Il coreografo e maestro di danza Alex Imburgia lancia il video #noirestiamoacasa ma torneremo presto a volare!

Il coreografo e maestro di danza Alex Imburgia lancia il video #noirestiamoacasa ma torneremo presto a volare!
Un video che rappresenta un messaggio di speranza e di conforto nel pieno della drammatica emergenza Coronavirus. #noirestiamoacasa ma torneremo presto a volare.

«La danza è la più sublime e commovente di tutte le arti perché non è una mera traduzione della vita. È la vita stessa» (Henry Havelock Ellis)

Alex Imburgia (Roma, 1970), maestro di danza e coreografo, fa parte del corpo docenti dello Ials (Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo) di Roma da oltre vent’anni. La grande passione per l’arte, intesa nelle sue molteplici sfaccettature, contraddistingue la sua intera formazione. Il primo grande amore rimane quello per la danza, un universo a cui approda dopo una lunga carriera da ginnasta. Contemporaneamente agli allenamenti ed alle prove, si iscrive alla Facoltà di Architettura e si laurea a pieni voti. Un titolo che rappresenterà per lui una soddisfazione personale in quanto l’obiettivo che, con grande impegno e sacrificio, vuole raggiungere ha un solo nome:danza. Ad essa si vota con abnegazione, passando brillantemente, attraverso le fasi di tale percorso, da allievo a ballerino professionista fino all’insegnamento ed alla coreografia.

La didattica, intesa non solo come trasmissione delle conoscenze acquisite ma anche - e soprattutto - come scambio di energia e di creatività con gli allievi, rappresenta il fulcro dell’attività artistica di A. Imburgia. Investe gran parte del suo tempo e della sua energia creativa nella costruzione della lezione, cominciare dalla scelta della musica, fino ad arrivare all’elaborazione delle variazioni tecniche e coreografiche. Ogni lezione è strutturata nella suddivisione in tre parti: riscaldamento, studio della tecnica nella diagonale, coreografia. In particolar modo queste ultime due variano continuamente per contenuto e per stile, con l’obiettivo di permettere agli allievi di esplorare tecnicamente ed artisticamente i più differenti stili coreografici ed interpretativi del variegato universo della danza moderna.

Ha fatto parte di celebri corpi di ballo negli spettacoli di artisti come Enrico Montesano, danzando in alcuni fra i più importanti teatri italiani, quali il Sistina di Roma ed il Teatro Greco di Taormina (ME). In tv ha ballato in numerosi varietà fra cui Faccia Tosta (su Rai Uno), La notte degli Oscar e La Piscina, entrambi su Rai Tre.

Ha realizzato importanti coreografie (fra cui ricordiamo Tutto suo padre di - e con - Enrico Brignano e Pensée dans le Rouge al Teatro Signorelli di Cortona - AR) ed è stato direttore artistico e presentatore della prima e della seconda stagione del talent show Dance School, in onda su Sky Tv.

Nel 2018 Alex Imburgia ha pubblicato Il saggio di danza (Viola Editrice), il suo primo romanzo, da lui dedicato al “motore” della sua vita: la danza.

«Si può ballare cento, mille, milioni di volte su quelle assi di legno ma ogni volta che la punta tocca il pavimento e il corpo si libra leggero quasi a sfiorare gli angoli più alti del sipario, è sempre una sensazione unica, irripetibile che inebria e ammalia come un’eccitazione mai provata prima» (A. Imburgia)

«È sempre ipnotico ammirare il paesaggio che scorre davanti agli occhi dal finestrino di un treno, mi sembra quasi di guardare un film (a una velocità un po’ accelerata, in effetti) ma quel susseguirsi di immagini veloci, al di là del vetro, mi rapisce ogni volta come fosse la prima. Ora poi, quest’aria di inverno, rende tutto un po’ più malinconico, è vero, ma anche più suggestivo e, addirittura, emozionante» (Alex Imburgia, Il saggio di danza, Viola, Roma 2018)

«“Un ballerino danza perché il suo sangue danza nelle vene”. Così definiva il suo amore per questa disciplina Anna Pavlova, la danzatrice più famosa del XX secolo. C’è una specie di fuoco che pulsa nei cuori di chi ha sposato la danza e che permette di affrontare la fatica e i sacrifici con la consapevolezza che ogni sforzo, anche il più grande, sarà ripagato dalla bellezza del gesto, dall’emozione di calcare le tavole del palcoscenico e dal lasciarsi trasportare dalla musica. Nel suo romanzo, Alex Imburgia, celebra il suo grande amore per quest’arte e si rivela a noi come un uomo appagato che riesce a fondere dentro di sé due grandi passioni: l’architettura e la danza. Potrebbero sembrare inconciliabili ma, in realtà, sono molto più vicine di quanto possa sembrare. L’architettura, attraverso le sue forme, è in grado di rendere dinamica l’immobilità, così come la danza crea un’architettura del movimento. L’autore racconta una storia ambientata in una scuola toscana che rappresenta, più universalmente, l’ambiente, i personaggi e le situazioni reali che possiamo ritrovare in qualsiasi Accademia di danza nel mondo. Lo sguardo di Alex Imburgia si posa, con ironia e anche con divertimento, sulle vicende, spesso tragicomiche, che precedono il debutto di una grande serata, rendendo la lettura piacevole e leggera, come spesso sono i fatti della vita. La danza, in questo romanzo, si fa anche metafora della stessa esistenza per evidenziare come, attraverso questa disciplina, i giovani possano trarre insegnamento, mettendosi alla prova, guardando criticamente se stessi per superare i propri limiti, coltivare i propri pregi e soprattutto, imparare a cadere per poi rialzarsi e continuare ad amare e credere nelle proprie capacità grazie al corpo che non si separa mai dall’anima. Danzare vuol dire anche sognare di avvicinarsi alla perfezione, raggiungere uno stato di grazia per essere liberi pur dentro un vortice di sentimenti al fine di crescere, diventare donne e uomini mossi dall’amore per quest’arte sublime che si attraversa in punta di piedi, alla ricerca costante di equilibrio e di armonia» (Vladimir Derevianko, Prefazione a Alex Imburgia, Il saggio di danza, Viola, Roma 2018)

