Opera di Roma: il programma 2019-‘20

Opera di Roma: il programma 2019-‘20
A partire da dicembre avrà inizio la nuova stagione di lirica e balletto del Teatro dell’Opera di Roma – Teatro Costanzi in Piazza Beniamino Gigli 1 – : dodici i titoli del cartellone operistico tra evergreen, oratori e nuovi allestimenti.
La nuova stagione di lirica e di balletto del Teatro dell’Opera di Roma, da locandina, riporta il titolo “Lo sguardo altrove”. Ad introdurla, in occasione della presentazione del cartellone avvenuta il 19 giugno 2019, Carlo Fuortes, sovrintendente al Teatro dell’Opera: “Un percorso dove s’intrecciano più direzioni e più obiettivi. Verso l’eccellenza musicale, verso gli spettatori, verso la ricerca e la sorpresa, verso la rilettura di grandi classici del repertorio lirico e di balletto, guardando altrove”. Appuntate dunque le ultime rifiniture sugli abiti e rispolverati gli allestimenti tratti dai più antichi bozzetti, non resta che immergersi nella sala del Teatro Costanzi e, avvertite le luci tentennare e i violini accordarsi, mettersi comodi: è subito Opera.
Ad aprire la nuova stagione operistica sarà, a partire dal 10 dicembre con repliche fino al 22, Les vêpres siciliennes, opera con cui esordì Verdi a Parigi nel 1855 e che fa ritorno al Costanzi dopo l’ultima rappresentazione del gennaio ’97. A dirigerla troveremo il maestro Daniele Gatti, mentre la regia del nuovo allestimento è affidata a Valentina Carrasco; per la scenografia la firma è del francese Richard Peduzzi; luci e coreografie saranno rispettivamente opera di Peter Van Praet e Massimiliano Volpini, mentre i costumi di Luis Carvalho. 
La prima opera del 2020 sarà poi I Capuleti e i Montecchi di Bellini, in scena dal 23 gennaio al 6 febbraio, secondo titolo diretto dal maestro Gatti e rappresentato in un nuovo allestimento con regia, scene, luci e costumi di Denis Krief. L’interpretazione belliniana della celebre tragedia di Shakespeare manca dal Costanzi dal 2004 e conta pochissime apparizioni in ambiente romano: molto attesa, sarà completamente affidata alle cure del regista, scenografo e costumista franco-italiano con cui il Teatro conferma la collaborazione dopo la recente Aida andata in scena a Caracalla per la stagione estiva 2019.
Sarà James Conlon a dirigere l’Evgenij Onegin di Čaikovskij, in scena dal 18 al 29 febbraio. Rappresentato in lingua originale, lo spettacolo sarà interpretato dalla regia di Robert Carsen, già noto al Costanzi per l’Orfeo ed Euridice e il prossimo Idomeneo mozartiano della stagione 2018-’19. Per quest’opera russa tratta dall’omonimo romanzo in versi di Puškin, Michael Levine firma scene e costumi mentre le luci sono affidate a Jean Kalman. Un occhio di riguardo all’allestimento, produzione della Canadian Opera Company creata per la Metropolitan Opera di New York City. 
Recita molto attesa è certamente quella della Turandot, forte titolo pucciniano dell’Opera di Roma in programma per l’anno venturo dal 25 marzo al 5 aprile. Al cinese Ai Weiwei, tra i più grandi artisti contemporanei, è affidato ogni aspetto del nuovo allestimento dell’opera. Principalmente designer e architetto, si cimenta per la prima volta con una regia teatrale accettando la sfida di un titolo a lui congeniale per più motivi: se quello delle origini cinesi attraverso cui filtrare l’ambientazione – scil. la Cina letta da un artista cinese – non fosse stato abbastanza, avrà contribuito, anche in maggior misura, una memoria d’infanzia che lo vide al Metropolitan come comparsa nella Turandot di Zeffirelli. A dirigere l’opera tornerà, fresco del successo de L’angelo di fuoco della passata stagione, Alejo Pérez.
