L'Inter è campione d'Italia

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L’Inter vince lo scudetto numero 19 della sua storia e lo festeggia con quattro giornate di anticipo, grazie alla vittoria a Crotone e al pareggio dell'Atalanta in casa del Sassuolo.

L’Inter è Campione d’Italia. La missione di Antonio Conte è compiuta al termine di due anni in crescendo. Lo scudetto numero 19 della storia dell’Inter, è il primo di una proprietà straniera, Zhang, nel campionato di Serie A. Quello dei nerazzurri è lo scudetto della discontinuità, il titolo che rompe la serie di nove campionati vinti dalla Juventus.

CONTE, L’ARTEFICE DELLO SCUDETTO

Almeno mezzo scudetto dell’Inter 2020/2021 è di Antonio Conte. Il tecnico arrivato due anni fa ha riportato lo scudetto nella Milano nerazzurro dopo 11 anni spezzando l’egemonia della Juventus che lui aveva iniziato sulla panchina bianconera. L’allenatore il primo anno a San Siro ha chiuso ad un punto dal primo posto e sfiorato l’Europa League cadendo solo in finale. Al secondo anno non ha sbagliato. Ha saputo cambiare in corsa e ricostruire mantenendo il suo credo: ritmo, forza fisica ma anche gioco. Se prima si andava diretti su Lukaku, adesso l’Inter costruisce dal basso, passa da Bastoni, crea sulle fasce a sinistra da Perisic a destra da Hakimi, sfrutta il doppio play Eriksen-Brozovic. Tante mosse, tante strategie per arrivare a Lukaku-Lautaro la LuLa, la seconda coppia di attaccanti più prolifica di Europa dopo quella del Bayern Monaco. Importante pure per lo scudetto è stato fare il passo indietro quando le cose andavano male. Ad inizio stagione Conte ha sperimentato un’Inter più offensiva (due punte più un trequartista), pressing costante e difesa alta. È stato un disastro. Aggiungiamo pure il fallimento in Europa. Poi il reset. Squadra dal baricentro basso, prima un mediano in più (Vidal) poi un doppio regista (Eriksen) quindi più qualità in mezzo e in fascia con Perisic. Mentalità, nuova. Un’aria nuova alla Pinetina. Una strada nuova tracciata dal tecnico e seguita da tutti i giocatori, che escluse rare eccezioni (Vidal unico che aveva vinto qualcosa di importante da protagonista). Non più una pazza Inter ma un’Inter razionale, questo è il miracolo contiano. Buona fetta di questo scudetto porta la firma di Antonio Conte.

 

I PROTAGONISTI DELLO SCUDETTO

Sono tanti i volti dello scudetto dell’Inter. Prendendone uno per ruolo, citiamo Skrniar, Barella, Lukaku.

Lo slovacco era sul piede di partenza dopo un finale di stagione 19/20 passato in panchina. Skrniar in questa stagione si è imposto come leader della difesa a 3 nerazzurra. Costanza, presenza, prestazioni di livello in fase difensiva ma anche in fase offensiva. “Braccetto di spinta”  della difesa a tre ma anche uomo gol, vedi il gol vittoria nel big match contro l’Atalanta.

Barella è stato il vero frutto del lavoro contiano. Arrivato da Cagliari, in due stagioni Barella si è conquistato l’Inter. Corsa, polmoni, tecnica. La crescita del centrocampista italiano è stata esponenziale diventando un top nel suo ruolo. L’uomo in più mezzo al campo, anima nerazzurra, l’uomo di fatica-costruzione di cui l’Inter aveva bisogno. Uomo chiave dell’Inter di oggi e del futuro.

Lukaku è stato l’Uomo di Conte. L’attaccante belga è stato voluto dal tecnico salentino sin dal primo giorno. Gol, costanza di rendimento, leader della squadra, trascinatore, punto di riferimento dei compagni che in difficoltà cercano lui. È lui la prima fonte di gioco della squadra, il faro. Nerazzurro. Big Rom ha giocato la sua miglior carriera, ha effettuato l’upgrade che gli si chiedeva da diverse stagioni. L’ex Everton ha conquistato l’Inter a suon di gol e prestazioni. Non c’è Inter senza Lukaku.

Menzioni speciali anche per Hakimi ed Eriksen. Un treno il marocchino che dopo un periodo di adattamento non si è più fermato siglando gol e assist a valanga. Una freccia sulla fascia. Il danese in casa Inter per 1 anno è stato un oggetto misterioso. Messo all’uscio della porta perché non congeniale all’Inter di Conte muscolare e fisica, l’ex Tottenham nella seconda parte di questa stagione è diventato un fattore per la conquista dello scudetto. Il trequartista trasformato mezzala-regista. La qualità del giocatore messo più dietro, nel cuore pulsante della squadra per garantire una maggiore qualità e un costruttore in più che poi quando trova spazio sa come far male, vedi Crotone. Bravo Conte a reiventarsi Eriksen, bravo Eriksen a mettersi a disposizione.

Anche Lautaro Martinez, il partner d’attacco di Lukaku con 15 gol. Lo scudetto è pure passato per i gol dell’argentino (vedi Torino), che in questa stagione ha completato il suo ciclo di maturazione.

I MOMENTI CHIAVE

Sono quattro i momenti chiave della stagione nerazzurra.

La partita di andata col Sassuolo quando Conte decide di rinunciare al trequartista che esponeva la squadra agli attacchi avversari perché troppo sbilanciata. In quella partita si è vista l’Inter col suo 3-5-2 di base, 5-4-1 difensivo, 4-2-4 offensivo. L’Inter camaleontica di Conte che non si snatura ma che cambia pelle a seconda dell'avversario e dei momenti della partita. La lettura dei novanta minuti, la squadra sa quando aggredire ma anche quando aspettare, quando gestire. Segno di maturità. 

L’eliminazione dalla Champions League e l’ultimo posto del girone è stato il passo che ha spinto l’Inter verso lo scudetto. Una delusione immensa, un fallimento europeo per la squadra arrivata a giocarsi la finale di Europa League 2020. L’eliminazione ha dato alla squadra nerazzurra quella rabbia, quella cattiveria necessaria per la vittoria finale. Ha compattato il gruppo. Lo scudetto è figlio di un patto fra allenatore e giocatori post eliminazione Champions. 

La vittoria contro la Juventus è stata la vittoria della maturità. L’Inter con quel 2 a 0 ha dimostrato di essere matura, pronta a prendersi lo scettro di campione proprio dalla Juventus dei nove scudetti consecutivi. A segno pure Vidal ex bianconero all’unico acuto nella sua stagione nerazzurra, un segno del destino.

Infine il 3 a 0 nel derby di ritorno contro il Milan. Una prova di forza. L’Inter più bella della stagione che con un risultato netto e una prova super, sovrasta il Milan primo antagonista ed effettua il primo allungo in classifica. La partita dello stacco, della dimostrazione di forza fino alla partita di Crotone e al rigore sbagliato di Muriel che ha consegnato all’Inter il suo 19° scudetto.

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