Un ricordo di Ayrton Senna. Avrebbe 60 anni

Un ricordo di Ayrton Senna. Avrebbe 60 anni
Il grande Ayrton Senna, tre volte campione del mondo di Formula Uno e morto in un incidente sulla pista di Imola nel 1994, avrebbe compiuto sessant’anni.

Nato a San Paolo del Brasile nel 1960 (da una famiglia della quale ricorderà sempre la tranquillità - sia affettiva sia economica - che gli ha permesso di seguire la sua grande passione per i motori), fin da bambino Senna comincia a guidare i go-kart - il primo glielo costruisce il padre nella sua officina meccanica - e debutta a tredici anni nella sua prima gara ufficiale sulla pista di Interlagos.  Quattro anni dopo vince il suo primo Campionato Sudamericano di categoria, seguito da numerosi altri successi, fino a quando non decide di fare il grande salto: l’Europa il cuore del mondo dell’automobilismo.

Nel 1980 si trasferisce in Gran Bretagna ed inizia a correre in Formula Ford, categoria in cui ha la possibilità di imparare tutto sulle monoposto da competizione e comincia ad inanellare vittorie, dimostrando le sue potenzialità, il suo straordinario talento, nonché la grandissima serietà e meticolosità nello studiare ogni dettaglio.

Esordisce in Formula Uno nel 1984 con la Toleman portando fin da subito alla piccola scuderia inglese risultati mai visti fino ad allora; memorabile il secondo posto al Gran Premio di Monaco, che sarebbe stata una vittoria se la corsa, sotto un nubifragio, non fosse stata interrotta per impraticabilità della pista.

L’anno successivo passa alla Lotus-Renault, con cui inizia a vincere qualche corsa e si classifica quarto nei mondiali 1985 e 1986, e terzo nel 1987.

Nel 1988 approda alla McLaren, scuderia con cui, in lotta fino all’ultima gara con Alain Prost, suo compagno di squadra, vince il suo primo mondiale.

L’anno seguente esplode la rivalità con Prost, che vedrà il suo culmine nell’incidente al Gran Premio di Suzuka, che comprometterà definitivamente la sua vittoria del titolo.

Si rifarà nei due anni seguenti, conquistando, sempre con la McLaren, i titoli mondiali del ’90 e ’91.

Nel frattempo Prost è passato alla Ferrari, la rivalità in pista continua, ma Senna è ora prima guida e il punto focale del progetto tecnico del team McLaren.

Nel ’94 va alla Williams, considerata la monoposto più competitiva del momento, ma, sia pur trovando qualche difficoltà nel gestire la nuova vettura, riesce a conquistare la pole position fin dalle prime gare.

La terza gara, il 1° maggio 1994, è ad Imola: al settimo giro, alla curva del Tamburello, a causa di un guasto meccanico (verosimilmente, la rottura del piantone dello sterzo) la monoposto diventa ingovernabile, e Senna non avrà modo di evitare uno spaventoso schianto ad altissima velocità contro il muro a bordo pista. Morirà poche ore dopo, entrando nel mito, come uno fra i più grandi piloti di F1 - secondo molti, il più grande - di tutti i tempi.

Pubblicato in Sport

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.