Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller al Teatro Duse a Bologna

Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller al Teatro Duse a Bologna foto Azzurra Primavera
Debutterà venerdì 6 maggio 2022 alle ore 21.00 al Teatro Duse di Bologna - via Cartoleria 42 - la pièce di Arthur Miller “Morte di un commesso viaggiatore”, regia di Leo Muscato ed interpretata da Michele Placido, Alvia Reale, Fabio Mascagni e Michele Venitucci. Traduzione di Masolino d’Amico.

«Morte di un commesso viaggiatore è una tragedia moderna che rivela il lato crudele del sogno americano». Così Leo Muscato, nelle sue note di regia, sintetizza il senso del celebre capolavoro di Arthur Miller che andrà in scena dal 6 all’8 maggio al Teatro Duse di Bologna. Sul palco Michele Placido nel ruolo del protagonista Willy Loman e Alvia Reale in quello della moglie Linda.

L’opera di Miller, presentata nella traduzione di Masolino d’Amico, «mischia verità e allucinazione», prosegue Muscato, «si svolge contemporaneamente sulla scena, sotto gli occhi del pubblico, e nella testa del protagonista, nella quale noi spettatori siamo chiamati a entrare». «Willy vuole così tanto essere benvoluto, che spesso trascura il fatto di essere amato. Infatti, contrariamente a quel che pensa, la sua famiglia lo adora». Willy Loman è «uno dei personaggi teatrali più tragici del ventesimo secolo. Nella sua mente c’è qualcosa di fratturato. Ci sono diversi momenti in cui si rende conto che la sua famiglia è più importante del denaro» eppure, conclude Muscato, «Willy Loman sogna un futuro che non è in grado di raggiungere; perché vive in un paese che all’apparenza offre illimitate opportunità e lui va alla ricerca disperata del successo. Ma fallisce, e non riesce a perdonarsi. E fallisce per aver creduto eccessivamente nel sogno americano, che non lo ha ripagato, e questo gli ha fatto perdere autostima». Da qui il disfacimento di una vita, il senso di vergogna e di inadeguatezza, l’ossessione di riscatto riversata sui propri figli fino all’estremo, disperato tentativo finale di cambiare lo stato delle cose.

«Morte di un commesso viaggiatore è la storia di un sogno, di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui», sottolinea Masolino d’Amico, «senza alcun dubbio è la grande commedia americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente loro». Il protagonista perde la sua battaglia esistenziale perché «non ha pazienza», conclude, «è nato in un Paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce».

«Dopo Uno sguardo dal ponte che ho recitato per tre anni, avevo il desiderio di interpretare quest’altro capolavoro di Arthur Miller. Quando Haber mi ha telefonato per dirmi “fratello mio solo tu mi puoi salvare”, non ho esitato», racconta Michele Placido, subentrato nel ruolo ad Alessandro Haber, il quale ha dovuto interrompere la tournée per motivi di salute. «Ed eccomi qui», prosegue Placido, «con questo mio Willy Loman che racconta i drammi quotidiani di un uomo caduto nel baratro».

«Miller parla della sconfitta del sogno americano, di una società che non ti permette di realizzare un’aspirazione. Morte di un commesso viaggiatore è un grande classico, quindi universale e attuale. Pensiamo ai giovani, alla grande crisi che stiamo vivendo e alla foga di apparire attraverso il denaro», sottolinea Placido, ricordando che «Pasolini, anni fa, diceva che si allevavano le persone a diventare consumatori. La storia gli ha dato ragione. L’insuccesso oggi riguarda il settanta percento o di più di tutti noi, costretti a un ritmo che inaridisce e rende feroci». Miller «era un drammaturgo influenzato dalla tragedia greca. Il mio Loman vorrebbe non dover più sfacchinare in giro, e ottenere una promozione. Ma il figlio del capo gli stronca le aspettative, lo condanna al fallimento, gli procura regressione mentale e lui capisce che è già morto. Una fine decretata dal non avere soldi in tasca, da stati confusionali di uomo che parla da solo, dai rimpianti per non aver seguito il fratello più intraprendente in Alaska, dal sentirsi senza talento. Sono i presentimenti della sua morte». In scena, dunque, una vicenda umana «che ti nega prospettive e questa è la più micidiale delle prove».

Infine, una riflessione sul ritorno a teatro dopo il lungo stop dovuto alla pandemia. «È una specie di risorgimento», conclude Placido, «alla fine di ogni replica esco sul palco a ringraziare direttamente il pubblico di non aver rinunciato a questo rito umano chiamato teatro e dico: grazie per la mascherina che indossate e che ci permette di respirare cultura».

Lo spettacolo è un recupero delle recite inizialmente previste dal 20 al 22 marzo 2020,, in epoche in cui, come purtroppo tutti sappiamo, l’emergenza sanitaria connessa alla pandemia Covid-19 portò alla chiusura di tutti i teatri (da fine febbraio/inizio marzo al 15 giugno 2020, e poi nuovamente da fine di ottobre 2020 a metà maggio 2021).

 

Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Hiller - regia: Leo Muscato; traduzione: Masolino d’Amico; scene: Andrea Belli; costumi: Silvia Aymonino; disegno luci: Alessandro Verazzi; musiche: Daniele D’Angelo; interpreti: Michele Placido, Alvia Reale, Fabio Mascagni, Michele Venitucci, Stefano Quatrosi, Beniamino Zannoni, Paolo Gattini, Caterina Paolinelli, Gianluca Pantosti, Margherita Mannino, Eleonora Panizzo, e con la partecipazione di Duccio Camerini nel ruolo di Charley; produzione: Golden Art Production in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile di Bolzano - rimarrà in scena al Teatro Duse fino a domenica 8 maggio 2022.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 04/05/2022

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.