Sandro Mazzola: “L’Inter deve continuare così”

Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e bandiera dell'Inter Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e bandiera dell'Inter
L’ex capitano dell' Inter: “L’attacco nerazzurro è un punto di forza”.

L’Inter vince il derby giocando la sua miglior partita della stagione e vola in testa alla classifica. Trascinata dai sue attaccanti e dal tecnico Antonio Conte. Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano (campione d’Europa con Nazionale 1968) e bandiera, capitano della Grande Inter (566 presenze e 162 reti) con cui vinse tutto analizza il momento d’oro dei nerazzurri.

 

Vittoria nel derby, +4 sul Milan, niente Coppe.. l’Inter è la favorita per lo scudetto?

Mai dire questo, si può pensare ma non si dice (ride ndr).

L’inserimento di Perisic ed Eriksen nell’undici titolare di Conte può essere la chiave di volta per il proseguo del campionato nerazzurro?

Penso proprio di sì. Due così servono sicuramente molto e Conte sa come metterli in campo.

Cosa pensa dell’attacco dell’Inter?

Lukaku e Lautaro sono un punto di forza. Ma va ricordato che riescono a fare così bene perché dietro hanno dei cavalli che sanno difendere, preparare, passare la palla al momento giusto.

In cosa può e deve ancora migliorare la squadra di Conte?

Nulla, l’Inter deve continuare così, deve andare avanti in questo modo.

Trova delle analogie fra Antonio Conte e Helenio Herrera (tecnico della Grande Inter)?

In comune innanzitutto la ricerca continua della vittoria. Insistere che i giocatori facciano quello dica lui. In questo si somigliano. Herrera lavorava molto sulla testa, cosa che credo faccia pure Conte. Nonostante questo li ritengo diversi.

Epoche molto diverse…

Si il nostro era un altro mondo. Il Mago (Herrera, ndr) arrivava e doveva rifare tutto. Ricordo che come cominciava l’allenamento con i giri di campo lui stava sempre davanti a tutti. Poi chiamava uno ad uno, quelli a cui doveva dire qualcosa come aveva giocato, cosa aveva sbagliato, cosa doveva fare. Il bello era che dopo il colloquio, si tornava in gruppo ed i compagni chiedevano cosa ti ha detto e si rispondeva “Le sue solite cazzate, non è mai contento”. Questo per i primi giorni poi verso il quarto, quinto giorno cominciavo a dire: “Ma lo sai che forse aveva ragione lui?

In conclusione, un ricordo di Mauro Bellugi, suo compagno in nerazzurro con cui ha condiviso pure lo scudetto nella stagione 1970/1971, scomparso pochi giorni fa

Mauro era grande giocatore ma gli piaceva molto fare la vita. Ricordo di averlo beccato un paio di volte che scendeva dalla finestra del ritiro per andare a fare quello che voleva e io lo aspettavo e lo beccavo. Poi lui mi diceva “Ti faccio vedere domani che non ho fatto niente…solo una passeggiata!”.

 

Agr Press ringrazia per la cortesia e disponibilità Sandro Mazzola

Pubblicato in Sport

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