Mille x una. Ora sugnu talianu di Giuseppe Piccione al Roma Fringe Festival

Mille x una. Ora sugnu talianu di Giuseppe Piccione al Roma Fringe Festival
Andrà in scena lunedì 6 e martedì 7 gennaio 2020 al Mattatoio-La Pelanda - in zona Testaccio - nell’ambito del Roma Fringe Festival il monologo di Giuseppe Piccione “Mille x una. Ora sugnu talianu”, vincitore del Premio Fersen 2019 per la Miglior Regia - Veronica Boccia e Massimo Boschi - ed interpretato da G. Piccione.

 

«È sempre così. Sempre. Accade che la verità venga scritta, ma non sia letta, e se letta, non creduta; e se creduta, non presa in considerazione; e se presa in considerazione, non tanto da cambiare i comportamenti, da indurre ad agire di conseguenza» (da Mille x una. Ora sugnu talianu)

 

«Sono passati ormai centocinquantacinque anni dall’Unità d’Italia, dal momento zero, il punto di partenza che ci ha identificati come un unico popolo, che ci ha donato un'identità socio-culturale, un'appartenenza politica, un'uguaglianza di diritti e di intenti. Ma cosa si nasconde dietro a questa grande conquista? Chi furono gli artefici? Chi i generali e chi i soldati? Chi i vincitori e chi i vinti? Dove si combatterono le battaglie più famose?

Tante, troppe domande da affrontare, troppi nomi da ricordare, troppe date da imparare... e troppi uomini da piangere, ancora. Ogni popolazione ha la sua storia da raccontare, le vittorie, le sconfitte, le grandi gesta pubbliche che passano per i piccoli ostacoli quotidiani, le storie di vita di chi ha creduto, lottato, di chi è caduto e si è rialzato. Milioni di storie, milioni di gesti, milioni di occhi, milioni di punti di vista... Noi ne abbiamo scelto uno: quello dei “picciotti” della Sicilia, la mia terra d'origine. Lo spettacolo è suddiviso in tre quadri, i tre momenti cruciali della vita patriottica del protagonista, Gaetano: l’estremo fervore nell'aiutare Garibaldi e i suoi mille guerrieri a sconfiggere i Borboni; la delusione e rassegnazione per le promesse non mantenute dal nuovo Stato (“si stava meglio quando si stava peggio”) ed infine, una morte fisica, ma non di ideale, che porta con sé un'importante eredità: sul finale la scena si sposta ai giorni nostri, per dar voce a uno dei nipoti di Gaetano e al suo tentativo di ridare dignità alla vita patriottica del nonno elevandosi, egli stesso, a nuovo padre di quell’ideale patriottico, di quell'“Italia, Nazione, Una, Indipendente, Libera, Repubblicana”. Un monologo a due volti, ma dalle mille anime, che ripercorre i momenti salienti dell'Unità e gli sconvolgimenti in terra di Sicilia; lo stupore, lo smarrimento, l'esaltazione, la delusione, la speranza, il rammarico, che portarono i siciliani dalla condizione di isolani a quella di “Italiani”. Siamo tutti fratelli… d’Italia? O riscopriamo il nostro patriottismo solo negli stadi? Siamo tutti Italiani… anche noi Siciliani. E dobbiamo ricordarci di esserlo sempre e comunque. In fondo tutto è partito da lì, dalla Sicilia. Era il 4 aprile 1860. “Io sarò il padre di quell’ideale… Ri-Benvenuta Italia”» (Giuseppe Piccione)


Un ragazzo siciliano di oggi, come ce ne sono tanti, italiano eppure “isolano”, italiano eppure “terrone”, italiano... Uno status comune, a cui non si dà più tanta importanza, ma che è costato caro a chi ha lattato, sperato, creduto, a chi è morto per quel riconoscimento, per quell’ideale. Come Gaetano. Uno qualunque, in quel gruppo di “picciotti” che hanno chiesto alla mamma di cucire loro una camicia rossa per seguire Garibaldi, che hanno lasciato tutto, la casa, l’amore, per seguire un ideale, per raggiungere l'Italia; che sono partiti lasciandosi tutto alle spalle e che non hanno più fatto ritorno, incapaci di mantenere quell’unica promessa fatta ai propri cari: «io non mi faccio ammazzare».


