Peppe Barra e Lalla Esposito in La Cantata dei Pastori alla Sala Umberto

Peppe Barra e Lalla Esposito in La Cantata dei Pastori alla Sala Umberto
Debutterà martedì 3 gennaio 2023 al Teatro Sala Umberto - via della Mercede, 50 - lo spettacolo di Peppe Barra e Lamberto Lambertini “La Cantata dei Pastori”, regia di L. Lambertini ed interpretato da P. Barra, Lalla Esposito, Luca De Lorenzo, Serena De Siena, Massimo Masiello, Antonio Romano e Rosalba Santoro.

«A Messa, o a Teatro!». Questo dilemma, al termine della cena della Vigilia, negli anni passati, metteva in crisi il popolo napoletano. Messa di mezzanotte o “La Cantata dei Pastori”, sempre a mezzanotte, ma a teatro? 

Peppe Barra è riuscito a mantenere questo appuntamento rituale, questa rappresentazione popolare, per più di quaranta anni. Prima con Roberto De Simone, che l’aveva riscritta come spettacolo della Tradizione musicale Campana, poi con la madre Concetta Barra e Lamberto Lambertini, nei teatri d’Italia e d’Europa, infine da solo per tutti gli anni seguenti. 

Uno spettacolo che, sia pur attenendo al poema religioso, al dramma pastorale e alla commedia dell’arte, il popolino aveva trasformato, nel corso del Settecento, dell’Ottocento e del Novecento, in un gustoso e glorioso pasticcio di sentimento religioso e di teatro comico.

Peppe Barra, di nuovo insieme con Lamberto Lambertini, la riproporrà da martedì 3 a domenica 15 gennaio 2023 alla Sala Umberto, in una nuovissima edizione, per offrire all’affezionatissimo pubblico sorprese continue, colpi di scena imprevisti, risate irrefrenabili e lacrime di commozione, come quando il papà o la nonna decidevano a mezzanotte di optare per il Teatro, portando i bambini, senza più sonno, ad attendere, tremanti d’eccitazione e anche di paura, che l’enorme sipario si aprisse.

Barra indosserà l’amata maschera di Razzullo, pulcinellesco scrivano, mentre i panni di Sarchiapone li indosserà Lalla Esposito, ricomponendo così la coppia teatrale che ha riscosso tanto successo nella scorsa stagione 2021-22, per reinventare le buffe vicissitudini dei due poveracci napoletani catapultati in Palestina - dalla fame il primo, dai suoi crimini il secondo - proprio nei giorni dello scontro titanico fra gli Angeli e i Demoni, mentre Maria e Giuseppe cercano un riparo per la nascita del Figlio di Dio.

 

La trama

Immaginate due napoletani, due morti di fame. Razzullo, scrivano in abiti settecenteschi, capitato in Palestina per il censimento voluto dall’Imperatore Romano, e Sarchiapone, suo compaesano, in fuga per i crimini commessi, mentre Giuseppe e la Vergine Maria vagano in cerca di alloggio per far nascere Gesù. Immaginate una tribù di Pastori in attesa del Messia. Immaginate una turba di Diavoli, mandati da Lucifero sulla terra per uccidere la Sacra Coppia, spaventare e torturare in tutti i modi i due disgraziati compagni, che le provano tutte pur di trovare un lavoro che permetta loro di mangiare. Immaginate l’Arcangelo Gabriele, armato come un San Michele, proteggere tutti, ricacciare le Furie nel buio dell’Inferno e permettere che nasca il Redentore.

 

La storia

Il vero lume tra le ombre era il titolo di una sacra rappresentazione data alle stampe nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci, che firmava con lo pseudonimo di Casimiro Ruggero Ugone, scritta con intenti moraleggianti per contrastare i rituali con i quali il popolino onorava le feste come il Carnevale il Natale. Dalla metà dell’Ottocento il titolo si cambiò in La Cantata dei Pastori. Verso al fine del Settecento, al povero Razzullo che, senza coprotagonista non aveva modo di inventare lazzi e contrasti tipici della Commedia dell’Arte, viene affiancato Sarchiapone, un suo doppio, una sua evocazione, un suo Mr. Hyde, un gangster travestito da clown. Sarchiapone, al contrario dello spaventatissimo Razzullo, non ha paura di nulla, neppure dei draghi dell’Inferno. Assassino, ladro, gobbo, deforme, maligno, bugiardo. La Cantata, a dispetto del titolo, non aveva canzoni. Anno dopo anno il popolo ha arricchito il copione con tutti i linguaggi, alti e bassi, del teatro: farsa, avanspettacolo, commedia dell’arte, musical. Già nell’ultimo dopoguerra Sarchiapone appariva cantando le canzonette più in voga, con il massimo godimento del pubblico. La tradizione popolare stravolse a poco a poco quel testo della controriforma, volgarizzandolo, rovesciandone gli intenti educativi, edificanti, e riuscendo così a strapparlo dall’ineluttabile oblio del tempo. Lo spettacolo andava in scena alla mezzanotte del 24 dicembre. Al popolino, dopo la cena della Vigilia, toccava fare una scelta: a Messa o a Teatro?

 

La regia

Un’edizione nuovissima della Cantata. Un’ora e quaranta minuti senza intervallo. Nuove le scene, nuovi i costumi e le musiche, nuovi gli attori e i cantanti, per giocare i loro ruoli con Peppe Barra, che incarna da quasi cinquant’anni il pulcinellesco Razzullo. Lalla Esposito, già in coppia con P. Barra nella trionfale tournée della scorsa stagione con Non c’è niente da ridere, interpreterà un comicissimo Sarchiapone. Uno spettacolo che ha l’obiettivo di mettere al centro la lingua, la musica, la storia della città di Napoli, unico luogo al mondo dove sia stato possibile creare - e conservare così a lungo - uno spettacolo dal genere indefinibile, un unicum teatrale frutto di secoli di devozione. Uno spettacolo che sia, nello stesso tempo, colto e popolare, comico e sacro, profondo e leggero, commovente e divertente per un pubblico di grandi e piccini. Uno spettacolo all’antica italiana, dove, sulle tavole scalcagnate, i guitti impersonavano più ruoli, in una girandola di travestimenti che diverte il pubblico e spaventa i due affamati protagonisti.

 

 

La Cantata dei Pastori. Per la nascita del verbo umanato di Peppe Barra e Lamberto Lambertini, spettacolo, che, oltre alla regia di L. Lambertini, conserva anche la squadra vincente dell’ultima produzione - Giorgio Mellone (musiche), Carlo De Marino (scene), Annalisa Giacci (costumi), Francesco Adinolfi (disegno luci) -, aiuto regia: Francesco Esposito; interpreti: Peppe Barra, Lalla Esposito, Luca De Lorenzo, Serena De Siena, Massimo Masiello, Antonio Romano, Rosalba Santoro; musicisti: Pasquale Benincasa (percussioni), Giuseppe Di Colandrea (clarinetto), Agostino Oliviero (violino e mandolino), Antonio Ottaviano (pianoforte); luci: Luigi Della Monica; organizzazione: Chiara Guercia; produzione: Ag  Spettacoli e Tradizione e Turismo - Teatro Sannazaro; durata: 100’ senza intervallo - rimarrà in scena al Teatro Sala Umberto fino a domenica 15 gennaio 2023 (orario: dal 3 al 5 gennaio, ore 21.00; venerdì 6 gennaio, ore 17.00; sabato 7, ore 21.00; domenica 8, ore 17.00; dal 12 al 14, ore 21.00; domenica 15, ore 17.00).

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Ultima modifica il Mercoledì, 28/12/2022