Addio al grande Gigi Proietti nel giorno in cui compie 80 anni

Addio al grande Gigi Proietti nel giorno in cui compie 80 anni foto Carlo Riccardi
Addio al grande attore, cabarettista, doppiatore, conduttore e regista, interprete di film quali “La mortadella” di Mario Monicelli, “La Tosca” di Luigi Magni, “L’eredità Ferramonti” di Mauro Bolognini, “Febbre da cavallo” di Steno, “Casotto” di Sergio Citti, “Un matrimonio” di Robert Altman ed altri, che ci lascia lo stesso giorno in cui compie ottant’anni.

Nato a Roma nel 1940, grandissimo attore di teatro, dove spazia dai monologhi alle commedie musicali, incontra un grande successo in televisione, riproponendo sul piccolo schermo i suoi spettacoli più riusciti.

Fin da ragazzo suona vari strumenti (chitarra, pianoforte, fisarmonica, contrabbasso) e canta nelle feste studentesche e nei bar all’aperto. Si iscrive al Centro Teatro Ateneo, in cui insegnano attori quali Giancarlo Sbragia e Arnoldo Foà, e in seguito frequenta il corso di mimica di Giancarlo Cobelli, che nota le sue qualità e lo scrittura per un suo spettacolo d’avanguardia, Can Can degli Italiani (1963), che segnerà il debutto teatrale del giovane Proietti.

Negli anni successivi lo troviamo in ruoli secondari con vari gruppi teatrali: in Il mercante di Venezia (1966) di Ettore Giannini, e, con il Gruppo Sperimentale 101 Le mammelle di Tiresia (1968) di Guillaume Apollinaire; Nella giungla delle città (1968) di Bertolt Brecht, Coriolano (1969) di William Shakespeare, Il dio Kurt (1969) di Alberto Moravia, e altre opere, fino al primo grande successo, quando viene inaspettatamente chiamato a sostituire Domenico Modugno nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluja brava gente.

A seguire il dramma di Sam Benelli La cena delle beffe (1974), con Carmelo Bene; nel ’76 A me gli occhi, please, considerata una fra le sue prove teatrali più riuscite, e che sarà riportata in scena con grande successo nel ’93, ’96 e, nel 2000, al Teatro Olimpico.

Nel ’78, con Sandro Merli, diventa direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, dove crea un suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche per i giovani attori che rappresenterà un vero trampolino per volti noti dello spettacolo (Flavio Insinna, Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Francesca Reggiani e molti altri).

Segue una serie di performances, fra cui Il bugiardo di Carlo Goldoni (1980, regia di Ugo Gregoretti), Edipo re di Sofocle (1981, regia di Vittorio Gassman), I sette re di Roma di Luigi Magni (1989, regia di Pietro Garinei), e altre per le quali, oltre a recitare, cura anche la regia,  come Caro Petrolini (1979), Cyrano de Bergerac (1985), Liolà di Luigi Pirandello (1988), Guardami negli occhi (1989) e La pulce  nell’orecchio (1991) di Georges Feydeau, Socrate (2000, adattamento di Vincenzo Cerami dai Dialoghi di Platone), Full Monty (2001, versione teatrale del film omonimo del ’97), Io, Toto e gli altri (2002, ripreso quattro anni dopo), e molti altri.

A partire dagli anni Ottanta ha diretto anche alcune opere liriche: Tosca di Giacomo Puccini nel 1983, Don Pasquale di Gaetano Donizetti nel 1985, Falstaff e Nabucco di Giuseppe Verdi (rispettivamente nel 1985 e nel 2009), Le nozze  di Figaro e Don Giovanni (nel 1986 e nel 2002) di Wolfgang Amadeus Mozart, Carmen di Georges Bizet nel 2010.

Istrionico, grande improvvisatore, dotato di un’ottima voce e molto audace negli sperimentalismi, al cinema lo ricordiamo nel ruolo del fidanzato di Sophia Loren nel farsesco La mortadella (1971) di Mario Monicelli, ironico protagonista del musicale Tosca (1973) di Luigi Magni, in cui recita con Monica Vitti, interprete del giovane Pippo nel calligrafico L’eredità Ferramonti (1976) di Mauro Bolognini, stallone da quattro soldi nel cinico Casotto (1977) di Sergio Citti, fanfarone nel satirico Un matrimonio (1978) di Robert Altman, in cui recita con Vittorio Gassman.

A partire dalla fine degli anni Ottanta dirada notevolmente le sue apparizioni cinematografiche per proseguire l’attività teatrale e quella televisiva, dove ottiene grande successo con le serie Il Maresciallo Rocca (1996-2004) e L’avvocato Porta (1997-98).

