Diario licenzioso di una cameriera di Mario Moretti al Teatrosophia

Diario licenzioso di una cameriera di Mario Moretti al Teatrosophia foto Manuela Giusto
Debutterà venerdì 11 novembre 2022 alle ore 21.00 al Teatrosophia - via della Vetrina, 7 - la pièce di Mario Moretti “Diario licenzioso di una cameriera”, regia di Gianni De Feo ed interpretata da Giovanna Lombardi.

«La depravazione dei ricchi puzza! Puzza più del fetore dei poveri» (Octave Mirbeau)

«Ho rivisitato il romanzo di Octave Mirbeau (esistono pure delle versioni cinematografiche tra cui una di Luis Buñuel con Jeanne Moreau) cercando di rimanere fedele al gusto e alle atmosfere del secolo in cui l’originale è ambientato. È il 1900. Ma la tentazione di scavalcare i limiti temporali prende il sopravvento, come sempre nel mio caso, fino a sperimentare nelle sonorità e nelle scelte musicali, così come nei tratti dei costumi, differenti possibilità teatrali. Lo sguardo di Célestine, distaccato eppure penetrante, delicato e tanto strafottente, brusco e così accattivante, malizioso e puro, capace di guizzi improvvisi e cangiante come i colori dei cieli dolci e piovosi della Normandia, si aggira tra gli ospiti della malinconica e decadente Villa La Priora moltiplicandosi all’infinito nel caleidoscopico gioco di specchi. Lei è la cameriera, la serva, la domestica. I proprietari della Villa sono i suoi nuovi padroni, Madame e Monsieur Lallaire, buffi e patetici borghesucci di provincia, l’una isterica prigioniera di rigide regole cattoliche, l’altro ossessionato da insoddisfatti bisogni erotici. E così, Célestine, austera ma carnale, con passo felpato e movenze misurate, di fatto abituata da anni a servire nelle ricche case parigine, ci confida ora, nell’intimo della sua alcova di provincia (come ci è capitata non si sa) le più curiose e stravaganti esperienze dei tanti padroni da cui è stata precedentemente a servizio.  Racconta con voce intima, mai sguaiata. Ma ancor più è lo sguardo che ci parla. E attraverso gli occhi di Célestine infatti che vediamo riflessa la figura del vecchio feticista innamorato degli stivaletti di cuoio rosso della cameriera, e poi la frivola signora che non accetta il passare del tempo e modella goffamente il suo seno cascante sfidando lo specchio beffardo, e infine il giovane tubercoloso che vuole penetrare quel corpo vigoroso e sano della domestica, fottendosene delle differenze sociali, perché l’amore, quando è amore, non è mai malato» (Gianni De Feo)

«Ecco a voi Célestine che per me rappresenta un’icona austera e irraggiungibile che, al di sopra di tutto e di tutti, filtra con occhio clinico la sporcizia interiore della ricca borghesia, svolgendo un’azione catartica verso la bassezza umana e verso i “contenitori di ingordigie e segreti appetiti” dei suoi padroni.  Tutto è segreto, nascosto, ambiguo, clandestino. Célestine, lei sola è pura come un diamante, che riflette l’unica luce di verità e racchiude i mille riflessi del prisma senza colori. L’unica gioia di Célestine: “etichetta nella memoria il comportamento dei suoi padroni; dona fascino e bellezza alla malattia, trasformandola in amore; rivela un po’ di umanità e mostra la sua parte commossa nel rivivere lo stupro e l’assassinio della bambina nel bosco, probabilmente suo alter ego. La Priora, villa fuori mano, vicina ad un bosco, dove si svolge la storia, rappresenta la crescita spirituale, la ricerca del sé al di fuori del mondo» (Giovanna Lombardi)

Lo spettacolo, liberamente tratto dal romanzo di Octave Mirbeau Journal d’une femme de chambre, nell’adattamento teatrale di Gianni De Feo, mette in evidenza una figura femminile sfruttata dal potere maschile e dalla società ricca. La protagonista “Célestine”, per ottenere il soddisfacimento delle proprie pulsioni ed esigenze materiali, senza alcuno scrupolo, usa l’unica arma che possiede: il corpo e il potere della seduzione. Il testo denuncia palesemente la borghesia e le sue ipocrisie, la Chiesa, la pedofilia e in generale la violenza sui deboli e sugli indigenti. Uno sguardo inedito, realistico e crudo, sulla Parigi dell’inizio del Novecento attraverso gli occhi di un’umile cameriera. Il tutto filtrato da una messa in scena ironica (interpretata da Giovanna Lombardi), brillante, con un retrogusto amaro.

 

Diario licenzioso di una cameriera di Mario Moretti - adattamento e regia: Gianni DeFeo; aiuto regia: Donatella Busini; interprete: Giovanna Lombardi; scene e costumi: Roberto Rinaldi; produzione: Ipazia Production - sarà in scena al Teatrosophia da venerdì 11 a domenica 13 novembre 2022 (orario: venerdì e sabato, ore 21.00; domenica, ore 18.00).

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Ultima modifica il Sabato, 05/11/2022

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.