Ma se fosse stato tutto vano? Il ragazzo di oggi si guarda intorno: è una continua lotta coi pregiudizi, una continua corsa per colmare il divario col nord, un divario che non deve avere ragione di esistere, ma che eppure è sulla bocca di tutti; vede la terra che ama descritta solo per luoghi comuni; un' italianità che non è senso di appartenenza, ma un banale stato esistenziale che si trasforma in orgoglio patriottico solo ogni quattro anni, quando il calcio ci ricorda che siamo un'unica Nazione e ci porta a sventolare un impolverato tricolore. Il ragazzo di oggi si guarda intorno e decide che non è per questo che centinaia di uomini (padri, mariti, figli) sono morti, che di lavoro ce n'è ancora tanto, che quell'ideale deve tornare a vivere dentro ognuno di noi. E decide di combattere per quello.

 

La Compagnia

«Noi ci sentiamo “figli del Kàos” e per questo vogliamo cercare, attraverso le nostre attività, sia a livello formativo che performativo, un pizzico di equilibrio per vivere meglio il qui e ora, cardine principale del Teatro» (Kàos Teatri)

Kàos Teatri è un’associazione culturale atta a promuovere e diffondere teatro in tutte le sue sfaccettature, che ha preso vita dall’incontro di quattro personalità diverse ma incredibilmente affini, conosciutesi tra le assi del palcoscenico e accomunate da una forte passione e voglia di fare e “dis-fare” teatro.

Nasce nel 2015 da una costola di una delle realtà più fiorenti e all’avanguardia di Parma, il Teatro del Cerchio, come naturale seguito di una costante formazione attoriale singola e di gruppo, nata all’interno dalla “Piccola scuola di Teatro” del Teatro del Cerchio e continuata anche fuori dal territorio parmigiano, che ha dato modo ai singoli di ampliare e approfondire diversi campi di esperienza; tra tutti un corso di alta formazione per Counseling Teatrale presso la scuola Teatri Possibili (Milano); la frequentazione dell’Accademia Teatrale Cassiopea di Roma; un percorso di studio presso il Centro Internazionale Studi di Biomeccanica Teatrale di Perugia (di particolare interesse il lavoro a stretto contatto con il diretto erede di Mejerchol’d, il Maestro russo Gennadi Bogdanov) e quattro anni di corso presso la scuola di Improvvisazione teatrale Improgrammelot di Reggio Emilia.

L’incontro e la collaborazione formativa e attoriale con personalità di spicco come Tindaro Granata, Anna Dego, Oscar De Summa, Carrozzeria Orfeo, Francesco Villano, Cesar Brie, Daniele Timpano, Daniele Monterosi, Emmanuel Gallot – Lavallée (clownerie), Graham Vick, Leo Muscato, Nicoletta Cabassi (danza), Gabriele Guarino (commedia dell’arte), Luigi Biondi (illuminotecnica), Fabrizio Caleffi (drammaturgia), Andrea Pangallo, Compagnia LaFabbrica (per citarne alcuni) hanno contribuito alla formazione multidisciplinare di Kàos Teatri.

Di alta rilevanza per la crescita professionale ed umana della compagnia, l’incontro con Antonio Zanoletti, regista e attore, nonché Maestro sopraffino di Teatro. Tra gli allestimenti a cui abbiamo collaborato ricordiamo Antigone da Sofocle, L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, Le nozze dei piccolo borghesi di Bertolt Brecht, il dramma shakespeariano Amleto, L’amore di Don Perlimplino di Garcia Lorca e per finire La locandiera del riformatore Carlo Goldoni. Un’opportunità ed un onore che ha segnato non poco il modo di vedere e fare teatro della compagnia.

Sin dalle prime produzioni si delinea la tendenza verso un teatro sociale, civile e di ricerca, tuttora capisaldi della visione artistica e sociale della compagnia.

