Juventus fuori dalla Champions League

Cristiano Ronaldo, con la Juventus ha raggiunto al massimo i quarti di finale di Champions League Cristiano Ronaldo, con la Juventus ha raggiunto al massimo i quarti di finale di Champions League Pagina Fb Gianluca Di Marzio
Ai bianconeri non basta il 3-2 contro il Porto, la maledizione Champions continua.

La Juventus esce dalla Champions League nonostante il 3 a 2 di Torino contro il Porto. Nel ritorno degli ottavi il trascinatore bianconero è Federico Chiesa autore di una doppietta. Ma l’ex Fiorentina e la rete di Rabiot, non bastano alla squadra di Pirlo per continuare il cammino europeo. Deludente Cristiano Ronaldo, un fantasma nel doppio confronto.

 LA PARTITA

La Juventus è chiamata a ribaltare il 2-1 di Oporto, con cui i lusitani di Conceiçao (ex calciatore di Lazio e Inter) si presentano a Torino. Ma ancora una volta i bianconeri sbagliano l’approccio alla partita e al 19esimo sono in svantaggio. Sergio Oliveira dal dischetto è perfetto e non perdona l’ingenuità di Demiral che ha causato il rigore. La reazione, blanda, della Juventus passa da Morata ma il portiere Marchesin è bravissimo su di lui (per ben due volte). Rischia poco il Porto, ben compatto dietro e compatto in ripartenza.

Ma la ripresa si accende all’improvviso grazie ad un bel goal di Federico Chiesa. Un lampo nel buio che cambia la partita. Il goal dell’ex Viola riapre il discorso qualificazione arriva al minuto 49, e al 54esimo il Porto resta in dieci per l’espulsione di Taremi. I bianconeri si buttano in avanti forti del vantaggio numerico e trovano il 2 a 1 ancora con Chiesa che di testa sfrutta un traversone di Cuadrado. È il figlio d’arte l’uomo in più della Juventus. Tre goal in due partite col Porto. Così si va ai supplementari. La Juventus vuole chiudere la pratica Porto nei tempi regolamentari. Per Chiesa poteva essere tripletta ma è super intervento di Pepe (classe 1983, ex Real Madrid e compagno di Cristiano Ronaldo in nazionale e nel club madrileno) a dire di no. Ancora Federico Chiesa vicino al goal ma sbatte contro Marchesin in uscita disperata. Nel recupero a Morata viene annullato un goal per fuorigioco (netto) e Cuadrado colpisce una traversa clamorosa.

Il primo tempo supplementare va via senza particolari emozioni che arrivano però negli ultimi 15 minuti di partita. Al 115esimo una punizione di Oliveira trova impreparato Szczesny che si fa beffare dalla rasoiata del centrocampista. Porto sul 2 a 2. Grandissime colpe bianconere sul goal subito. In primis dalla barriera. Ronaldo e Morata si girano al momento del calcio. Il pallone passa sotto la barriera ma Szczesny non è reattivo. Un colpo di testa di Rabiot al 117esimo fa 3 a 2 e riaccende le residue speranze di qualificazione bianconere. Sull’ultimo pallone della partita, in mischia la risolve un monumentale Pepe.

La partita termina 3 a 2 per la Juventus, che però viene eliminata al termine del doppio confronto.

I PROTAGONISTI

Federico Chiesa è l’anima di questa Juventus. Nel disastro bianconero, Chiesa è l’unico che prova e riesce a tenere a galla la Vecchia Signora. Tre dei quattro goal segnati al Porto, portano la sua firma. Alla sua prima esperienza in Champions League è già tanta roba.

Cristiano Ronaldo cercasi. L’asso portoghese fallisce la sua missione europea con la Juventus. Nel doppio confronto contro i lusitani è un fantasma. L’assist per il goal del momentaneo 1-1 di Chiesa non può bastare. Èstata la sua ultima partita in Champions League con la maglia bianconera?.

Pepe, 38 anni e non sentirli. L’amico di Cr7 non fa sconti. Al solito temperamento che lo ha contraddistinto nella sua carriera, il difensore portoghese mette esperienza al servizio della squadra. Lucido nelle chiusure, strepitosa quella su Chiesa. Guida la difesa ed il Porto ad una qualificazione che sembrava impossibile.

Oliveira il centrocampista tuttofare di Conceiçao. Difende, costruisce e cosa più importante segna. Due piazzati che regalano al Porto i quarti di finale.

CRISTIANO RONALDO- JUVENTUS, FALLIMENTO EUROPEO

Flop. Così si può definire l’avventura europea in maglia Juventus di Cristiano Ronaldo. Alla terza stagione a Torino, il portoghese e la squadra non sono andati oltre i quarti di finale. Risultato massimo raggiunto nella stagione 18/19 quando fu l’Ajax di De Light (ora in bianconero) ad eliminare la squadra allora allenata da Allegri. E pensare che negli ottavi Cr7 eliminò l’Atletico Madrid con una tripletta. L’anno successivo, l’addio ad Allegri e l’arrivo di Sarri. Juventus eliminata dal Lione agli ottavi. Cristiano Ronaldo fu autore di una doppietta al ritorno ma che non bastò alla Vecchia Signora. Col Porto il fondo. Juventus eliminata agli ottavi e Cristiano Ronaldo non pervenuto. Tre eliminazioni consecutive con Ajax, Lione e Porto di certo non il massimo che il calcio europeo offre.

Il Re di Coppa era stato preso per un obiettivo: vincere la Champions League che a Torino manca dalla stagione 95/96. Il portoghese, vincitore di 5 Champions, doveva essere il campione che doveva trascinare la squadra, arrivata in finale per ben due volte nel 2015 e nel 2017, alla vittoria in Europa. Ma invece del passo in avanti sono arrivati preoccupanti passi indietro. Involuzione di squadra e personale. Un matrimonio fra la Vecchia Signora e il campione portoghese con molte criticità. L’ex Real Madrid ha ancora un anno di contratto…the last dance?

CHIESA AL CENTRO DEL VILLAGGIO

“Mettere la chiesa al centro del villaggio” luogo comune abusato più volte, ma che mai come stavolta calza a pennello in casa Juve. Federico Chiesa è il punto fermo della Juventus di oggi.  E dovrà esserlo nel futuro. In casa bianconera si valutano diverse situazioni. Dal futuro di Chiellini che potrebbe appendere gli scarpini al chiodo al termine dell’Europeo, a quello di Cristiano Ronaldo che potrebbe dire addio ai colori bianconeri. Si guarda anche al futuro di Andrea Pirlo, alla prima grande delusione della carriera, appena iniziata, da allenatore. “Agnelli mi ha detto che il progetto è appena iniziato” ha commentato il tecnico dopo l’eliminazione. Dunque il progetto non può che basarsi sulla figura di Chiesa. Giovane italiano di tante belle speranze. Che alla prima apparizione in Champions League stava trascinando a suon di goal, voglia, dribbling e corsa la Juventus ai quarti di finale. Fra le tante scelte discutibili della società negli ultimi anni, l’investimento su Chiesa sembra quello più indovinato. Alla Continassa si riparte dunque. Con un nuovo motto. “Chiesa al centro della Juventus”, fino alla fine.

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