Nasce Lykan. Attori e registi a disposizione per aziende, scuole ed imprese

Nasce Lykan. Attori e registi a disposizione per aziende, scuole ed imprese
Dalla forza e dall’incontro di un gruppo di attori e registi professionisti nasce Lykan. Formazione, aggiornamento professionale, produzione, teatro.

«Tutto nasce a teatro, dall’incontro. Quale miglior luogo per parlare di incontro: incontro tra persone, tra culture, tra tempi, tra tradizioni, tra differenti linguaggi. Una sera una persona, un visionario, viene a vederci a teatro. Il giorno dopo non perde occasione per convocarci in ufficio: “Perché non pensate a una formazione per gruppi, aziende e liberi professionisti, innovativa, sperimentale, che possa partire dalla testimonianza e dalle regole del teatro?» (i fondatori Lorenzo Parrotto e Roberta Azzarone, attori professionisti diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, raccontando la genesi della loro idea)

Un’idea che si è ben presto trasformata in un progetto concreto. Lykan, una società, o meglio un “branco” di artisti che mettono a disposizione le loro competenze per aziende, scuole ed imprese. Il teatro si trasforma in formazione, e le pratiche tipiche del mestiere dell’attore diventano necessarie per la preparazione di professionisti di ogni ambito, per affrontare la realtà e la contemporaneità che ci circonda e che richiede competenze sempre più specifiche.

Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e le numerose incognite connesse alle incertezze ambientali, politiche, economiche e sociali aprono scenari inediti e ricchi di opportunità, sia per le organizzazioni sia per le persone. Vi è oggi un diffuso richiamo alla qualità, al bisogno di senso, alla valorizzazione delle diversità, alla ricerca di equilibrio, alla capacità di relazionarsi, alle competenze soft, all’ascolto ed alla capacità di convivere con la propria emotività. I paesi più attenti, le organizzazioni profit e no profit più innovative, i manager più illuminati, gli scienziati ed i ricercatori più all’avanguardia lavorano da molto tempo su queste nuove aree: e gli studi più seri confermano che vi è un bisogno crescente e nuovo di formazione. Una formazione che da un lato restituisca il giusto spazio al “sapere” (inteso come conoscenze) ed al “saper fare” (capacità), ma che sia sempre più orientata al “saper essere”, a quella spinta dell’essere umano a voler dare senso alla vita, al proprio tempo di vita: comportamenti, atteggiamenti, stile personale, stare in relazione con se stessi e con gli altri. Anche il lavoro cambia, verso un ampliamento dei suoi contenuti relazionali, immateriali, intangibili, di creatività e di iniziativa personale: non è più solo richiesto il cosiddetto “mestiere”, fusione di abilità ed esperienza. E così diventano decisive quelle capacità e quelle opzioni che alcuni studiosi associano al diritto di partecipazione, al riconoscimento, alla stima, alle relazioni sociali, in quanto strumento di sviluppo economico, mediante la propria ed altrui libertà. Il saper essere sviluppa consapevolezza e, di conseguenza, identità, specialità, peculiarità. La formazione può svolgere un ruolo importante, rinnovato, ma va ripensata, trasformata, ribaltata.

Quello che emerge in modo sempre più prepotente è la necessità di modalità più innovative, più coinvolgenti, più idonee ad innescare nelle persone non tanto un cambiamento in sé, quanto invece il significato del cambiamento, la sua convenienza, la sua bellezza. Tema chiave è la “consapevolezza dell’utilità e del cambiamento”.

Cambiare, vedere le cose da più prospettive, ascoltare i segni, rende le persone più aperte, attente, umili, allenate a “metter in conto gli imprevisti”, in grado di prendere non la decisione perfetta, ma la migliore possibile. La formazione, pertanto, può diventare importante se diviene foriera di una capacità di scelta, se viene percepita come un’opportunità, come un’occasione di evoluzione personale e collettiva. Una rivoluzione che esalta il ritmo, l’intensità, la fusione ben dosata fra teoria e pratica, la contaminazione fra saperi, i tempi della formazione e trasforma gli spazi e gli strumenti: non più aule con le sedie disposte come a scuola, non più giornate cadenzate dagli orari di servizio lavorativo, non più slides e format omologati. Ma spazio al ri-disegno e alla ri-architettura dell’apprendimento e, soprattutto, utilizzo di nuove modalità comunicative.

I progetti di Lykan vanno di pari passo agli spettacoli teatrali, con idee e suggestioni che hanno sempre al centro di tutto le persone, le relazioni. Attività che nascono dalla volontà di fondere differenti stili, differenti linguaggi, differenti codici che apparentemente nulla hanno in comune se non l’incontro.

Fulcro di Lykan è il progetto Open Feedback - Teatro d’Impresa. L’obiettivo è strutturare, attraverso le tecniche teatrali, una formazione rivolta a grandi o piccoli gruppi, ad aziende o collettivi di lavoro. Lavorare sulle unicità, valorizzando nello stesso tempo le unicità dei colleghi. Si parte dall’Io, dal nostro nome, dalla nostra storia, dal nostro vissuto, per consolidare e strutturare insieme la propria identità. Fra i temi affrontati: studio sull’improvvisazione (ascolto, ritmo e scrittura); fiducia (equilibrio fra controllo ed abbandono nel concetto di performance); body language (elementi relativi al non verbale); narrazione (elementi di dialettica e esposizione); immagini (analisi del pregiudizio e analisi dei bias cognitivi). Questi solo alcuni degli argomenti e delle esperienze già proposti nelle precedenti edizioni. La parola d’ordine è “feedback”: sospensione di giudizio, confronto e dialogo sono alla base dei laboratori Lykan. In questo particolare momento di emergenza sanitaria la formazione sarà garantita anche da remoto, con modalità e frequenza diversi.

Fra le altre iniziative Progetto Home Theatre, che sviluppa e mette in scena spettacoli, reading, piccoli concerti ideati e adattati per serate, eventi aziendali, manifestazioni culturali in differenti location, come è avvenuto con Cecè di Luigi Pirandello e un reading di poesie e musica organizzato insieme a Francesco Giordano, Lino Guanciale ed al Maestro Cesare Del Prato, in collaborazione con il gruppo de #LaPoesiaSalveràIlMondo; e il Progetto TeatroaCena, un’esperienza che fonde la tradizione, la nascita e l’evoluzione di un piatto ad un “hic et nunc” (“qui ed ora”) ad una rappresentazione, un’incursione scritta e diretta ad hoc e site specific connessa alla storia del piatto o dell’ingrediente scelto.

Infine, Lykan sta ideando e mettendo a punto un progetto che riguarderà molto da vicino il mondo della scuola e quello del teatro, due mondi che stanno attraversando un grande momento di difficoltà visto soprattutto il blocco dato dalla quarantena. Si svilupperà una piattaforma che metterà a disposizione contenuti per i docenti e per gli alunni, lavorando con un’equipe di giovani autori, attori e registi.

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Ultima modifica il Sabato, 24/09/2022

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.