Ultimi giorni per le voci di Virginia Woolf di Federico Malvaldi al Teatro Spazio 18b

Ultimi giorni per le voci di Virginia Woolf di Federico Malvaldi al Teatro Spazio 18b foto Manuela Giusto
Sarà in scena fino a domenica 10 aprile 2022 al Teatro Spazio 18b - via Rosa Raimondi Garibaldi 18/B, in zona Garbatella - lo spettacolo di Federico Malvaldi “Le voci di Virginia Woolf”, regia di Jacopo Bezzi ed interpretato da Monica Belardinelli, Sara Meoni e Veronica Rivolta.

«Sono gli aspetti della società che si riflettono nella mia inquietudine. L’alimentano. Strappano la mia anima a brandelli. Non so come tu faccia a restare immobile. A limitarti a osservare quello che accade. Senza protestare. Combattere» (da Le voci di Virginia Woolf)

«La vita non è una serie di lampioncini disposti simmetricamente; la vita è un alone luminoso, un involucro semitrasparente che ci racchiude dall’alba della coscienza fino alla fine» (Virginia Woolf, Gita al faro)

In occasione dei centoquarant’anni dalla nascita della grande scrittrice, saggista e attivista britannica (Londra, 1882 - Rodmell, 1941) - e degli ottant’anni dalla sua scomparsa, che ricorrevano nel marzo 2021, ovverosia in un periodo in cui i teatri erano ancora chiusi per via dell’emergenza sanitaria connessa alla pandemia Covid-19 -  la Compagnia dei Masnadieri sta portando in scena al Teatro Spazio 18b il testo di Federico Malvaldi, Le voci di Virginia Woolf, con la regia di Jacopo Bezzi, e che ha debuttato in prima nazionale assoluta lo scorso 31 marzo con un un meritatissimo en plein di pubblico.

Tre donne si ritrovano in una stanza del faro di Godrevy Island, principale meta delle vacanze d’infanzia di Virginia Woolf. Jane Austen suona qualche nota stonata ad un vecchio pianoforte, Mary Shelley è seduta vicino al fuoco del camino ed accarezza malinconicamente il contenuto di un misterioso cofanetto, mentre Virginia sta predisponendo le carte per giocare a tressette. Le donne sono solo in tre e sono costrette a giocare con il Morto. La lingua tagliente di Virginia colpisce le debolezze delle amiche: Mary si rifugia nell’alcool, mentre Jane innalza a scudo i suoi sogni romantici. Tuttavia, ben presto Virginia si stanca di quel gioco e fa una proposta: alzare la posta in palio, scommettendo. Mary, invece, fa una proposta inaspettata: dare vita alla morte. Il gioco comincia a farsi pericoloso.

«Non si trovava riposo quando si era se stessi, ma solo quando si era un nucleo al buio. Perdendo la propria personalità si perdevano anche le preoccupazioni, la fretta, l’agitazione»; «Le nostre sembianze, le caratteristiche che ci distinguono sono semplicemente cose puerili. Al di sotto tutto è buio, tutto si allarga, c’è una profondità insondabile. Ma di tanto in tanto noi saliamo in superficie ed è questo che gli altri conoscono di noi»; «Seguire i suoi pensieri era come seguire una voce che parla troppo in fretta per riuscire a prendere nota di quanto dice; e tale voce era la sua stessa voce, che diceva, senza bisogno di suggerimenti, cose innegabili, eterne, contraddittorie»; «Quando la vita si ritraeva per un istante, la gamma delle esperienze pareva non aver limiti».

Ecco, leggendo a fondo tali citazioni (tutte tratte da Gita al faro di Virginia Woolf) è possibile comprendere a pieno l’essenza dello spettacolo e del testo di Federico Malvaldi, la sua ricchezza di dettagli, sfumature, sottigliezze ed introspezione psicologica, e la sua capacità di dar vita a ritratti vividi e vibranti. Stesso discorso per le superlative performances delle tre interpreti - Veronica Rivolta (Virginia Woolf), Monica Berardinelli (Jane Austen) e Sara Meoni (Mary Shelley), tutte e tre impegnate in una “gara di bravura” in cui, obiettivamente, provare a stabilire una vincitrice sarebbe impresa piuttosto ardua. Nonché del tutto superflua, visto il risultato finale. Un risultato a cui si arriva dopo che, nel corso dello spettacolo, l’attenzione dello spettatore è continuamente focalizzata su tutti e tre i volti (bellissime le luci e le atmosfere gotiche) non solo quando recitano in tre, ma anche quando recitano in due o in assolo.

Uno spettacolo a più strati che andrebbe visto e rivisto più volte e scandagliato nella sua completezza e complessità. Quel che è stato e che non è più; quel che non è stato che avrebbe potuto essere; quel che è stato e che non sarà mai più. Una pièce che scava e colpisce in un luogo che si trova nel profondo di noi, dove nuotano i mostri.    

 

Le voci di Virginia Woolf di Federico Malvaldi - regia: Jacopo Bezzi; aiuto regia: Federico Malvaldi;  interpreti e personaggi Veronica Rivolta (Virginia Woolf), Monica Belardinelli (Jane Austen), Sara Meoni (Mary Shelley); organizzazione: Ferrante Cavazzuti; ufficio stampa: Maresa Palmacci; foto e grafica: Manuela Giusto;  produzione: La Compagnia dei Masnadieri - rimarrà in scena al Teatro Spazio 18/B fino a domenica 10 aprile 2022 (da giovedì 7 a sabato 9 aprile, ore 20.30; domenica 10 aprile, ore 18.00).

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Ultima modifica il Mercoledì, 06/04/2022

Pubblicato in Teatro

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.