Dolce attesa per chi? di Betta Cianchini al Teatro Trastevere

Dolce attesa per chi? di Betta Cianchini al Teatro Trastevere
Debutterà martedì 5 novembre 2019 al Teatro Trastevere - via Jacopa de’ Settesoli 3 - la nuova edizione della pièce “Dolce attesa per chi?” di Betta Cianchini, regia di Marco Maltauro ed interpretata da Giada Prandi e Veronica Milaneschi.

«Bello fare figli. Ma preparatemi una società che sostenga una mamma che non ha garanzie di un futuro neanche per sé. Le donne, specie avvicinandosi ai quaranta, almeno le donne di questo copione, mi sembrano dei soldati che si preparano ad una lotta dura e ingiusta. La guerra è l’invenzione dell’uomo per distruggere l’uomo. Qui, nella mia regia, rappresenta la fatica delle donne per far nascere umanità. Prima assistiamo alla guerra fredda col maschio, e il cattivo esito di tutti i tentativi diplomatici, poi l’attacco, cioè l’atto sessuale, a cui segue non un trattato di pace ma una gravidanza come guerriglia... Non è una rappresentazione rassicurante, ma rassicurare non è tra i compiti del teatro. Sulla scena, alla fine, si scopre del tutto il gioco del teatro e le due attrici, che potrebbero essere future madri, s’interrogano: figlio sì, figlio no. Soltanto ammettere la domanda è un lieto fine. Ed è indicativo, secondo me, che delle due donne sia quella ricca la positiva, la pacifista. È facile esserlo quando si sta al sicuro. Ecco perché questa mia apocalittica regia. Del resto si dibatte del futuro. O della fine del futuro» (Marco Maltauro)

«Il famigerato orologio biologico si è inceppato o forse le donne italiane hanno paura di farlo suonare» (da Dolce attesa per chi?)

Bianca è una trentenne precaria sia lavoro sia in amore. Ha un contratto “a progetto” ma progetta di avere un contratto; sogna il marito ideale, ma è innamorata di un “cervello prossimo alla fuga” ... E allora, cosa avviene se comincia a desiderare un figlio ed una famiglia? Nasce in Bianca una vera e propria diatriba fra la testa e la pancia, uno spietato e surreale confronto fra la sua parte più razionale e positiva e quella più istintiva e cinica.

Torna per la quinta stagione Dolce attesa per chi?, la brillante commedia teatrale, che, attingendo da dinamiche sociali e quotidiane, racconta con ironia e sarcasmo la condizione di molte giovani donne che oggi vorrebbero intraprendere il percorso della maternità. Un percorso sovente tortuoso, fatto di difficoltà che si incontrano non solo dopo il parto, ma fin dall’inizio, quando si comincia anche solo ad ipotizzare la cosiddetta “dolce attesa”.

La pièce, diretta da Marco Maltauro ed interpretata da Giada Prandi e Veronica Milaneschi, porta in scena proprio tale fase cruciale e delicata, di cui non si parla mai abbastanza.

Al giorno d’oggi la maggior parte fra le coppie italiane fra i trenta ed i quarant’anni s’interroga sul dilemma fondamentale della loro vita: mettere al mondo un figlio oppure no? La risposta a tale cruciale domanda avrà ovviamente un forte impatto sulla vita delle future madri e dei loro compagni: momenti di paura, sconcerto, solitudine e pericolosissimo nervosismo. La paura di non essere all’altezza, l’insicurezza data dalla precarietà del lavoro e dall’inesistenza di un’adeguata rete sociale, provoca - soprattutto nella donna - un senso di malessere che in genere viene mascherato e non “metabolizzato”, ma ciononostante affiora, serpeggia, influisce su scelte e stati d’animo.

Il progetto nasce sulla scia del grande riscontro dello spettacolo Post Partum, in cui la stessa autrice (Betta Cianchini) affrontava il tema della depressione post gravidanza, conosciuta anche come “maternity blues”.

«La mole di messaggi e testimonianze di donne (e non solo) che hanno raccontato le loro tragicomiche avventure mi hanno dato lo spunto per studiare e nel mio caso anche ricordare, cosa avviene prima del grande giorno!», ha dichiarato l’autrice, la quale, per il progetto Dolce attesa per chi? ha indagato su qual è stato nel 2012 il rapporto che la donna ha con il suo desiderio di maternità. Un desiderio troppo spesso represso, ignorato o accantonato per “cause di forza maggiore”.

Lo spettacolo si snoda fra una serie di interrogativi quotidiani da cui scaturiscono risate amare e considerazioni sulla vita di una donna alle prese con le sue paure e le incertezze. Si può fare un bambino con un compagno ricercatore precario che medita l'espatrio? Meglio rimanere oppure no? Cosa fare se non si hanno dei nonni a disposizione? Come conciliare il desiderio di maternità con il lavoro?

Ironia, ma con una buona dose di spunti di riflessione su una realtà tutta italiana. Non manca poi la follia delle “mission impossible” per accedere ad analisi mediche durante la gravidanza. Perché non parlarne? Nello spettacolo verrà infatti inserita la registrazione di una reale telefonata all’ospedale per tentare di fissare un appuntamento e riuscire a fare un’amniocentesi.

Dolce attesa per chi? è uno spaccato crudo, reale e molto poco conciliante che, grazie ad un’ironia molto femminile, farà riflettere su tematiche a cui neppure i futuri padri potranno sottrarsi.

Per interagire con il pubblico e coinvolgerlo, all'inizio dello spettacolo verrà distribuito un questionario (facoltativo ed anonimo) intitolato Figlio sì/ figlio no, per raccogliere le testimonianze delle donne e degli uomini presenti in sala. Tutto ciò al fine di rivelare un interessante spaccato sulle ansie e le paure che assalgono i potenziali genitori. L'obiettivo è creare un “nuovo format teatrale” che, per quanto riguarda alcune tematiche a sfondo sociale, preveda l’interazione diretta con il pubblico. Le informazioni ed il materiale raccolto potrebbero diventare la base per un futuro copione.

Il progetto è sostenuto dallo studio Genetica, la banca etica del cordone ombelicale specializzata in nutrigenica, test DNA, Genetica prenatale non invasiva, cellule staminali.

Dolce Attesa per chi di Betta Cianchini (regia: Marco Maltauro; assistente alla regia: Francesca Blancato; interpreti: Giada Prandi, Veronica Milanceschi; musiche originali: Stefano Switala; light designer: Luca Carnevale; scene:Tiziana Liberotti; costumi: Chiara Paramatti; produzione: Aut-Out) rimarrà in scena al Teatro Trastevere fino a domenica 10 novembre 2019.

 

Letto 930 volte

Ultima modifica il Sabato, 24/09/2022

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Fotonews

Meloni riceve i sindacati