Fra gli altri film ricordiamo Se permettete parliamo di donne (1964) di Ettore Scola, Le piacevoli notti (1966) di Armando Crispino e Luciano Lucignani, La ragazza del bersagliere (1967) di Alessandro Blasetti, Lo scatenato (1967) di Franco Indovina, La matriarca (1968) di Pasquale Festa Campanile, Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiano Damiani, La virtù sdraiata (1969) di Sidney Lumet, tratto dal libro omonimo di Antonio Leonviola ed interpretato da Anouk Aimée, Omar Sharif, Didi Perego, Fausto Tozzi e Lotte Lenya (la grande attrice di teatro austriaca, vedova del musicista e compositore Kurt Weill ed interprete di Jenny nella prima rappresentazione di L’opera da tre soldi - 1929 - di Bertolt Brecht), Brancaleone alle crociate (1970) di Mario Monicelli, Bubù (1971) di Mauro Bolognini, Gli ordini sono ordini (1972) di Franco Giraldi, Meo Patacca (1972) di Marcello Ciorciolini, La proprietà non è più un furto (1973) di Elio Petri, con Flavio Bucci, Daria Nicolodi, Ugo Tognazzi e Salvo Randone, Le farò da padre (1974) di Alberto Lattuada, Musica per la libertà (1975) di Luigi Perelli, Bordella (1976) di Pupi Avati, Chi dice donna dice donna (1976) di Tonino Cervi, Febbre da cavallo (1976) e Mi faccia causa (1985) di Steno, Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa (1978) di Ted Kotcheff (il futuro regista di Rambo), Due pezzi di pane (1979) di Sergio Citti, Non ti conosco più amore (1980) di Sergio Corbucci, Di padre in figlio (1982) di Vittorio Gassman, FF. SS.” - Cioè: “  che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? (1983) di Renzo Arbore, Eloise, la figlia di D’Artagnan (1994) di Bertrand Tavernier, Panni sporchi (1998) di Mario Monicelli, Tutti al mare (2011) di Matteo Cerami, Indovina chi viene a Natale? (2013) di Fausto Brizzi, Alberto il grande (2014) di Carlo e Luca Verdone, Il premio (2017) di Alessandro Gassman, Pinocchio (2019) di Matteo Garrone.

Ha doppiato attori quali Marlon Brando (in Riflessi in un occhio d’oro - 1967 - di John Huston), Richard Burton (in Chi ha paura di Virginia Woolf? - 1966 - Di Mike Nichols), Alex Cord (in I cinque disperati duri a morire - 1970 - di Gordon Flemyng), Kevin Costner (in Attraverso i miei occhi - 2019 - di Simon Curtis),  Robert De Niro (in Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all’inferno - 1972 - di Martin Scorsese, Gli ultimi fuochi - 1976 - di Elia Kazan e Casinò - 1995 - di M. Scorsese), Ray Danton (in Agente speciale L.K. Operazione Re Mida - 1967 - di Jesus Franco), Kirk Douglas (in Uomini e cobra - 1970 - di Joseph L. Mankiewicz), Henry Fonda (in L’ora della furia - 1968 - di Vincent McEevety) Richard Harris (in Camelot - 1967 - di Joshua Logan e Un uomo chiamato cavallo - 1970 - di Elliott Silverstein), Charlton Heston (in 23 pugnali per Cesare - 1970 - di Stuart Burge e Hamlet - 1996 - di Kenneth Branagh), Dustin Hoffman (in Lenny - 1974 - di Bob Fosse), Anthony Hopkins (in Hitchcock - 2012 - di Sacha Gervasi), Rock Hudson (in I due invincibili - 1969 - di Andrew V. McLagen), Dean Jones (in Tutti i mercoledì - 1966 - di Robert Ellis Miller), Ian McKellen, Paul Newman (in Buffalo Bill e gli indiani - 1976 - di Robert Altman), Michael Pate (in Il  ritorno del pistolero - 1966 - di James Neilsen), Gregory Peck (in La notte dell’agguato - 1966 -  di Robert Mulligan), Michel Piccoli (in Diabolik - 1968 - di Mario Bava),  Jean Reno (in I visitatori - 1993 - di Jean-Marie Poiré), George Segal (in Gioco senza fine), Dick Shawn (in Per favore, non toccate  le vecchiette - 1967 - di Mel Brooks),  Robert Stack (in Il più grande colpo del secolo - 1967 -  di Jean Delannoy), Sylvester Stallone (in Rocky - 1976 - di John G. Avildsen e F.I.S.T. - 1978 - di Norman Jewison), Benito Stefanelli (in I giorni dell’ira - 1967 - di Tonino Valerii),  Donald Sutherland (in Il Casanova di Federico Fellini - 1976 - di Federico Fellini).

In televisione appare anche in vari film tv (La maschera e il volto - 1965 - di Flaminio Bollini, La fantastica storia di Don Chisciotte della Mancha - 1970 - di Carlo Quartucci, Romanzo popolare italiano - 1975 - e Viaggio a Goldonia - 1982 - di Ugo Gregoretti, Fregoli - 1981 - di Paolo Cavara, Gli innocenti vanno all’estero - 1983 - di Luciano Salce, La bella Otero - 1984 - di José Maria Sanchez, Io a modo mio - 1985 - di Eros Macchi, Sogni e bisogni - 1987 - di Sergio Citti, Un figlio a metà - 1992 - e Un figlio a metà - Un anno dopo - 1994 - di Giorgio Capitani, Mai storie d’amore in cucina - 2004 - di G. Capitani e Fabio Jephcott, Il veterinario - 2004 - di J. M. Sanchez,) ed in sceneggiati, serie e miniserie (I grandi camaleonti - 1964 - di Edmo Fenoglio, Il circolo Pickwick - 1966 - e Le tigri di Mompracem - 1974 - di Ugo Gregoretti, Il viaggio di Astolfo - 1972 - di Vito Molinari, Facciaffittasi - 1987 -, Italian Restaurant - 1994 -, Il signore della truffa - 2011 - di Luis Prieto, L’ultimo papa re - 2013 - di Luca Manfredi, Una pallottola nel cuore, serie partita nel 2014 ed ancora in corso).

Nel 2018-19 ha partecipato a due puntate del programma documentaristico Ulisse - Il piacere della scoperta di Piero e Alberto Angela, e ad una puntata di Meraviglie - La penisola dei tesori di A. Angela.

A teatro, a partire dagli anni Sessanta, recita in decine di pièces e, dal decennio successivo, dirige varie opere ed opere liriche.

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Ultima modifica il Lunedì, 02/11/2020

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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