La grana di Marco Zordan e Alessandro Di Somma debutta al Teatro Trastevere

La grana di Marco Zordan e Alessandro Di Somma debutta al Teatro Trastevere
Ha debuttato martedì 29 ottobre 2019 al Teatro Trastevere - via Jacopa de’ Settesoli 3 - la pièce di Marco Zordan e Alessandro Di Somma “La grana”, regia di M. Zordan, interpretata da Alberto Brichetto, Cristiano Arsì, Mariano Viggiano, Sonia Remorini, Elena Biagetti, Valentina Guaetta e Giorgia Lunghi, e liberamente ispirato alla sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini “La notte brava”.

«Roma, Trastevere, primi anni ’60. Due ragazzi di borgata alle prese con la ricettazione di alcune armi, innescano una girandola di azioni e colpi di scena che in una sola giornata stravolgeranno le loro esistenze. Il boom economico, la tv, l’America e il nuovo stile di vita urbano, si insinuano talmente nella mente dei nostri protagonisti fino a far vivere loro una giornata al limite della legalità, per un pugno di lire… solo per un giorno “alla grande”. Punto di partenza, qualche arma da ricettare, punto di arrivo, sicuramente in basso, da ricercare in qualche bar o dancing o ciglio di una strada. Di sfondo una Roma dove pezzo dopo pezzo si sgretola la solidarietà, vero collante del proletariato urbano. Una corsa sfrenata come un treno in corsa, dove i passeggeri non guarderanno mai fuori dal finestrino, per vedere tutto ciò che si lasceranno alle spalle» (da La grana)

«Il tema del sopravvento economico rispetto a quello morale nella vita politica e sociale, ci sembrava più che mai attuale, in un momento storico in cui le scelte di governo vengono sempre più limitate da un economia globale che ormai detta le regole senza più subirle, ed una società in cui l’essere “famosi” o per meglio dire, “riusciti” è senza dubbio il primo desiderio delle nuove generazioni» (Marco Zordan e Alessandro Di Somma)

Opera pasoliniana, La grana è uno spettacolo su tutto ciò che si fa, si farebbe, si arriva o si arriverebbe a fare in nome di alcune banconote. Una giostra di emozioni e colpi di scena, di suggestioni ed ironia alla fine della quale non esisteranno vincitori ma solo vittime. La messa in scena riflette l’allucinazione collettiva generata dalle chimere economiche da cui il sottoproletariato cominciava ad essere colpito. La disgregazione sociale che Pier Paolo Pasolini ha sempre denunciato nella sua intera produzione artistica (da scrittore, da saggista, da giornalista e, ovviamente da regista e sceneggiatore) affiora qui attraverso un uso della scenografia che sottolinea la vacuità degli oggetti - fine ultimo di ogni sforzo economico -, trasformati in elementi fuoriusciti da una discarica o da uno sfasciacarrozze. La recitazione naturale ed iconica tipica del cinema di quegli anni completa l’opera di distanza fra i personaggi sul palco ed un pubblico che assiste – passivamente, ma nello stesso tempo partecipando - alla lenta discesa nelle bassezze morali di una generazione pronta a tutto.

Marco Zordan e Alessandro Di Somma realizzano un amaro ed efficace spaccato sul bisogno, sull'avidità umana (a volte indotta dal bisogno, altre volte solo in parte, altre ancora no) e sul quanto i "soldi facili", di fatto, siano effimeri. Tutto ciò che è stato raggiunto può sparire nel giro di qualche minuto ed i rapporti fra i personaggi rischiano di capovolgersi di continuo. Da antologia il dialogo di Scintillone con i tre teschi e le scene musicali e di ballo ("Criminal Tango", "Come prima più di prima" di Toni Dallara - canzone del '59, ovverosia lo stesso anno di "La notte brava" di Mauro Bolognini - Fred Buscaglione), perfette per allontanare (sia pur solo per qualche ora) i personaggi dalle loro grame esistenze in cui, inesorabilmente, saranno destinati a ripiombare l'indomani mattina, appena finita la "grana". 

