Roma, sconfitta e Champions League a rischio

Kessié e Rebic esultano. Mancini protagonista, in negativo, della Roma Kessié e Rebic esultano. Mancini protagonista, in negativo, della Roma Pagina fb RomaForever.it
I giallorossi perdono in casa 2 a 1 contro il Milan e raccolgono l’ennesima sfida contro una big.

La Roma perde 2 a 1 all’Olimpico contro il Milan e scivola al quinto posto. A segno Kessié e Rebic per i rossoneri e Veretout per i giallorossi che eguaglia Platini. La partita dell’Olimpico ha evidenziato ancora una volta le difficoltà della squadra di Fonseca contro le big del campionato. E ora per i capitolini la qualificazione Champions è a serio rischio.

LA PARTITA

La Roma entra in campo con almeno venti minuti di ritardo all’Olimpico. Demeriti giallorossi e meriti del Milan che per la prima parte del primo tempo domina la partita. Un dominio disarmante, pressing asfissiante e tiro a segno continuo. La Roma viene graziata dall’imprecisione degli attaccanti rossoneri (incredibile il tacco, inutile, di Ibrahimovic a Pau Lopez battuto, traversa di Kjaer) e dalle parate di Pau Lopez, croce e delizia fra i pali capitolini. Ai rossoneri vengono pure annullati, giustamente per fuorigioco, due reti. Roma entrata in campo senza il piglio giusto, sorpresa dalla ferocia che sembrava smarrita dai rossoneri. Alla distanza la squadra di Fonseca prova a costruire qualcosa, e ci prova prima con Veretuout, poi con Mkhitaryan (all’armeno viene annullato pure un goal) e Pellegrini (ben stoppato da Tomori schierato a sorpresa al posto del capitano Romagnoli). Al tramonto del primo tempo Fazio stende Calabria in area di rigore. Punizione dagli undici metri assegnata grazie all’intervento del Var. Dal dischetto Kessié non sbaglia. Otto reti in campionato per il centrocampista rossonero, sette su rigore. 

La ripresa vede la Roma con un piglio diverso. Spinazzola si sgancia di più. In una delle sue sgroppate sulla sinistra, l’ex Juve, trova Veretout che in bello stile batte Donnarumma. Per il centrocampista francese si tratta del 10cimo goal in campionato.Pareggio che dura poco. I rossoneri non di disuniscono e anzi trovano il nuovo vantaggio. Pau Lopez sbaglia in impostazione, il pallone giunge successivamente a Rebic che si libera di un Mancini troppo precipitoso e di sinistro aggiorna il tabellino. Bello il goal del croato ma imprudente l’uscita del difensore giallorosso, da dimenticare l’impostazione del portiere spagnolo. La Roma si demoralizza e crea poco. Male Pellegrini, in evidente difficoltà fisica. L’unico a provarci è sempre Mkhitaryan prima con un mancino a giro che sfiora l’incrocio, poi con un destro ben parato da Donnarumma con successivo contatto con Theo. Per l’arbitro non è rigore ma giallo per proteste all’ex Arsenal. Come non è rigore per il fischietto Guida il contatto Karsdorp-Leao in area giallorossa. Sempre l’armeno al 94esimo ha la chance per pareggiare la partita ma il suo destro è centrale. Finisce 2 a 1 per il Milan all’Olimpico.

 I PROTAGONISTI

Ante Rebic è il migliore in campo della sfida. Il croato al quinto goal in campionato decide il match dell’Olimpico con un bel sinistro ad incrociare. Tanti sguizzi interessanti dell’ex Fiorentina che sfiora più volte la rete e che mettono in difficoltà la retroguardia giallorossa. Il tandem con Theo Hernandez sull’out di sinistra va alla perfezione. Troppo generoso quando a tu per tu con Pau Lopez serve Ibra, in fuorigioco.

Tomori gioca una partita da gigante nella difesa rossonera. La mossa a sorpresa di Pioli di concedere un turno di riposo al capitano Romagnoli risulta vincente. Rapido, duro nei contrasti, il difensore rossonero fa bella figura contro l’attacco giallorosso.

