Privacy, Whatsapp bocciata

Privacy, Whatsapp bocciata
La Electronic Frontier Foundation presenta annualmente un bilancio sul rapporto tra le grandi compagnie del web e le richieste dei governi sulle informazioni degli utenti. Whatsapp, con quasi un miliardo di utenti, viene bocciata. Bene invece Dropbox, Apple e Yahoo!

Anche quest’anno Electronic Frontier Foundation, una delle più grandi e note ong per la difesa delle libertà nel mondo digitale, presenta l’interessante studio sul rispetto della privacy adottato dalle compagnie del web. Sul loro sito, "Who has your back?", vengono descritte sottoforma di classifica le politiche adottate dalle compagnie rispetto alle pressanti richieste governative di accesso ai dati degli utenti. Ci sono 5 categorie a cui corrispondono altrettante stelle; la stella viene assegnata solo se la compagnia rispetta il contenuto della categoria. Come riporta Repubblica.it, le categorie comprendono queste informazioni: “se l'azienda in questione informa gli utenti sulle richieste dei dati da parte dei governi prima che queste avvengano, se si è dotata di regole chiare legate alla conservazione di questi dati e in particolare per quanto tempo rimangono inaccessibili all'utente, se dichiara per quante volte e dunque con quale frequenza queste richieste vengono effettuate e se infine ha manifestato una posizione pubblica contro l'uso delle "backdoor", cioè delle modalità di accesso diretto e privilegiato ai server di compagnie che operano nelle comunicazioni e sul web.”

Spaventa il fatto che tra le peggiori della lista ci sia Whatsapp, l’applicazione controllata da Facebook che conta quasi un miliardo di utenti. Bene invece Dropbox, Apple, Adobe, Sonic.net, Wikimedia, Wordpress e Yahoo! con ben 5 stelle su 5. A metà classifica, tra le tre e le quattro stelle su cinque, compaiono Twitter, Pinterest, Slack, Reddit, Snapchat, Facebook, Comcast, Tumblr, Linkedin, Microsoft, Google e Amazon. Tra le ultime oltre alla già citata Whatsapp abbiamo At&t e Verizon. Come raccomandano i vertici della EFF: “WhatsApp dovrebbe richiedere ufficialmente un mandato prima di rivelare i contenuti dei suoi utenti  dovrebbe pubblicare un regolamento dedicato al rapporto con le autorità e un report di trasparenza, informare più efficacemente gli utenti sulle richieste dei governi e rivelare le sue strategie di memorizzazione dei dati".

Pubblicato in Tecnologia

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