“Regalo di Natale” di Sergio Pierattini al Teatro Quirino

un momento della partita in "Regalo di Natale" un momento della partita in "Regalo di Natale"
Debutterà martedì 7 maggio 2019 al Teatro Quirino - via delle Vergini 7 - a Roma la pièce “Regalo di Natale”, tratta dal film omonimo di Pupi Avati dell’86, regia di Marcello Cotugno, ed interpretata da Sergio Pierattini, M. Cotugno, Valerio Santoro, Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito e Gennaro Di Biase.

«Ethos andropo daimon (Il carattere di un uomo è il suo destino» (Eraclito)

Lele, Ugo, Stefano e Franco, quattro amici di vecchia data, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco fra i quattro, l'unico ad avere le risorse economiche per poter battere l'avvocato, il quale, fra l’altro, è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tuttavia, tra Franco e Ugo i rapporti sono piuttosto tesi. La loro amicizia è compromessa da anni, a tal punto che Franco, indispettito dalla presenza dell'ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall'idea. Ben presto la partita si rivelerà tutt’altro che amichevole. Sul piatto, oltre a parecchi soldi, c’è il bilancio dell’intera vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, gli inganni. Un film amaro, lucido ed avvincente, giustamente considerato come uno fra i migliori di Pupi Avati.

«Nel suo saggio I giochi e gli uomini, il sociologo Roger Caillois suddivide i giochi in quattro categorie: agon o competizione, alea o caso, mimicry o maschera ilinx o vertigine. Il poker, secondo molti, si avvicina all’idea del gioco perfetto, poiché racchiude in sé tutte e quattro queste anime. “Nulla come il gioco del poker vi rivela - sostengono il filosofo Rovatti e il sociologo Dal Lago - la persona morale di chi vi sta di fronte (e la vostra a loro)”. Il poker è anche un nobilissimo gioco tra gentiluomini, un rito moderno in cui mostrarsi per quello che non si è, proprio come in una rappresentazione teatrale: quanto più la maschera è forte e impenetrabile, tanto più sarà difficile comprendere i nostri punti. Ci troviamo in una villa, la notte di Natale. Quattro amici, Franco, Ugo, Lele e Stefano, che non si vedono da dieci anni, incontrano quello che è designato ad essere il “pollo” da spennare: l’avvocato Sant’Elia, un uomo sulla sessantina, ricco e ingenuo, che sembra addirittura trovare consolazione nel perdere. In realtà è il presunto “pollo” a trovarsi di fronte quattro uomini che nella vita hanno giocato col destino e che, in un modo o nell’altro, hanno perso. Originariamente ambientato negli anni Ottanta, il testo è stato trasposto ai giorni nostri, in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. In risposta a recessione e precariato, il gioco d’azzardo vive una stagione di fulminante ascesa, e - dagli slot che affollano i bar e al boom del poker texano - si moltiplicano i luoghi e le modalità in cui viene praticato. I soldi facili sono la chimera inseguita anche dai nostri protagonisti, in un crescendo di tensione che ci rivela mano dopo mano come, al tavolo verde, questi uomini si stiano giocando ben più di una manciata di fiches. Cinque attori di grande livello, Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Gennaro Di Biase, si calano in una partita che probabilmente lascerà i loro personaggi tutti sconfitti, a dimostrazione di come alcuni valori fondamentali delle relazioni umane - amicizia, lealtà e consapevolezza di sé - stiano dolorosamente tramontando dal nostro orizzonte. D’altro canto, già Aristotele, tra i primi filosofi a riconoscere il valore dell’amicizia («l'amicizia è una virtù indispensabile all'uomo: nessuno sceglierebbe di vivere senza amici»), metteva in guardia gli uomini nello scegliere bene i propri amici, poiché interessi materiali possono facilmente prendere il sopravvento sul sentimento. Con la sua stringente contemporaneità e la sua universalità fuori dal tempo, la parabola di Regalo di Natale è allora il trionfo del singolo sul collettivo, è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, è il simbolo di una teatralità doppia e meschina, è un’amara riflessione su come stiamo diventando. O su come forse siamo già diventati. Se il poker è lo specchio della vita, il teatro è il luogo dove attori e spettatori si possono rispecchiare gli uni negli altri. E due specchi messi uno di fronte all’altro generano immagini. Infinite» (Marcello Cotugno)

In occasione dello spettacolo - per la prima volta a Roma - Regalo di Natale, tratto dal film omonimo di Pupi Avati del 1986, vincitore della quarantatreesima Mostra di Venezia, di due David di Donatello e di un Nastro d’Argento, lunedì 6 maggio 2019 alle ore 18.30 presso il Teatro Quirino verrà proiettato il film a cui seguirà un incontro - ad ingresso libero fino ad esaurimento posti - con il regista e gli attori e con i protagonisti dello spettacolo. Condurrà il critico cinematografico Enrico Magrelli. Un’occasione unica per ritrovare insieme, per la prima volta, i personaggi di ieri e di oggi.

Interverranno il cast del film (Pupi Avati - regista -, Diego Abatantuono - Franco Mattioli -, Carlo Delle Piane - l’avvocato Santelia -, Alessandro Haber- Gabriele Bagnoli -, Gianni Cavina - Ugo Bondi -, George Eastman- Stefano Bertoni) ed il cast teatrale (Sergio Pierattini- autore -, Marcello Cotugno - regista -, Valerio Santoro- nel ruolo che fu di G. Cavina, Gigio Alberti - ruolo di C. Delle Piane, Filippo Dini - ruolo di D. Abatantuono, Giovanni Esposito- ruolo di Alessandro Haber -, Gennaro di Biase- ruolo di George Eastman).

Regalo di Natale di Sergio Pierattini, tratto dal già citato film  di Pupi Avati  (adattamento teatrale: S. Pierattini; regia: Marcello Cotugno; scenografie: Luigi Ferrigno; costumi: Alessandro Lai; luci: Pasquale Mari; interpreti e personaggi: Filippo Dini - Franco -, Gigio Alberti - l’avvocato Santelia -, Giovanni Esposito - Lele -, Valerio Santoro - Ugo -, Gennaro Di Biase - Stefano; produzione: La Pirandelliana) rimarrà in scena al Teatro Quirino fino a domenica 19 maggio 2019.  

 

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Ultima modifica il Domenica, 05/05/2019

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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