In programma dal 19 al 28 aprile sarà la Kát’a Kabanová del ceco Leoš Janáček, mai ascoltata a Roma fino ad ora: il nuovo allestimento è curato in coproduzione con la Royal Opera House di Londra e fresco di vittoria del premio britannico “Laurence Olivier”. L’orchestra sarà diretta da David Robertson, mentre la regia firmata da Richard Jones, acclamato regista lirico britannico. Scene e costumi di Antony McDonald; luci di Lucy Carter; coreografie di Sarah Fahie. 
Torna a maggio, dal 22 al 31, un’opera – in parte trascurata dalle scene dei maggiori teatri e pur considerata centrale nell’evoluzione stilistica del compositore – del giovane Verdi, la Luisa Miller del 1849 tratta dalla tragedia Intrigo e amore di Schiller. Lo spettacolo è affidato alla regia di Damiano Michieletto e ha le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Hans-Rudolf Kunz; video designer è Timo Schlüssel. L’allestimento è realizzato in collaborazione con l’Opera di Zurigo. Al 30 maggio è invece fissato l’appuntamento singolo con l’esecuzione della composizione sacra Messa da Requiem sempre di Verdi, suo lavoro non teatrale più prestigioso, risalente al periodo di ritiro dal teatro d’opera che seguì al successo dell’Aida. Per l’occasione sarà per la prima volta all’Opera di Roma il maestro Myung-whun Chung, sotto la cui bacchetta canteranno il soprano Carmen Giannattasio, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Saimir Pirgu e il basso Roberto Tagliavini.
Andrà in scena dal 13 al 25 giugno l’amatissima Carmen di Bizet. A dirigerla sarà Bertrand de Billy con la regia di Emilio Sagi, le scene di Daniel Bianco, le luci di Eduardo Bravo e le coreografie di Nuria Castejón. Proseguendo inoltre la collaborazione del Teatro dell’Opera con le grandi firme della moda – di Valentino gli eccezionali abiti de La Traviata della passata stagione, e ancora, per i balletti, le matite di Dior e Jean Paul Gaultier – a realizzare i costumi della nuova Carmen romana del 2020 è Fendi. 
Un nuovo allestimento del Rake’s Progress di Stravinskij, titolo diretto da Daniele Gatti in programma dal 18 al 29 giugno, chiude la stagione operistica propriamente detta. Questo nuovo allestimento de, in italiano, La carriera di un libertino, conta sulla sinergia del direttore musicale del Teatro e del regista Graham Vick (di cui, nel novembre 2019, potrà già assaporarsi un singolare Don Giovanni). Intercalato al Rake’s Progress sarà un secondo titolo stravinskiano, vale a dire l’oratorio Oedipus Rex: ancora Daniele Gatti dirigerà gli interpreti dell’omonima tragedia sofoclea affidata alla narrazione di un grande attore italiano quale Massimo Popolizio. 
Last but not least, per non scontentare gli appassionati abitué dell’ambiente operistico romano, due produzioni evergreen del Teatro Costanzi incorniciano l’inizio e la fine del calendario: nel dicembre 2019 la già citata Les vêpres siciliennes sarà intervallata da cinque repliche dell’imperdibile Tosca versione 1900, curata da Alessandro Talevi e diretta da Pier Giorgio Morandi, con le scene e i costumi di Adolf Hohenstein ricostruiti sui bozzetti originali da Carlo Savi e Anna Biagiotti, mentre alle luci ci sarà Vinicio Cheli. A conclusione della stagione sarà in scena, nel novembre 2020, La Traviata verdiana nel pulito allestimento della regia di Sofia Coppola, i costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, le scene di Nathan Crowley e le coreografie di Stéphane Phavorin; luci di Vinicio Cheli e design video a cura di Officine K.  
 
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