Vuoti nel regolamento, campionato a rischio

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La partita Juventus-Napoli non si è giocata per il mancato arrivo degli ospiti.

È il caos. Il massimo campionato di calcio d’Italia adesso trema. Solo alla terza giornata.

Juve-Napoli doveva essere il big match del terzo turno di Serie A. Ma quella fra bianconeri e partenopei non è mai una partita come le altre. Anche quando non si gioca.

Le aziende sanitarie locali (Asl) 1 e 2 del capoluogo campano hanno bloccato la partenza della squadra Napoli direzione Torino. L’Asl è arrivata a questa scelta perché al termine di un ciclo di tre tamponi (l’ultimo effettuato sabato 3 ottobre) 2 calciatori e un collaboratore del Napoli (non membro del gruppo squadra) sono risultati positivi al covid. Nel dettaglio i due centrocampisti Elmas e Zielinski, e il collaboratore Giandomenico Costi.

Passo indietro.

Nel turno precedente di campionato, domenica 27 settembre, il Napoli ha vinto per 6 a 0 contro il Genoa. La squadra ligure è diventata un vero e proprio cluster di positivi. Arrivati, fra calciatori e collaboratori a 22 infetti.

Questo il primo campanello d’allarme scattato in casa Napoli che ha aumentato il numero di tamponi per il gruppo squadra.

Venerdì 2 ottobre la Lega Serie A ha pubblicato sul suo sito ufficiale un comunicato sulle “Regole relative a impatto covid-19. Gestione casi di positività e rinvio gare”. Dalla circolare si evince che, seguendo le regole Uefa e Fifa, “la gara sarà disputata, secondo il calendario di ciascuna competizione purché il Club in questione abbia almeno 13 calciatori disponibili (di cui almeno un portiere) e alla condizione che i suddetti calciatori siano in ogni caso risultati negativi ai test che precedono la gara”. A questo la Lega ha aggiunto un bonus. Il jolly consiste nel concedere ad ogni squadra la possibilità di ottenere il rinvio di una partita (una sola volta durante tutta la stagione) se in squadra avrà almeno 10 giocatori positivi. Ma se “in un arco temporale di sette giorni consecutivi di calendario dieci o più calciatori del club dovessero risultare positivi al virus Sars-Cov-2 il Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A disporrà automaticamente il rinvio della gara”. Ma qualora il Club sia impossibilitato a schierare una squadra con il numero minimo di calciatori (13)? La risposta arriva sempre dal comunicato. La società in questione, “subirà la sanzione della perdita della gara con il punteggio di 0-3”.

Il protocollo è stato messo appunto dalla Figc, approvato all’unanimità dai Club, dal Governo e validato dal Comitato tecnico-scientifico.

Quindi nulla sembrava prevedere il rinvio della partita Juve-Napoli. Ma una falla nel regolamento ha aperto le polemiche e sta facendo vacillare la Serie A.

Infatti nella normativa della Lega l’indicazione è di giocare “fatti salvi eventuali provvedimenti delle autorità statali”.

Ecco il buco del sistema. Il matrix del campionato.

La sconfitta a tavolino non vale. L’Asl non ha fatto partire il Napoli, quindi non potevamo giocare. Questa sarà la difesa di Aurelio De Laurentiis, presidente del club campano, che andrà per il ricorso anche al Tar per evitare la sconfitta a tavolino. Ma, il regolamento era stato fatto ad hoc per il mondo del calcio, dunque l’Asl non doveva intervenire. Era l’accordo per portare avanti l’azienda del pallone che è una delle principali industrie dell’Italia, che muove miliardi e produce lavoro.

Andrea Agnelli, presidente della Juventus è sicuro. “Il Napoli voleva il rinvio ma il protocollo è chiaro. La Juve rispetta i regolamenti”.

Effettivamente Genoa-Napoli, Crotone-Milan, Atalanta-Cagliari si sono giocate nonostante i casi covid.

La Lega, facendo mea culpa per i vuoti nel regolamento, non poteva però muoversi diversamente. Impossibile rinviare il match. Semplicemente per non fermare il calcio. Il posticipo dell’incontro avrebbe dato la forza alle Asl di tutte le regioni italiane di bloccare le trasferte e dunque mettere le ganasce al calcio italiano.

Andare avanti e non fermarsi. Questa la volontà della Lega e del pallone. Eticamente discutibile. Ma pur sempre una scelta.

La soluzione giusta è difficile da trovare in una situazione del genere, complicata per tutti.

Ma probabilmente, venirsi incontro col buon senso non è importante ma è l’unica cosa che conta.

Pubblicato in Sport

 


 

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