Un anno senza Enzo Maiorca, il "signore degli abissi"

Enzo Maiorca con Jacques Mayol negli anni Settanta Enzo Maiorca con Jacques Mayol negli anni Settanta
Un anno fa, nel novembre 2016, moriva a Siracusa il grande fuoriclasse dell’immersione in apnea, più volte detentore di record mondiali.

Nato a Siracusa nel giugno 1931 ed affascinato dal mare fin da piccolo, Vincenzo - meglio noto come Enzo - Maiorca fa le sue prime immersioni nell’agosto del ‘43, dopo lo sbarco americano, cercando  di adattare in maniera artigianale una maschera antigas trovata in un campo vicino a casa sua. Da allora si innamora ancor di più del mare e delle sue profondità.

Nel ‘55 incomincia ad interessarsi alle imprese dei record  di profondità di apneisti come Falco, Butcher e Novelli, campioni di caccia subacquea, ne rimane fortemente impressionato e decide di entrare in competizione con loro.  Con il  suo primo record   - quarantacinque metri di profondità - batte il brasiliano Amerigo Santarelli. Nell’arco di sedici anni - nel 1977, abbandonerà l’attività agonistica - migliorerà le sue performances per ben diciassette volte.

Tornerà poi nel 1986 e nel 1988, raggiungendo, alla non più giovane età di cinquantasette anni, il suo ultimo record (centouno  metri).

Suoi rivali storici sono stati, oltre al già citato Santarelli, Teteke Williams, Robert Croft, ma soprattutto l’altro fuoriclasse dell’immersione in apnea a lui contemporaneo: il francese Jacques Mayol (1927-2001).

Alla fine degli anni Ottanta il regista Luc Besson porterà al cinema la nota rivalitàfra Enzo Maiorca e Jacques Mayol con il film Le Grand Bleu (1988).  Maiorca non lo gradirà in quanto  riterrà il suo personaggio una figura grottesca e imporrà l’ostracismo al film. In Italia uscirà solo nel 2002, un anno dopo la morte di Mayol e quattordici dopo il ritiro di Maiorca dall’attività agonistica.

Nel ‘74 è protagonista di uno spiacevole incidente: mentre tenta un record di immersione viene involontariamente ostacolato dal giornalista sub inviato della Rai Enzo Bottesini. Riemerge infuriato imprecando qualche parolaccia in diretta, e ciò gli costò l’interdizione dalla televisione per qualche anno.

Una volta ritiratosi dall’agonismo, si impegna attivamente nell’ambientalismo - anche da senatore,  fra il ‘94 e il ’96 - e si batte per la tutela del paesaggio e delle zone archeologiche.

Dal 2000 al 2002 ha collaborato con il programma Rai Lineablu.

Nel 2009 riceve una medaglia al merito di Marina per le sue imprese sportive e la difesa dell’ambiente.

Ha raccontato la sua vita a stretto contatto con mare in numerosi libri, fra cui ricordiamo  A capofitto nel turchino: vita e imprese di un primatista mondiale (Mursia, Milano 1977), Sotto il segno di Tanit (Mursia, Milano 1980), Scuola di apnea- Immergiamoci con il più grande subacqueo di tutti i tempi (La Cuba, Roma 1982), con le fotografie e la consulenza tecnica di Guido Picchetti, e Il mare con la M maiuscola (Lights, 2001). 

È stato un vegetariano dichiarato. In un'intervista dichiarò in che modo si convise ad abbandnare la pesca subacquea: «È avvenuto tutto all'improvviso. Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. La cernia era incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967».

 

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

Lascia un commento

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo
Rimani in contatto con Argpress.
Iscriviti alla nostra Newsletter