Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere al Teatro Verdi di Pordenone

Sonia Bergamasco in "Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere" Sonia Bergamasco in "Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere"
Nel centenario della nascita di Primo Levi, Sonia Bergamasco porta in scena “Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere”. Testi, appunti, memorie riunite nello spettacolo che debutterà mercoledì 3 ottobre 2018 presso il Teatro Verdi di Pordenone, dove la produzione viene allestita in residenza.

«La lettura è una forma di “teatro pieno”: ripenso spesso a quelle di Strehler, un modo straordinario per accostare la parola scritta a quella parlata». Parola di Sonia Bergamasco, attrice e regista, (Nastro d’Argento 2004, Premio Flaiano 2005 e 2016, Premio della Critica 2012, Premio Duse 2014, Ciak e Premio Alida Valli 2016), versatile e raffinata interprete, autrice ed interprete di Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere, lo spettacolo che debutterà mercoledì 3 ottobre 2018 in prima nazionale al Teatro Verdi di Pordenone, dove, proprio in queste settimane, viene allestito nell’ambito di un progetto di residenza e della coproduzione siglata dal Teatro con Orlando28.«Da poco mi sono accostata alla lettura di Primo Levi: mi ha subito colpito la qualità finissima della sua scrittura, così aderente al corpo dei personaggi che da subito produce il desiderio di portarla in scena», ha affermato l’attrice nel corso dell’incontro stampa di presentazione, che si è svolto mercoledì 12 settembre al Verdi. «Oltre a La tregua, forse la sua eredità letteraria più nota, esiste una quantità sterminata di racconti che Levi ci ha lasciato. Ho avvertito naturale pensare di tradurre in scena questi lavori: come fosse una trasformazione alchemica per irradiare il sorriso azzurro e luminoso di quest'uomo, così toccato dalla vita. Come se il corpo d'attore si prendesse carico della forma aderente a un foglio di carta. Levi si definiva “scrittore della domenica” perché la sua professione era, appunto, quella del chimico. Fino a quando la passione per la scrittura lo ha preso completamente. Sono felice di poter restituire queste due dimensioni del Levi tecnico e dello scrittore: una sorta di “centauro”, figura a lui carissima».

Sonia Bergamasco, sola in scena, restituirà alcune fra le pagine più luminose e sorprendenti di Primo Levi. Lo spettacolo, una coproduzione Orlando28 e Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, andrà in scena nell’ambito del progetto speciale “Tra letteratura e teatro”, curato da Natalia Di Iorio, e che prenderà il via giovedì 20 settembre presso il Teatro Verdi con Una e una notte, tratta da Ennio Flaiano, interpretata da Maria Paiato, ed in cartellone per il festival Pordenonelegge 2018.

In scena il pubblico si troverà di fronte ad un vero e proprio ritratto dell'autore “cucito insieme” attraverso racconti e frammenti tratti dall'opera di Primo Levi, che spaziano dalla testimonianza al racconto di fantasia, dalla poesia alla fantascienza e che consegnano, nell'estrema varietà dei generi, il timbro inalterato e inconfondibile della sua alta voce morale.  Un’attrice sola in scena allestisce un teatro dei giochi, feroce e nello stesso tempo molto umano, che parla esattamente la lingua di Primo Levi e che si stempera nel suo sorriso azzurro e dà forma e respiro alle nostre vite fragili e desideranti.  Si ride di cuore di un animale fantastico e, l’istante successivo, si rimane inchiodati ad un’incarnazione definitiva del male.  «Ero una ragazza quando lessi per la prima volta Se questo è un uomo», racconta la Bergamasco, «un libro incandescente che cambia la percezione del mondo e della Storia. Fino a non molto tempo fa, però, non ero andata oltre quella soglia, e non conoscevo l’ampiezza e la ricchezza dell’opera di Primo Levi, che è oggi uno degli scrittori italiani più conosciuti al mondo. I suoi racconti fantastici e fantascientifici (poco noti al grande pubblico) si affacciano - a cento anni dalla nascita dello scrittore - con la limpidezza e l’ironia di un classico e parlano una lingua asciutta, commovente, intimamente musicale».

Il percorso “Tra letteratura e teatro” - sostenuto da Fondazione Friuli, partner progetto Fondazione Pordenonelegge.it e media partner Radio RAI Tre - proseguirà con una storia tristemente nota alla cronaca: quella di Irina, una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle che non saranno mai più ritrovate. Concita De Gregorio ha tratto un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Mi sa che fuori è primavera sarà in cartellone al Teatro Verdi domenica 25 novembre per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, il quale ha progettato il lavoro insieme a Gaia Saitta, interprete in scena.

Arthur Schnitzler, in grado di indagare i più intimi meccanismi della psiche, analizza non senza pessimismo la degradazione dei valori individuali e culturali della sua epoca (che è ancora la nostra). La sua Signorina Else, in scena da lunedì 3 a mercoledì 5 dicembre, è un’impietosa radiografia della società austriaca negli anni Venti, un vibrante monologo interiore interpretato con straordinaria intensità dalla giovane Lucrezia Guidone, in scena con Martino D’Amico ed entrambi diretti con mano esperta e sicura da Federico Tiezzi. 

Ultima tappa giovedì 16 maggio 2019, ovvero una settimana dopo il quarantunesimo anniversario del ritrovamento della salma di Aldo Moro nel bagagliaio dela tristemente nota Renault 4 rossa in via Caetani a Roma. Dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, Fabrizio Gifuni si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia d’ Italia. Con il vostro irridente silenzio, è uno studio sulle lettere dalla prigionia e sul cosiddetto “memoriale” di Aldo Moro, che si avvale della preziosa consulenza storica di Francesco Biscione e Miguel Gotor. Un inarrestabile fiume di parole che si cercò subito di fermare, mistificare e irridere.  A quarant’anni di distanza, in pochi le hanno davvero lette. In molti hanno preferito dimenticarle.

Ex Chimico.  Primo Levi e il suo secondo mestiere (da un’idea di Sonia Bergamasco, regista ed interprete dello spettacolo; produzione: Orlando28 e Teatro Comunale Verdi Pordenone), andrà in scena in prima nazionale al Teatro Verdi di Pordenone mercoledì 3 ottobre 2018 alle 20.45. I biglietti sono disponibili a partire da giovedì 13 settembre.

 

 

 

 

 

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Ultima modifica il Domenica, 25/09/2022

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


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