Tassa sui telefonini, tablet e penne Usb: il governo approva il decreto

Tassa sui telefonini, tablet e penne Usb: il governo approva il decreto
Ed alla fine è arrivato il tanto atteso e contestato decreto sull’equo compenso. Un vero e proprio rincaro di una tassa già presente da anni e che il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, ha voluto aggiornare per il prossimo triennio.

Tecnicamente la norma si chiama “Rideterminazione dei compensi per copia privata” e colpisce indistintamente tutti i dispositivi elettronici che funzionano da archivi digitali.

Ed ecco allora che per ogni smartphone o tablet da almeno 16 Gb di memoria interna allo Stato andranno ben 4 euro (contro i 0,9 precedenti per gli smartphone e gli 1,9 per i tablet), 6 euro per i pc (prima la tassa variava dai 1,9 ai 2,4 euro) e circa 0,4 euro su memorie Sd, chiavette Usb e altre tipologie di disco dai 4Gb in su.

E per gli appassionati della tecnologia, ecco che la nuova tabella include anche le Smart Tv.

Le tariffe per “il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore”, recita il comunicato del Mibact, saranno valide per i prossimi tre anni. “Con questo intervento si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori”, ha evidenziato Dario Franceschini.

Una vera stangata che è stata oggetto di numerose polemiche, ma che il ministro Franceschini ha voluto fortemente difendere: “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione a uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.

“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com'è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”, garantisce il ministro Franceschini.

Una decisione che però non convince i produttori che tramite il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, parlano di “un provvedimento ingiustificato che non riflette il comportamento dei consumatori e l’evoluzione delle tecnologie”. “Si tratta – conclude Catania – di un provvedimento certo non in linea con lo sforzo che il paese deve compiere per sostenere l’innovazione digitale”.

Ma per il presidente della Siae, Gino Paoli, l’approvazione del decreto che ridetermina le tabelle non comporterà alcun rischio: “Nessuna tassa sui telefonini. Si garantisce il diritto degli autori e degli artisti senza gravare sui consumatori”.

Chi protesta per la nuova tassa è invece Daniele Capezzone (Fi): “Come da noi previsto in anticipo, è arrivata la nuova tassa Franceschini-Renzi, che io chiamerei tassa anti-giovani e anti-modernità. È infatti stato deciso l’aumento delle tariffe del cosiddetto `equo compenso´ su tablet e smartphone, e su altri supporti digitali. Quali sono gli oggetti che sembrano non risentire della crisi, che sempre più italiani possiedono? Sono proprio smartphone e tablet. E ovviamente la sinistra non resiste alla tentazione di tassarli. E che cosa farà il governo con i proventi di questa tassa? Li girerà alla Siae, un carrozzone pubblico, un ente inutile e inefficiente che andrebbe abolito, il quale a sua volta girerà questi soldi ad artisti già famosi e già ricchissimi”.

Francescochristian Schembri

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Pubblicato in Tecnologia
Francescochristian Schembri

Nato ad Agrigento dove vive e risiede, è giornalista pubblicista dal 2012. Ha collaborato con testate nazionali e locali e si occupa principalmente di tematiche politico-economiche. Laureando in giurisprudenza, ha maturato esperienze politico amministrative nel settore ambientale e delle politiche universitarie. Appassionato di studi storici, ha come hobby la lettura in ambito filosofico e storico. 

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