Nel 2016 Kàos Teatri ottiene i diritti esclusivi sul romanzo L’Amico Gentile di Viviana Lupi e realizza l’omonimo spettacolo teatrale, ospite nel marzo 2017 del Safer Internet Month Trentino e a cui sono seguiti incontri di laboratorio di analisi e drammatizzazione rivolti agli studenti degli Istituti Superiori di Trento partecipanti all’iniziativa. Lo spettacolo è stato visto da oltre duemilacinquecento ragazzi ed otto Istituti hanno aderito al percorso di laboratorio teatrale.

Sempre datata 2017 è la realizzazione del laboratorio Otellook. Il romanzo shakespeariano tra cyberbullismo e femminicidio rivolto agli studenti dell’Istituto Superiore “San Giovanni Bosco” di Gazoldo degli Ippoliti (MN).

Dello stesso anno la realizzazione dello spettacolo Mille x una. Ora sugnu talianu, che ottiene il primo posto nella categoria Glocal Comedy al “Premio Ruzzante, I edizione 2017”; premio miglior regia al premio “Ruzzante, II edizione 2018”; il Premio speciale della Presidenza 2017 al Premio Letterario Internazionale “Lago Gerundo – sez. Teatro” di Paullo; il 2° posto al bando “Ingiusto Festival” di Roma e il 4° posto al premio nazionale di letteratura e teatro “Città di Valenzano” (BA).

Del 2017 è anche la prima produzione dedicata al pubblico più giovane: il 22 ottobre debutta Flamingo Pop uno spettacolo senza parole in cui un gamberetto e un fenicottero scoprono il valore e l’importanza dell’amicizia e del rispetto delle diversità.

Il 4 marzo 2018 debutta Otellook. Il dramma shakespeariano trasfigurato dal cyberbullismo, uno spettacolo crudo e cinico che si affaccia in modo semplice e diretto, senza buonismi o false retoriche, a uno dei problemi più attuali e drammatici della contemporaneità: il cyberbullismo. Lo spettacolo ottiene i premi miglior drammaturgia e miglior regia 2018 al premio “Ruzzante, III edizione 2018” e il “Premio Fersen 2018” come miglio regia.

Continuano i progetti per il teatro sociale e il 25 novembre 2018 debutta Mery Christian uno spettacolo per ragazzi che affronta la complessa tematica dell’affido famigliare e dell’importanza che affetto, sostegno e comprensione hanno i bambini.

Il confronto con l’attualità e le dinamiche sociali della realtà contemporanea ha portato alla creazione, nel marzo 2019, di Pidocchi un docu-spettacolo che indaga il confine tra verità e menzogna e il sempre più dilagante fenomeno delle Fake News.

Il 2019 è dedicato anche ad una nuova produzione ragazzi, Mozart & Mozart creato in collaborazione con Società dei Concerti di Parma e Casa della Musica. Attraverso il fascino della musica suonata dal vivo racconta la storia mai raccontata della sorella del genio Wolfgang Amadeus Mozart, Nannerl: una ragazza altrettanto geniale che ha collaborato in modo attivo al successo e all’immortalità del fratello.

Un altro aspetto importante della vita socio-culturale-artistica di Kàos Teatri è la formazione, soprattutto per i giovani e per gli adolescenti. Attraverso il gioco “serio” del teatro si può dare un aiuto alle agenzie educative, come la famiglia e la scuola, contribuendo all’educazione socio - culturale del nostro presente con uno sguardo al futuro.

Il pensiero che contraddistingue Kàos Teatri è soprattutto che il teatro ha bisogno di andare verso le periferie del sentire. Il Teatro nasce dove c’è bisogno e può essere tale solo se accessibile a tutti.

 

 

Mille x una. Ora sugnu talianu di Giuseppe Piccione (regia: Veronica Boccia, Massimo Boschi; interprete: G. Piccione), Premio Fersen 2019 per la Miglior Regia, sarà in scena al Roma Fringe Festival lunedì 6 e martedì 7 gennaio 2020.

 

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Ultima modifica il Domenica, 29/12/2019

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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