Nella Roma brilla solo Veretout. Il francese arriva a 10 goal in campionato. Era dai tempi di Michel Platini che un centrocampista francese non toccava la doppia cifra di goal in Serie A. Il centrocampista di Fonseca corre, copre e attacca per tre (vista la prova incolore di Villar e Pellegrini). Perno del centrocampo giallorosso. Chapeau.

Pau Lopez e Mancini hanno grandi responsabilità sul goal di Rebic. Il portiere da il via al disastro con un rinvio errato, non il primo della partita, Mancini sbaglia la chiusura. Il difensore italiano, che fino a quel momento, aveva giocato una buona partita ed era stato il miglior difensore della Roma, non temporeggia sul croato che lo salta nettamente.

 ROMA PICCOLA CON LE GRANDI

Ormai è appurato. Quando la Roma gioca con le big del campionato ne esce sconfitta, quasi sempre. In otto partite in questa stagione, quindi con 24 punti disponibili la squadra di Fonseca ne ha conquistati soltanto 3. Tre pareggi con Juventus (andata), Inter e Milan (andata). Cinque le sconfitte con Juventus e Milan (entrambe al ritorno), Napoli, Atalanta e Lazio. Come ammesso dal tecnico portoghese nel post Roma-Milan: “Contro le grandi ci manca sempre qualcosa. È un problema difensivo”. Infatti nelle 8 partite in esame la Roma ha subito 21 goal. Troppi. Implacabile con le medio-piccole (Benevento escluso), debole con le grandi. Ma se in altri big match, vedi derby, la sconfitta è stata fragorosa, quella di ieri porta rabbia alla Roma. L’approccio è stato disastroso ma la squadra aveva resistito. Sotto di un goal era riuscita pure a trovare il pareggio ma poi una grande ingenuità ha fatto sbandare il treno giallorosso che non si è più rimesso sui binari.

Discutibili anche alcune scelte di formazioni. In mancanza di Ibanez e Smalling insistere con la difesa a 3 sembra controproducente, forse un passaggio ad una difesa a 4 sarebbe mossa più congeniale. Pesante l’assenza di Dzeko che ha tolto fisicità alla Roma e nei ricambi. Dalla panchina Fonseca non ha potuto che far altro che pescare gente rapida (El Shaarawy e Pedro) ma con poca fisicità e presenza in area. Con questa sconfitta la Roma si ritrova quinta, potenzialmente sesta con il Napoli che deve recuperare la partita con la Juventus. “Se non vinciamo contro le big sarà difficile andare in Champions”. Parole, più che condivisibili, di Fonseca.

RUGGITO MILAN

Dopo due settimane di assenza è tornato il “vecchio” Milan. Quello ammirato da inizio stagione fino a dicembre. Affamato, feroce, deciso, attento. La squadra che ha messo in campo un pressing asfissianteche non ha permesso alla Roma di impostare con tranquillità. E poi c’è la bella sopresa Tomori. In prestito con diritto di riscatto dal Chelsea. Altro colpo importante di Maldini. E chissà se toglierà il posto da titolare a capitan Romagnoli…

Tre punti che valgono doppio. In primis perché adesso il Milan, secondo in campionato, si porta a +8 proprio dalla Roma (col vantaggio dello scontro diretto) quinta in campionato. Uno strappo importante per l’obiettivo di inizio stagione dei rossoneri, la qualificazione alla prossima Champions League. Vittoria importante perché guadagna sulla Juventus (terza che pareggia a Verona 1 a 1) e soprattutto non perde terreno dall’Inter (battuto il Genoa 3 a 0) capolista. Il distacco dai cugini nerazzurri resta di quattro punti. Le notizie negative arrivano solo dall’infermeria. Hanno terminato anzi tempo la partita infatti Calhanoglu, Rebic e Ibrahimovic. Condizioni da valutare. E lo svedese con la vittoria contro la Roma adesso potrà partire per Sanremo un po' più sereno.

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