La notte finisce all’alba di Henrik Ibsen al Teatro Trastevere

La notte finisce all’alba di Henrik Ibsen al Teatro Trastevere
Debutterà in prima assoluta martedì 22 marzo 2022 al Teatro Trastevere - via Jacopa de’ Settesoli 3 - la pièce “La notte finisce all’alba”, liberamente tratta da “Spettri” di Henrik Ibsen, drammaturgia e regia di Giancarlo Moretti ed interpretata da Alessandro Calamunci Manitta, Giovanna Cappuccio, Ilaria Fantozzi, Vincenzo Longobardi, Mauro Toscanelli e con la partecipazione di Ornella Lorenzano.

Spettri è uno fra i capolavori della drammaturgia di Ibsen e di tutta la letteratura teatrale della fine dell’Ottocento; in esso l'autore ha tessuto una rete di relazioni fra personaggi così fitta e profonda, che dà al testo ricchezza di originali spunti di riflessione e di lavoro attoriale, registico ed in questo caso anche autoriale.

La notte finisce all'alba prende il filo delle “paure” conosciute ed inconsce di Helene, Osvald (suo figlio), Regine (figlia illegittima di Alving), Manders (amico di famiglia), i protagonisti della vicenda narrata da Ibsen, tutti segnati dal passaggio nella loro vita del malefico Alving. Tuttavia ora, a differenza del testo di Ibsen, tutti avranno la possibilità di tornare indietro nel loro tempo, di trovarsi di fronte all’origine delle loro sofferenze, perché quel personaggio, Alving, che nel testo originale non appare perché già morto da anni, in tale riscrittura si materializza e prende parte al dramma che poi diverrà tragedia.  Gli “spettri” ora diventano “realtà” e le “paure” divengono odio, amore, violenza, pietà, innocenza, disperazione, coraggio. Ora i personaggi hanno la possibilità di affrontarle e non rimanerne vittime anche se il loro destino rimarrà comunque segnato dalla tragedia della ferita morale e fisica.

La notte finisce all'alba entra dunque all'interno del testo di Ibsen per un suo significativo libero adattamento e riscrittura attraverso tagli ed inserimento di nuove scene, per una messa in scena indirizzata a coglierne questo aspetto così “perturbativo” e rivelatore dell'essenza fragile, vitalistica e tragica dell’animo umano. La cifra registica è in una ricerca di naturalezza onirica che conduca lo spettatore dalla realtà al sogno passando attraverso il perturbante. Parola, azione, gesto, musica in un’ambientazione che sposta la vicenda dagli anni a cavallo fra Ottocento e Novecento agli anni Sessanta del Novecento, entrambi visti come momenti di “transizione” morale nella società occidentale.

 

La notte finisce all’alba, libero adattamento e riscrittura da Spettri di Henrik Ibsen - drammaturgia e regia: Giancarlo Moretti; interpreti: Alessandro Calamunci Manitta, Giovanna Cappuccio, Ilaria Fantozzi, Vincenzo Longobardi, Mauro Toscanelli e con la partecipazione di Ornella Lorenzano; scene e costumi: Paola Salomon; foto di scena: Luciano Risa; produzione: Associazione culturale Extravagarte - rimarrà in scena al Teatro Trastevere fono a domenica 27 marzo 2022 (Giornata Mondiale del Teatro, la prima dal 2019 ad esser vissuta nuovamente con i teatri aperti, dopo due anni di chiusure e restrizioni).

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Ultima modifica il Sabato, 19/03/2022

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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