Un romanzo strutturato come un lungo flashback del narratore: un Maestro che sta andando a svolgere l’ennesimo stage in una città del Nord. In treno, mentre osserva il paesaggio scorrere velocemente di fronte ai suoi occhi, si abbandona ai ricordi. In particolar modo, gli torna in mente la serata di un saggio che, come il lettore scoprirà in seguito, è stata per lui particolarmente importante. Comincia allora a raccontare le differenti tipologie di insegnanti e di allievi che ha incontrato nei molti anni trascorsi dall’inizio della sua carriera. Il tono della narrazione è leggero e divertito, a tal punto colui che racconta si concede sovente battute esilaranti ed ironiche considerazioni sui personaggi (molti fra loro un po’ sopra le righe) che popolano il variegato mondo della danza ma non solo. Mentre è in viaggio il narratore descrive i retroscena di quel saggio di danza che, per i protagonisti, rappresenta un vero e proprio punto di svolta, sia nella professione sia nella vita privata. Nel libro troviamo la direttrice della scuola, gli allievi e le allieve talentuose, una madre molto apprensiva e decisamente originale, ma non mancano storie d’amore e di amicizia. Non tutte finiranno bene ma ogni personaggio, con la sua storia, simboleggia un’età della vita in cui si prendono le decisioni importanti che segneranno il futuro. La forza del racconto risiede proprio nelle profonde emozioni che contraddistinguono le azioni dei maestri e degli allievi alle prese con l’ansia e l’eccitazione che anticipano la serata del saggio, intesa come coronamento di un lungo periodo di lavoro e di impegno.

L’obiettivo del libro è fondamentalmente quello di celebrare l’amore puro per la danza. Una passione che richiede spirito di abnegazione e di sacrificio ma che, con la soddisfazione e la gioia di una performance eseguita al meglio, è in rado di ripagare ogni singola stilla di sudore versata per tale straordinaria disciplina. La solidarietà, l’onestà dei sentimenti, la tenacia nel perseguire i propri obiettivi e nel realizzare i propri sogni sono alla base di tale romanzo che, attraverso una narrazione leggera ed ironica - e nello stesso tempo non priva di emozioni autentiche - vuol rendere omaggio alla musa Tersicore. Non mancano le sorprese ed il colpo di scena finale rappresenterà il coronamento di un’avventura umana che diverte - e commuove - i lettori di ogni età, e non necessariamente solo gli appassionati di danza.

Il saggio di danza di Alex Imburgia, pubblicato da Viola Editrice (Roma), è stato presentato per la prima volta nell’ottobre 2018 presso la libreria Red Feltrinelli di via del Corso. In quell’occasione l’autore è stato intervistato dalla giornalista Rai Roberta Ammendola. Presente all’evento anche l’autore della prefazione del libro; una figura d’eccezione: Vladimir Derevianko (classe 1959), uno fra i maestri e coreografi più acclamati della scena internazionale contemporanea (si formò come danzatore presso la Scuola del Bol’šoj di Mosca, di cui alla fine degli anni Settanta divenne primo ballerino interpretando la maggior parte dei ruoli principali del repertorio classico. Nei successivi trentacinque anni ha danzato con alcune fra le più grandi étoiles internazionali - Viviana Durante, Eva Evdokimova, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Evelyne Hart, Elisabeth Maurin, Luciana Savignano, Elisabetta Terabust - e ricevuto prestigiosissimi premi, fra cui il Benois de la Danse conferitogli al Bol’šoj).

Il video di Alex Imburgia #noirestiamoacasa ma torneremo presto a volare, dedicato agli artisti del mondo della danza -  ma, leggendo “fra le righe”, si tratta di un video dedicato ad ognuno di noi, con l’augurio di tornare a vivere ed a lavorare in modo normale, nonché a sognare ed a “volare” - è visibile su YouTube al link

https://www.youtube.com/watch?v=1BaYpt-Vmpo&feature=youtu.be&fbclid=IwAR2kW1QpVwg8frQCImirlhPxNnItXhZDLV_Y5Oumtajvi4KMwJxDnjXGy-A

 

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Ultima modifica il Venerdì, 27/03/2020

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.