Legittima difesa dossier di Ilenia Costanza al Teatro Lo Spazio

Legittima difesa dossier di Ilenia Costanza al Teatro Lo Spazio
Andrà in scena martedì 23 e mercoledì 24 novembre 2021 alle ore 21.00 al Teatro Lo Spazio - via Locri 43 - lo spettacolo di Ilenia Costanza “Legittima difesa dossier”, regia di I. Costanza ed interpretato da Marta Iacopini, I. Costanza, Moira Angelastri, Ilaria Bordenca, Cristiana Esposito, Brianda Carreras, Luigi Pisani, Totò Costanza e Enzo Piscopo. Ouverture di Alda D’Eusanio.

Il palcoscenico del Teatro Lo Spazio il 23 e il 24 novembre alza il sipario su Legittima difesa dossier, spettacolo sulla violenza di genere scritto e diretto da Ilenia Costanza.

Lo spettacolo è stato promosso e realizzato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e vede in scena un cast graffiante e un’ouverture affidata alla giornalista Alda D’Eusanio e ad una Kermesse di artisti sensibili e impegnati contro il femminicidio.

La pièce, drammaticamente poetica, libera una scia di donne che, al di là della razza o del credo religioso, raccontano un dolore.  Vittime di violenze legittimate da culture e religioni, giustificate dal bisogno, scatenate dalla furia del branco, generate dalla mente morbosa di padri deboli, degenerate dalla stanchezza di coppie infelici, scaturite da malsani sensi di inferiorità. Tale dossier descrive la violenza sulle donne: fa i nomi, racconta le modalità, sussurra le emozioni... alcune storie per tante “femmine” a cui è stata strappata l’anima. Storie drammaticamente vere, viste di sfuggita nei telegiornali all’ora di pranzo o di cena e poi subito dimenticate da una società inerme e scandalosamente assuefatta ad ogni tipo di nefandezza.    

Hina Saleem, vent’anni, uccisa a Brescia per aver amato un ragazzo italiano; Dalia, moldava, venduta dalla nonna a dodici anni e portata su una nave come prostituta; Deborah Rizzato, venticinque anni, violentata, perseguitata e infine assassinata per essere stata inconsapevole oggetto di morbosi desideri; Franca Rame, stuprata da quattro uomini e poi abbandonata al parco. E poi le testimonianze dei riti della circoncisione delle adolescenti del Mogadiscio, i piedi torturati delle bambine cinesi, i seni stirati delle donne del Camerun. E ancora i drammatici racconti delle baby prostitute orientali tanto care agli uomini bianchi, la tratta delle bianche portate in Italia come badanti e poi gettate in strada, gli stupri durante le guerre, le bambine con la testa sotto le lenzuola davanti a madri che insegnano loro il silenzio, donne sfinite da mariti dispotici e aggressivi, picchiate a sangue, sovente uccise.

Un’assurda schiera di donne che non ci sono più, che non possono più gridare, perché non lo hanno fatto prima, che non possono più denunciare questo scempio, perché non hanno avuto la forza di farlo prima: Luigia Mambretti, sessantatré anni, uccisa a colpi di pistola dal marito a Milano; Rosalia di Maggio, quarant’anni, uccisa con arma da fuoco dall’ex fidanzato a Ravenna; la piccola Greta, dieci anni, uccisa con arma da taglio dal padre a Bologna; Eleonora Donadoni, trentaquattro anni, uccisa a coltellate dal marito a Roma; Giovanna Telese, sedici anni, uccisa a colpi di pietra dall’ex fidanzato a Foggia; Felicia Semeraro, trentadue anni, uccisa a martellate dal convivente a Taranto; Maria Pia Scuto, quarantun anni, decapitata dal marito a Catania... e molte, troppe ancora.

In chiusura, viene gridata una denuncia, viene alzata la testa davanti a un pubblico inerme, come inerme a tratti appare la società̀ davanti a questa vera e propria strage di innocenti.

È un grido. L’ennesima provocazione alla pigra morale comune. A chi la colpa? È giusto additare solo la mitologica bestialità del maschio? Forse no. Perché in molti casi «un uomo oppressivo ha una madre che gli ha trasmesso una cultura. Il maschilismo è come l’emofilia: colpisce l’uomo, ma è trasmesso dalle donne».

 

Legittima difesa dossier di Ilenia Costanza (regia: I. Costanza; assistente alla regia: Laura Bonfiglio; musiche originali: Graziano Mossuto - il brano “la vita in te”, di Mossuto-Costanza è cantato da Noemi Smorra -; luci: Gloria Mancuso; scene e costumi: I. Costanza; videoproiezioni: Lillo Sorce; trucchi speciali in video: Enzo Piscopo; interpreti: Marta Iacopini, I. Costanza, Moira Angelastri, Ilaria Bordenca, Cristiana Esposito, Brianda Carreras, Luigi Pisani, Totò Costanza, Enzo Piscopo; in video anche Alessandra Mortellitti, Giorgia Visani, Rossana Colace e Carlotta Gargiulo; produzione: I Vetri Blu & Il Centro Studi La Parabola) sarà in scena al Teatro Lo Spazio martedì 23 e mercoledì 24 novembre 2021.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 18/11/2021

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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