Ultime repliche per Oltre il muro di Massimo Roberto Beato al Teatro Spazio 18B

Ultime repliche per Oltre il muro di Massimo Roberto Beato al Teatro Spazio 18B foto Manuela Giusto
In scena fino a domenica 17 novembre 2019 al Teatro Spazio 18B - via Rosa Raimondi Garibaldi 18/b, in zona Garbatella - a Roma la pièce di Massimo Roberto Beato “Oltre il muro”, regia di Elisa Rocca e Jacopo Bezzi ed interpretata da Sofia Chiappini e Pavel Zelinskiy.

«Noi migranti non abbiamo diritti. Siamo solo merce di scambio» (da Oltre il muro)

La vicenda si svolge in un futuro apocalittico, nel 2089. Gli stravolgimenti climatici hanno provocato un’estinzione di massa che ha colpito la maggior parte delle popolazioni - soprattutto le più povere - causando carestie e morti.  Le superpotenze rimaste, per assicurarsi la sopravvivenza, hanno costruito un enorme muro al centro del vecchio continente europeo creando un nuovo stato: Eutòpia. Per esser legalmente ammessi è necessario ottenere un “coefficiente di accessibilità”. Tuttavia, non tutti possono far domanda, in quanto il Partito al governo di Eutòpia ha predisposto una pulizia etnica che impedisce ad alcune il ripopolamento del nuovo stato. Eppure, se può esistere una speranza di scampare all’estinzione globale, è solo quella di oltrepassare il muro, legalmente o illegalmente che sia. Dunja, una ragazza serba, e Aleksey, un uomo russo, si incontrano a pochi chilometri dal confine meridionale del muro e, spinti dalla disperazione, decidono di stringere un folle patto per provare ad esser ammessi come nucleo familiare, aumentando pertanto il loro coefficiente di accessibilità.

Il dialogo fra culture e la pratica interculturale, sono oggi al centro della riflessione di tutti coloro i quali/le quali s’interrogano sul senso e sulla necessità del teatro.  In realtà complesse come la Comunità Europea, segnate da fenomeni migratori di proporzioni mai viste, il lavoro teatrale acquista nuove potenzialità (o forse ne recupera di antiche).

La Compagnia dei Masnadieri ha fra i suoi obiettivi la riscoperta delle radici culturali comuni a tutti gli abitanti del territorio europeo; la ragazza serba ed il russo diventano così il paradigma di due culture che si incontrano/scontrano. Un popolo può considerarsi realizzato solo se permette che, al proprio interno, le diversità culturali più lontane ed eterogenee siano pacificamente in relazione fra loro. In tale ottica, il teatro può rappresentare una lingua universale di “intercomprensione” fra i popoli, in grado di abbattere muri e barriere ideologiche ed ottusità

Una pièce di alto livello ed in cui un po’ tutto funziona: la regia di Elisa Rocca (reduce dal recente Rieducazione sentimentale di Alice Lutrario, regia di M. R. Beato, interpretato anche da Gaia Petronio e andato in scena al Teatro Spazio 18B dal 17 al 20 ottobre 2019) e Jacopo Bezzi (direttore artistico del Teatro Spazio 18B); il luogo in cui l'opera viene messa in scena (teatro che, con le sue dimensioni contenute e la sua atmosfera intima, raccolta ed a volte leggermente claustrofobica, in un certo qual modo, diventa una sorta di terzo personaggio, perfetto per un’opera così profonda che a poco a poco, si arricchisce sempre più di dettagli, sfumature, introspezione e fini sottigliezze psicologiche); le strepitose e performances dei due interpreti, Sofia Chiappini e Pavel Zelinskiy, abilissimi e di profondità magnetica nel reggere un intero spettacolo a due (in ruoli tutt’altro che facili da interpretare), dando vita a ritratti psicologici più che convincenti, cambiando continuamente registro recitativo, ed entrambi impegnati in una “gara di bravura” in cui, obiettivamente, stabilire un “vincitore”/“vincitrice” si rivelerebbe impresa a dir poco ardua (oltre che del tutto superflua). Tutti e due recitano/danzano elegantemente in una straordinaria scenografia ed atmosfera con gioco di luci ed ombre e, qua e là, di buio totale, fino ad apparire come un tutt’uno. Due corpi indissolubilmente ed inesorabilmente uniti in un’unica realtà di solitudine e persecuzione.

L’opera di M. R. Beato attacca la violenza ed i pregiudizi attraverso il ricordo ed una tragica rappresentazione degli emarginati. Ed uscendo dal teatro a dir poco stordito, lo spettatore è indotto a riflettere sul fatto chei muri tirati su per dividere, per questioni economiche e per paura delle diversità, sono purtroppo su tutti i giornali anche nella nostra epoca e che il Muro di Berlino non appare come una realtà poi così lontana. Trent’anni fa veniva abbattuto e la nostra Storia cambiava per sempre, ma siamo ancora molto lontani dal comprendere a pieno quanto il fatto di costruire muri - di qualunque tipo - sia pericoloso e controproducente.

Oltre il muro di Massimo Roberto Beato (regia: Elisa Rocca e Jacopo Bezzi; interpreti: Sofia Chiappini, Pavel Zelinskiy; musiche originali: Giorgio Stefanori; produzione: La Compagnia dei Masnadieri), che ha debuttato in prima nazionale assoluta il 5 novembre 2019, dopo aver abbracciato una data molto importante e perfettamente in tema con le tematiche affrontate nella pièce (il 9 novembre 2019 è infatti ricorso il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino) rimarrà in scena al Teatro Spazio 18B fino a domenica 17 novembre. Nel foyer del Teatro Spazio 18b, è esposta l’opera di Lydia Predominato Le valigie dell’anima.

 

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Ultima modifica il Sabato, 16/11/2019

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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