI BUIO TOTALE

A.A.A. cercasi Juventus. Difficile commentare la prestazione della Juventus. Gli uomini di Pirlo non sono mai scesi in campo. Mai un lampo, un colpo di genio, un giro palla veloce e pericoloso. E le assenze seppur importanti (out Cuadrado, De Light, Alex Sandro) non posso essere una scusante per la rosa bianconera. L’errore base della Juventus è stato l’approccio alla partita. Un po' come la Roma nel derby capitolino contro la Lazio. La Juventus è mancata anche nella reazione. Prova da dimenticare alla svelta. Tecnicamente la scelta di Pirlo, di schierare Ramsey a supporto di Frabotta sulla fascia di Hakimi è stato un suicidio tattico. Il grande problema di fondo della Juventus è il centrocampo, cuore di qualsiasi squadra. L’idea di calcio di Pirlo mal si coniuga con gli uomini a sua disposizione a centrocampo. Poco dinamismo, tanto fraseggio ma poche verticalizzazioni importanti. Inoltre l’esperienza di Pirlo in panchina in certe partite si avverte. Contro l’Inter, l’ex centrocampista della Nazionale ha preso una grande lezione dall’ex mentore Conte. Quello che sembra pagare ancora la Juventus è il passaggio da Allegri a Sarri e poi Pirlo. Quella ricerca del bel gioco da due anni, che si è visto col contagocce. Il Maestro avrà preso nota dalla serata storta di San Siro e a pochi giorni dalla Supercoppa contro il Napoli, ha tanto da lavorare.

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