Il delegato, serata all'Ambra Jovinelli in omaggio a Giulio Pastore

Il delegato, serata all'Ambra Jovinelli in omaggio a Giulio Pastore G. Currado © AGR
Si è svolto il 14 ottobre nel Teatro Ambra Jovinelli la rappresentazione dal titolo “Il Delegato”, spettacolo teatrale tratto dal libro “Dialogo tra generazioni. Sul ruolo del delegato”, di Ludovico Ferro. 
Il libro, pubblicato dall’editore Franco Angeli, raccoglie i risultati di una ricerca sociologica sull’evoluzione del ruolo del delegato sindacale e li comunica in forma di saggio e sceneggiatura teatrale. Di Onofrio Rota, Segretario generale della Fai Cisl, l’idea di trasformare il tutto in un vero spettacolo.  "Questo spettacolo – afferma il leader della Federazione agroalimentare e ambientale della Cisl – lo abbiamo pensato in maniera molto umile e partecipata, con il semplice intento di raccontare il mondo del lavoro con strumenti diversi da quelli soliti. È un progetto artistico, in continua evoluzione, che si nutre anche dei feedback che riceviamo dai territori, dalle persone. Una sfida complessa, in puro stile Cisl e Fai Cisl. Ci piacerebbe allargare sempre più la platea, riuscire a comunicare non solo coinvolgendo gli “addetti ai lavori” ma anche cittadini comuni, società civile, scuole. È anche questo un ottimo modo di rendere omaggio a Giulio Pastore: rilanciare la sua idea di sindacato nuovo, libero, democratico. Un soggetto, come hanno ricordato stamattina il Prof. Carera, De Rita, e gli altri relatori intervenuti al convegno della Cisl, incubatore di intelligenze, una organizzazione che sotto la guida di Pastore riusciva a includere, a coinvolgere. Un soggetto anche pluralista, nato per mettere insieme e costruire, superando la visione di un sindacato semplicemente antagonista, assoggettato alla politica e ai partiti.
Dunque un messaggio attualissimo, che vogliamo far rivivere anche in questo piccolo racconto, in questo spaccato sulla figura del delegato".
A seguire, il saluto di Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl: "La grandezza di Pastore è stata quella di sganciare il movimento sindacale dai condizionamenti organici alla politica, di costruire un modello associativo libero, ispirato alla dottrina sociale ma laico, scollegato da dottrine ideologiche e improbabili missioni storiche, legittimato esclusivamente dal mandato conferito dai soci-lavoratori. Un'organizzazione pienamente e fieramente autonoma, che esercita il proprio ruolo sindacale e politico in maniera libera, pragmatica, non subalterna alla politica. E che pertanto diventa pilastro essenziale di controllo democratico e di sviluppo".
 
Il testo, è stato affidato al regista teatrale e di cinema Alessio Nardin, che ne ha liberamente tratto una drammaturgia che si sviluppa in maniera originale, e a sua volta in un percorso di ricerca, tra recitazione e materiali video. In scena gli attori sembrano essere delle maschere basate, come del resto tutte le maschere, sullo stereotipo e sull'iperbole e si muovono in uno spazio non troppo definito. Le maschere poi via via cadono mostrando la specificità e la profonda umanità delle persone e ciò avviene anche e soprattutto grazie alla forza del racconto visivo, questa volta del tutto reale anche se mediato e costruito in forma di docufilm. Lo spettacolo non racconta una storia ma una parte ormai poco conosciuta del mondo del lavoro. Non si rivolge soltanto ad un pubblico che afferisce a questo mondo, ma prova ad aprire degli spiragli per una ri-scoperta e un ri-conoscimento presso il mondo sociale nella sua eterogeneità e generalità.
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Ultima modifica il Martedì, 15/10/2019

Pubblicato in Teatro
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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