Lo spettacolo è la prima messa in scena della compagnia Spoon Tiber Teatro.Nata all’interno del Teatro Trastevere come “braccio armato artistico” e diretta diramazione delle attività del teatro ha come obiettivo fondamentale quello di essere un tentativo di collettivo artistico under 30 che mette al centro della sua produzione la narrazione e la riflessione sul presente.

La grana di Marco Zordan e Alessandro Di Somma (regia: M. Zordan; interpreti: Alberto Brichetto, Cristiano Arsì, Mariano Viggiano, Sonia Remorini, Elena Biagetti, Valentina Guaetta, Giorgia Lunghi; produzione: Spoon Tiber Teatro), liberamente ispirato a La notte brava (1959) di Mauro Bolognini, scritta da Pier Paolo Pasolini (il quale, fra il ’57 ed il ’60, collaborò con M. Bolognini anche alle sceneggiature di Marisa la civetta, Giovani mariti, Il bell’Antonio e La giornata balorda), rimarrà in scena al Teatro Trastevere fino a domenica 3 novembre 2019.

Dopodiché la stagione 2019/2020 del Teatro Trastevere proseguirà con Dolce attesa per chi? di Betta Cianchini (regia: M. Maltauro; produzione: Aut-Out), in scena da martedì 5 a domenica 10 novembre 2019; Agostino (contro tutti) di Massimiliano Bruno (regia: G. Pontillo; produzione: Associazione Culturale Opera), da venerdì 15 a domenica 17 novembre 2019; Chi è la bestia? di E. Bilotta (regia: E. Bilotta), da martedì 26 novembre a domenica 1° dicembre 2019; 

Claustrofobia di Gianni Quinto (regia: G. Quinto), da martedì 3 a domenica 8 dicembre 2019; Neuro Ladies di A. Merico, S. Guandalini, V. Milaneschi (regia: P. Cigliano; produzione: Venerarti), in scena giovedì 12 e domenica 22 dicembre 2019; Guerriere di Giorgia Mazzuccato (regia: G. Mazzuccato), in scena da venerdì 13 a domenica 15 dicembre 2019;

I fisici di Friedrich Durrenmatt (regia: E. Banella), in scena da martedì 17 a domenica 22 dicembre 2019; Se fossi fico di Locci, Trombetti e D’Ostuni (regia: Daniele Trombetti; produzione: I Parzialmente Scremati), da venerdì 27 dicembre 2019 a lunedì 6 gennaio 2020.

Il nuovo anno si aprirà con Caligola di Albert Camus (regia: R. Del Monte, V. Rosati; produzione: Associazione 3Monkeys), in scena da giovedì 9 a domenica 12 gennaio 2020, e proseguirà con Guardavamo gli altri ballare il Tango di G. Caminito (adattamento: M. Tiberti; regia: G. Mortelliti), in scena da giovedì 16 a domenica 19 gennaio 2020).

Da martedì 28 gennaio a domenica 9 febbraio 2020, la rassegna Trastestorie comprenderà sei  pièces (Mare di Francesca Pica - regia: F. Pica -, in scena martedì 28 e mercoledì 29 gennaio 2020; Mi chiamo Giuseppe di Enrico Vulpiani - regia: E. Vulpiani -, giovedì 30 e venerdì 31 gennaio 2020; Più della mia vita di Elisa Mascia - regia: Gabriella Praticò; produzione: Susta -, sabato 1° e domenica 2 febbraio 2020; Il dottore e lo specialista di Marco Valeri - regia: M. Valeri; produzione: I Guastafeste -, in scena martedì 4 e mercoledì 5 febbraio 2020; I baffi di Angelica di Mosè Previti - regia: Rosaria Sfragara -, giovedì 6 e venerdì 7 febbraio 2020; Gli arrovesciati di Giorgio Cardinali - regia: Marco Luly; produzione: Teatro Azione -, sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020.

