Generazione di connessi, "generazione di sconvolti"

Generazione di connessi, "generazione di sconvolti"
Come cambiano i tempi, come cambiano le cose, potrebbe dire la generazione dei nonni d’Italia. Ad  affermarlo non sono solo loro ma anche alcune statistiche.

Una generazione sempre connessa, ovviamente ad internet attraverso i famosi smartphone. Lo strumento della pseudo rivoluzione viene usato, più della metà del tempo, per le sue funzioni online anche grazie alle apposite applicazioni. I vecchi modi di comunicare col cellulare, telefonate ed sms, stanno andando a scomparire sempre in modo più netto.

Vengono chiamati i “Millennials” gli 11,2 milioni di giovani italiani nati tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila. Una generazione che copre più di vent’anni e che fin dalla nascita è stata abituata ad usare Internet.
Un identikit, tracciato da una ricerca Yahoo commissionata a Nielsen,  evidenzia la fascia di età tra i 18 e i 34 anni, che vive in funzione di internet, quasi ignara di cosa ci fosse prima di questo avvento.

Il rapporto indica che il 76% di loro è abitualmente connesso, dalle chat alle notizie lette sul web per poi finire a qualcosa di più hot, che si può immaginare da soli.
Questi ragazzi trascorrono on line buona parte della loro giornata, connettendosi attraverso dispostivi mobili, primo su tutti lo smartphone. Precisamente sono 2 ore e 41 minuti di media giornaliera. Attraverso i social, le chat e le app sono connessi ad Internet oltre il 69% del tempo.

Che si voglia o no l’avanzamento di alcune tecnologie porta al distaccamento dai rapporti umani, per avvicinarsi sempre di più a quelli virtuali. I nostri nonni non vivranno ancora così a lungo per rimembrarci che un tempo si condivideva il pane e non i post di Facebook. Ora la palla spetta alle nuove generazioni che dovranno decidere da che parte indirizzare il proprio futuro.

Pubblicato in Tecnologia
Davide Garritano

Speaker radiofonico e redattore sportivo. Conduce un programma musicale nella web radio, “Radio FinestrAperta”. Ha scritto per il blog d’informazione “Tribuna Italia” e per la testata giornalistica “Roma che verrà”. Il suo motto è : “Perde solamente colui che nella vittoria non hai mai creduto”.

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