Fondata sul lavoro! Al via domenica 21 novembre la rassegna di spettacoli e incontri dal vivo sulla ripartenza e sul valore del lavoro

Fondata sul lavoro! Al via domenica 21 novembre la rassegna di spettacoli e incontri dal vivo sulla ripartenza e sul valore del lavoro
Il Centro Ricerche Teatrali Scenamadre festeggia i vent’anni di attività con la Rassegna “Fondata sul Lavoro!”, progetto vincitore del Bando per il Sostegno alla Ripartenza delle attività culturali e di animazione territoriale della Regione Lazio.

Si tratta di una proposta culturale diversa e innovativa, un Festival itinerante che mette al centro il concetto stesso della Ripartenza, riflettendo artisticamente sul valore del Lavoro, in linea con le tematiche di grande rilevanza sociale che da sempre caratterizzano la produzione culturale del Centro Ricerche Teatrali Scenamadre.

La rassegna dal titolo Fondata sul Lavoro! prende a prestito le parole dell’incipit della nostra Costituzione ed è una riflessione artistica completa e complessa sul contemporaneo e soprattutto sugli effetti collaterali che la crisi pandemica ha generato in tutti gli ambiti: la perdita del lavoro, l’aumento della precarizzazione, l’incertezza sul presente e sul futuro che ha coinvolto e segnato nella stessa misura adulti e giovani.

Fondata sul lavoro si articola in tre appuntamenti: gli spettacoli Amazoniani-live (domenica 21 novembre), Pane e Coraggio (giovedì 25 novembre) e la presentazione con letture dal vivo del libro L’Edera_ per un’etica rampicante nello spettacolo (martedì 30 novembre).

Gli eventi saranno realizzati coinvolgendo il pubblico di tre città della Regione, con particolare attenzione alla peculiarità dei luoghi individuati: Monterotondo in provincia di Roma, Acquapendente in provincia di Viterbo e Roma (Labaro, periferia urbana). Un altro teatro. Un altro modo di raccontare il lavoro.

 

PROGRAMMA

AMAZONIANI-LIVE

Domenica 21 novembre ore 17.00, Teatro Comunale Ramarini (Monterotondo)

 ingresso 10 €, ridotto 5€ over 65 e under 12

AMAZONIANI!, real drama di Marco Veruggio. Regia di Daniela Giordano; musiche di Dario Arcidiacono; con Fabrizio Apolloni, Tiziana Bagatella, Daniela Giordano, Riccardo Graziosi, Valentina Martino Ghiglia, Lena Sebasti, Aldo Vinci.

AMAZONIANI nasce da un’inchiesta sul mondo dei lavoratori Amazon, i loro sogni, la loro vita concreta, le loro contraddizioni e ha utilizzato come primo media il podcast, cinque puntate realizzate dalla stessa Compagnia e pubblicate su Spreaker, e che si è sviluppato successivamente diventando uno spettacolo teatrale.  Un teatro attento agli aspetti sociali della cronaca, al legame tra economia, società e territorio e al protagonismo della gente comune. Otto attori sul palco, con un funambolico gioco di travestimento e immedesimazione, impersonano alcune decine di “amazoniani” che dialogano tra di loro sui diversi temi legati al lavoro in una successione ininterrotta e a ritmo incalzante, un’orchestra vocale che non rifugge l’ironia incorniciata in uno spartito musicale. Uno spettacolo reso ancor più attuale dal fatto che sullo sfondo compare il tema della pandemia e dell’impatto che essa ha esercitato sulla possibilità di spostamento e quindi sulla stessa vita quotidiana anche di questi lavoratori.

 

PANE E CORAGGIO

Giovedì 25 novembre ore 11.00, Teatro Comunale (Acquapendente)  

spettacolo gratuito per gli studenti Istituto Omnicomprensivo Statale “Leonardo Da Vinci”

PANE E CORAGGIO, teatro canzone, con Daniela Giordano e Danila Massimi.

Interpretato dall’attrice e cantante Daniela Giordano e dalla cantante e musicista Danila Massimi, propone un’inedita e stupefacente trama narrativa, intrecciata sul doppio binario della canzone popolare e d’autore e della Costituzione italiana.

Attraverso gli articoli, la lectio magistralis di Calamandrei e i brani musicali scelti, si approfondiscono il valore e il significato del lavoro, della sicurezza, delle pari opportunità, del rispetto delle differenze e del ruolo della donna nella società. Un’occasione molto particolare per incontrare la Costituzione, riallacciare il filo della memoria perduta con la tradizione dei canti di lotta e del lavoro, ma anche di riflettere sulla poetica di alcuni dei più formidabili cantautori italiani, Giorgio Gaber e Piero Ciampi. Gli originali arrangiamenti dei brani musicali a cura delle due interpreti, per voci chitarra e percussioni, giocati con ironia, brio e talento, aggiungono alla narrazione e alla conoscenza dei valori fondanti della Costituzione italiana, l’ingrediente della condivisione emotiva.

 

L’EDERA - per un’etica rampicante nello spettacolo

Martedì 30 novembre ore 19.00 -  Teatro Le Sedie, Labaro (Roma)

Ingresso libero

L’EDERA - per un’etica rampicante nello spettacolo, Autori Collettivo Itaca Etica, 2021 Edizioni Corsare Perugia. Presentazione del libro alla presenza degli autori e interventi artistici di lettura.

 «Aforismi di un gruppo di “teatranti”» li definisce Dino Villatico nel suo contributo; una medicina, come suggerisce il bugiardino pubblicato nell’ultima pagina, sconsigliata a chi è «allergico alla dialettica e intollerante ai calembour». Alla ricerca di un’etica o meglio di una deontologia del teatro, gli autori hanno riunito riflessioni a ruota libera, aforismi, appunto, ma anche “esercizi”, vignette, dialoghi, grafismi di sapore futurista, tutto giocato sul filo di un’ironia che non potrebbe essere più “seria”, alla ricerca di una categoria, quella degli attori di teatro, che negli ultimi anni, anche a seguito delle trasformazioni che hanno colpito il settore dello spettacolo dal vivo, sembra avere perso se stessa. Un tentativo di ricominciare daccapo, ad esempio dalla consapevolezza che quello di attori è un mestiere e che quindi non bisogna “dimenticare” di farsi pagare, di essere una categoria e che prima di firmare un contratto è consigliabile leggerlo e tenere presente che si gode di diritti fissati da un contratto collettivo nazionale. Perché se è vero che, come scrisse qualcuno, che «Milton scrisse il Paradiso Perduto come il baco produce la sua seta» è altrettanto vero, che quello dell’arte resta anche un lavoro. Un lavoro che richiede di «Uscire dall’autoinganno del dono unidirezionale, senza compenso alcuno se non l’essere in scena in sé e per sé», come scrive nel suo contributo Francesca Luciani, e che, al contempo, implica anche di avere un ruolo sociale, etico e politico, perché il teatro è politico per sua natura anche quando di politica non parla. Ma il testo è articolato in più sezioni proprio allo scopo di uscire dalla logica degli attori che parlano di se stessi per porre invece il tema più generale di una deontologia per l’intero comparto dello spettacolo dal vivo che coinvolga l’intero complesso delle relazioni tra i soggetti che ne fanno parte: dai produttori ai teatri al pubblico. Un contributo di riflessione alla ripresa di un settore ormai fermo da più di un anno, di cui tanto si è parlato, non sempre a proposito, a seguito della pandemia.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Ultima modifica il Mercoledì, 17/11/2021

Pubblicato in Teatro

 


 

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