Dopodiché si proseguirà con Nuoce gravemente alla salute di Alessandra Silipo (regia: A. Silipo), in scena da martedì 11 a domenica 16 febbraio 2020; Come 3 aringhe di M. Falaguasta (regia: Leonardo Buttaroni; produzione: Tramattori, in scena da martedì 18 a mercoledì 26 febbraio 2020; Girotondo - Riffa d’amore per tre personaggi di Arthur Schnitzler (regia: Flaminio Perez; produzione: la Corporazione), da giovedì 27 febbraio a domenica 1° marzo 2020.

Da martedì 3 a domenica 15 marzo 2020, la rassegna Tales of Women abbraccerà cinque pièces (Nata di giovedì di M. Dema - regia: G. Cappuccio; produzione: Aretè -, in scena martedì 3 e mercoledì 4 marzo 2020; Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame - regia: V. Risso; produzione: Teatro al Femminile -, in scena giovedì 5 e venerdì 6 marzo 2020; madri di di G. Corradi - regia: Silvia Vallerani -, mercoledì 11 e giovedì 12 marzo 2020; Lui torna sempre di Andrea Franco - regia: A. Franco -, venerdì 13 e sabato 14 marzo 2020; Synesthesia (coreografie di G. maglia), domenica 15 marzo 2020.

Dopodiché la stagione continuerà con Capitano Ulisse di Alberto Savinio (regia: A. Martella; produzione: Hangar Duchamp), in scena da martedì 17 a domenica 22 marzo 2020; Come quando fuori piove di Paolo Congi (regia: P. Congi; produzione: Compagnia Versus), da martedì 24 a domenica 29 marzo 2020;

Sei sicuro che le bombe delle 6 non fanno male? di A. Bonanni, G. Deanna e Emiliano Morana (regia: G. Deanna), da martedì 31 marzo a domenica 5 aprile; Completamente esaurito di Becky Mode (regia: A. Di Francesco), martedì 7 e mercoledì 8 aprile,

Phoenix di Don Fried (regia: Vittoria Citerni di Siena), da martedì 14 a domenica 19 aprile 2020; Radiodrammi di Friedrich Durrenmatt (regia: F. Galadini), per la prima volta portati in scena in Italia (da martedì 21 a domenica 26 aprile 2020);

Excelsior di A. Callerame, da martedì 28 aprile a domenica 3 maggio 2020; La notte finisce all’alba (regia: G. Moretti; produzione: Extravagarte), tratto da Spettri di Henrik Ibsen ed in scena da martedì 5 a domenica 10 maggio 2020;

Rinoceronti (regia: L. Zago; produzione: Vox Animi, da giovedì 14 a domenica 17 maggio 2020; Elisir - Il paese delle favole di Italo Calvino (regia: V. Viti; produzione: Manaus opera), in scena da martedì 19 a domenica 24 maggio 2020.

La stagione 2019/2020 del Teatro Trastevere si chiuderà con La teoria delle scale di E. La Rosa e F. Astrei (regia: E. La Rosa, F. Astrei), in scena da giovedì 28 a domenica 31 maggio 2020.

Da martedì 2 a sabato 6 giugno 2020 avrà luogo la decima edizione di Inventaria. Organizzato e prodotto dalla compagnia DoveComeQuando, dal 2010 Inventaria, affidato alla direzione artistica di Pietro Dattola, chiude la stagione teatrale della Capitale invitando le compagnie di tutta Italia e dall’estero a partecipare alla sua festa del teatro off che, come avvenuto nel giugno 2019, verrà divisa in più blocchi temporali ed ospitata in più teatri di diffeerenti quartieri della Capitale.

Inoltre, in altre sei domeniche (10 novembre e 15 dicembre 2019, 12 gennaio, 9 febbraio, 15 marzo e 6 aprile 2020) troveremo Sandei - Le domeniche degli appiccicaticci, a cura di Tiziano Storti. In altre sei domeniche (3 novembre e 8 dicembre 2019, 19 gennaio, 16 febbraio, 8 marzo e 5 aprile 2020) Shakespeare in Wine, aperitivo con spettacolo, format di Antonella Calabrese ed a cura della compagnia Le Chat Noir.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 31/10/2019

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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